di Lant Ator

A Oleis hanno chiamato Premio Olio dell’Abbate il riconoscimento per gli olivicoltori che maggiormente si sono distinti nella produzione di extravergine, quello che oggi si identifica con la facile sigla Evo. E l’hanno fatto, giustamente, per sottolineare che sul vicino colle di Rosazzo, intorno alla storica abbazia, non c’erano soltanto bei vigneti di Pignolo e Ribolla ma anche rigogliosi ulivi che davano un olio di sicura qualità. E questo almeno fino al famoso 1929, quello della distruttiva gelata.
Un modo, dunque, per ricordare questo glorioso passato la denominazione scelta per il Premio con cui coronare il concorso organizzato nell’ambito di “Olio e dintorni”. Quattordici le aziende del Friuli Venezia Giulia, ma anche della penisola istriana provenienti da Albona, città gemellata con Manzano, e da Dignano, che hanno presentato un totale di diciotto campioni. E questi sono stati esaminati, analizzati e degustati dagli esperti coordinati dall’Istituto tecnico agrario della vicina Cividale. In questi ultimi anni il Paolino di Aquileia ha infatti assunto una sorta di ruolo guida nel settore olivicolo, tanto da essere punto di riferimento per tanti piccoli produttori anche attraverso il suo frantoio. Un lavoro importante che si coniuga con quello, altrettanto rilevante, portato avanti dall’Università di Udine e dall’Ersa, l’agenzia per lo sviluppo rurale del Friuli Venezia Giulia che ha peraltro in monitoraggio tutti i produttori partecipanti al concorso.
Ecco, allora, quali sono i produttori premiati:
– “gusto delicato” azienda FiorRosso di Adriana Zeriul di San Dorligo della Valle (Trieste);
– “gusto medio” azienda Olio Ducale di Lenny Rosero di Cividale;
– “gusto intenso” da Bianchera biologica azienda Fernanda Fachin di Gemona;
– premio speciale per qualità e packaging, Dop Tergeste, azienda Bruno Lenardon di Muggia.
Con la consegna dei Premi Olio dell’Abbate, punto focale della giornata conclusiva di domenica scorsa che ha visto anche un interessante convegno con il professor Lanfranco Conte dell’Ateneo friulano, è dunque sceso il sipario su una edizione perfettamente riuscita. E allora arrivederci alla quindicesima.

 

la foto in copertina e queste a seguire sono dello studio Photolife di Gianni Strizzolo.

 

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