di Cebon Taulir

Se il frico morbido richiede pazienza e parecchio tempo, specie se si parte, giustamente, dalle patate crude, per quello friabile vi assicuro che non è così.
La preparazione è semplice, rapida e il risultato è parimenti appagante.
Certo, il piatto ottenuto non ha nulla a che vedere con quello di frico morbido, nel quale la presenza appunto delle patate, della cipolla e magari anche di qualche dadino di speck crea una vera e propria sinfonia di sapori.
In quello friabile, invece, il sapore è uno solo, quello del formaggio latteria o Montasio che per garantire la necessaria croccantezza deve essere di una buona stagionatura.
Diciamo, almeno, un anno.
In questo caso, l’ingrediente è unico, appunto il formaggio, che deve essere grattugiato per essere distribuito uniformemente nella padella con manico, quella che in friulano chiamiamo “fresorie” o “fersorie”.
E lo spessore?
Varia a seconda dei gusti e degli usi cui il frico è destinato.

Se va mangiato tal quale, allora si può giocare un po’ di più in altezza e quindi spezzarlo in bocconcini che non possono essere regolari come nel caso del frico con le patate che si presenta come una sorta di crostata.
Se invece volete fare quei simpatici cestini da utilizzare magari come antipasto mettendoci dentro qualcosa di saporito e stuzzicante – che so, un assaggio di funghi, siano porcini ma anche semplicissimi e più convenienti chiodini -, allora il frico va steso per farne poco più di un velo, anche di un diametro più piccolo, che poi, appena tolto dalla padella, lo appoggerete su un bicchiere rovesciato per dargli la forma voluta, per realizzare cioè una specie di coppa più o meno capiente.
Ma, oltre ai cestini, si possono ottenere frichetti della dimensione di una moneta da due euro da gustare come i salatini con l’aperitiivo.
Ed allora per riepilogare per quattro persone servono:
400 grammi di formaggio Montasio o latteria ben stagionato
un filo d’olio extravergine o anche di semi per ungere la padella se preferite andrebbe bene, in alternativa, anche una noce di burro.
Procedimento:
scaldare la padella unta con l’olio o il burro, distendere il formaggio preventivamente grattugiato aiutandosi con una forchetta sostenere la cottura a fuoco moderato per non bruciacchiare il formaggio, appena raggiunta nella parte sottostante una bella doratura girare il frico aiutandosi magari con un coperchio piatto (“covertorie”), ottenuta la medesima bella doratura anche dall’altra parte il frico è pronto e può essere disposto su un piatto di portata.

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Il vino?
Non ho alcun dubbio: Friulano (ex Tocai) o anche un leggero Merlot.
E perché no una Ribolla spumante?
Buon appetito.  E cin cin!
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