di Giuseppe Longo

Nel 2017 era stato il tradizionale incontro pre-vendemmia di Assoenologi, alla Tenuta Ca’ Bolani di Terzo di Aquileia, a ospitare la premiazione dei vini della Riviera friulana.
Quest’anno, in una logica che la vuole itinerante, la location cambia: domenica 2 settembre avrà infatti per cornice, a Scodovacca, la Festa del Refosco organizzata per la quarta volta dal Comune di Cervignano, quando per ogni categoria saranno premiati il miglior vino e la migliore azienda.
Ed è sicuramente azzeccata la scelta operata dal Consorzio guidato da circa due mesi da Franco Clementin di dare vita alla manifestazione conclusiva della 57° Selezione del vino di Aquileia e della Riviera friulana proprio nell’ambito di una rassegna che celebra, senza ombra di dubbio, il prodotto-leader dell’Agro.
Un terreno che, per la sua composizione organico-minerale – ma anche per un microclima che trae indubbi benefici dalla brezza del mare che coccola e asciuga costantemente i grappoli, dai primi stadi di formazione come lo sono adesso fino a maturazione completa -, pare creato apposta per questa pregiata varietà a bacca rossa che proprio in questi vigneti regala aromi e profumi di una marcata tipicità che il consumatore conosce bene e ricerca.   D’altra parte, i progenitori di questi vini dal carattere molto spiccato erano conosciuti già duemila anni fa, fin dai tempi dei Romani, quando prendevano il mare nelle anfore fatte salpare dal porto fluviale di Aquileia, di cui si ammirano ancora oggi i resti all’ombra della basilica poponiana.
Una notizia dunque molto importante, sul piano locale, come pure è altrettanto importante, e strategica su scala regionale, quella annunciata a Ruda dal nuovo titolare alle Risorse agroalimentari.
Ed entrambe le notizie sono uscite dalla breve cerimonia che ha preceduto la seduta delle commissioni tecniche che, nelle suggestive cantine di villa Iachia, hanno condotto le degustazioni degli oltre 140 vini delle Doc Aquileia, Annia e Latisana per scegliere i migliori che saranno, appunto, premiati a Scodovacca alla corte di sua maestà il Refosco.
E in concorso c’erano ovviamente anche campioni ottenuti pigiando i grappoli dal peduncolo rosso, che anzi hanno costituito una sezione speciale.
«Il comparto enologico regionale è, indubbiamente, un’eccellenza del territorio, ma le sfide da vincere sono ancora tante», ha detto infatti l’assessore Stefano Zannier.
«La Regione – ha spiegato al riguardo -, dopo aver ascoltato tutti i protagonisti del comparto, metterà in campo una nuova strategia di promozione che valorizzi tutte le eccellenze, insieme.  Quello che conta è che la sintesi delle proposte arrivi dalla filiera.
Poi la politica prenderà le sue decisioni». 

L’intervento dell’assessore regionale Stefano Zannier, che ha accanto Clementin e Rizzi

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Come dire che i produttori, tramite le loro organizzazioni – e quindi i Consorzi di tutela in prima fila – dovranno far sentire la propria voce, le proprie idee, quelle di chi conosce direttamente il settore perché lo vive e vi lavora ogni giorno.
Poi la Giunta Fedriga, tramite appunto l’assessorato di Zannier, tirerà le somme e le conclusioni per individuare la formula che meglio valorizzi il Vigneto Fvg, del quale proprio stamani si parla nel convegno organizzato a Udine (hotel Là di Moret) dall’Ersa e del quale abbiamo scritto ieri.
«Da oltre 50 anni – gli ha fatto eco il neo-presidente Clementin, che aveva al suo fianco il predecessore Marco Rabino – il nostro Consorzio ospita la Selezione per presentare, poi, i suoi migliori prodotti al pubblico.
Lavoriamo insieme da molti anni con i colleghi della Riviera Friulana mantenendo Aquileia, simbolicamente ma non a caso, come “capitale” e luogo di riferimento per tutti».
L’obiettivo della Selezione, infatti, è quello di far conoscere, valorizzare e promuovere le migliori produzioni enologiche di questi territori vocati alla vitivinicoltura di qualità, nonché di premiare e stimolare lo sforzo delle aziende delle Doc Aquileia, Latisana e Annia al continuo miglioramento dei loro vini.
Le operazioni, per scegliere proprio i migliori vini, hanno visto la presenza di 50 esperti, e cioè tecnici, rappresentanti di sommelier e associazioni di assaggiatori, nonché giornalisti che professionalmente seguono il settore della vite e del vino – e in questa veste chi scrive si sente onorato di parteciparvi ormai da parecchi anni – con il coordinamento impeccabile del vicepresidente e responsabile delle degustazioni di Assoenologi Fvg, Matteo Lovo.
Dieci le commissioni composte da 5 esperti: ciascuna ha assaggiato 14 o 15 vini per un totale, come si diceva all’inizio, di oltre 140 campioni suddivisi in cinque categorie:

vini bianchi tranquilli,

vini bianchi aromatici,

vini bianchi spumanti e frizzanti,

vini rossi e, categoria dedicata,

Refosco dal peduncolo rosso.

Per la degustazione, organizzata dal Consorzio tutela vini Doc Friuli Aquileia in collaborazione con gli omologhi Friuli Latisana e Friuli Annia e con il patrocinio dell’Ersa, del Comune di Ruda e del Consorzio delle Doc-Fvg, sono stati utilizzati – dato interessante, oltre che curioso – circa 1.000 calici e sono state impiegate 11 persone per il servizio.
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Alla serata, erano pure presenti il sindaco di Ruda, Franco Lenarduzzi, e il presidente di Assoenologi Fvg, Rodolfo Rizzi – impegnato in questi giorni negli ultimi dettagli organizzativi del Congresso nazionale che la prossima settimana si terrà a Trieste -, il quale a sua volta ha sottolineato l’importanza di questa manifestazione che ha superato il mezzo secolo.
Come si è già detto, le premiazioni avranno luogo nel corso la 4° edizione della Festa del Refosco domenica 2 settembre, nell’accogliente parco di Villa Chiozza, nella quale operò il famosissimo Louis Pasteur.
Sarà premiato il miglior vino per ogni categoria e la migliore azienda.
I nomi dei vini più buoni sono stati scelti in base ai punteggi atribuiti, degustando bottiglie rese rigorosamente anonime, dalle commissioni riunite a Ruda, ma ovviamente sono tenuti segreti e si conosceranno soltanto fra due mesi.     Ed allora arrivederci a Scodovacca…

in copertina: Uno dei tavoli di degustazione mentre viene servito il primo vino.

Un altro aspetto della sala con i degustatori pronti a dare il via agli assaggi.

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