di Gi Elle

Alla fine Riccardo Cotarella li ha voluti tutti sul palco: presidente sezione Fvg Rodolfo Rizzi, presidente emerito Giancarlo Prevarin, consiglieri nazionali, in rappresentanza di ogni regione, giovani di Assoenologi con la friulana Chiara Peresani, direttore generale Paolo Brogioni e tutti i collaboratori dell’Associazione che ha sede a Milano.

Per esprimere loro un grazie, come si dice, grande così, perché se il Congresso nazionale ha avuto questo straordinario successo, non è solo merito della terra – città di Trieste e Regione Friuli Venezia Giulia – che l’ha ospitato, ma anche di tutto questo staff di persone volonterose, con idee e competenza, che si sono spese per ottenere il bellissimo risultato.

La platea del Teatro Verdi durante la cerimonia di chiusura.

Al termine della cerimonia ufficiale, gli Archi e clavicembalo dell’Orchestra della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi hanno offerto una brillante interpretazione delle “Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi – e quale opera più adatta di questa poteva essere per tecnici che devono fare i conti tutto l’anno proprio con gli andamenti stagionali? – con la parte solistica affidata al primo violino di spalla Stefano Furini che ha offerto una trascinante lettura dei quattro concerti, con uno strumento di Andrea Guarneri del 1669, entusiasmando la platea così tanto che si è lasciata andare più volte in applausi estemporanei, comunque sicuramente graditi dai protagonisti.

Il violinista Stefano Furini e l’orchestra del Teatro Verdi salutano tra gli applausi al termine del concerto.


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Il concerto come il precedente talk show su Impresa & Comunicazione nelle Politiche agricole con Bruno Vespa, la cerimonia d’apertura e tutti gli altri appuntamenti congressuali sono stati presentati con garbo e vivacità da Andrea Amadei.

Il bravo presentatore Andrea Amadei.


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E al termine tutti in piazza Unità d’Italia, dove erano attesi dalla maxi-cena di gala preparata dallo staff di Andrea e Marco Cecchini, mentre alla banchina della Stazione Marittima stava ormeggiando uno di quei colossi del mare che sempre più spesso arrivano a Trieste – in piazza, è proprio il caso di dire, perché un affaccio sul mare così ce l’ha solo questa città – e che ha dato una nota di colore in più a una serata che si annunciava mite, senza vento, insomma da stare bene, dopo le sfuriate del maltempo dei giorni scorsi.

Così, il catering della Società gastronomica friulana ha fatto arrivare in tavola un menu ovviamente tutto a base di pesce.
E allora via con un Battuto di salmone della Val Rosandra e wasabi triestino abbinato a una Mozzarella di bufala friulana con pomodorini confit e piovra bruciata.
Quindi, gnocchi di patate di Godia su passata di bietina e gamberi scottati al profumo di liquirizia, per lasciare poi il posto al Boreto (alla gradese) di pesce e polenta bianca grigliata.
Infine, un Semifreddo alla crema carsolina con croccante di frolla alle mandorle.

Brindisi di Claudio Fabbro, pr di Assoenologi Fvg,
con Andrea Cecchini, autore della cena in piazza, e altri amici.

I vini?

Una bella scelta, degna dell’occasione:

Ribolla gialla, vino spumante di qualità brut millesimato 2014
dell’azienda Eugenio Collavini Viticoltori di Corno di Rosazzo;

un Friuli Aquileia Doc Pinot bianco 2017 di Ca’ Bolani di Cervignano;

un Friuli Colli orientali Doc Friulano 2017 della Tenuta di Angoris di Cormons;

un Friuli Grave Doc Friulano 2017 dell’azienda Vendrame Vignis dal Doge di Codroipo;

seguito da un Collio Doc Malvasia “Soluna” 2016 della Livon di Dolegnano.

Infine, bella chiusura, al momento del dessert, con un Ramandolo Docg Vendemmia Tardiva 2016
della Dario Coos Società Agricola di Nimis, oltre a un sorso di Illy Caffè.

Insomma, un mega-brindisi con i magnifici bianchi friulani per suggellare un Congresso Assoenologi che veramente va segnato con evidenza sull’Album dei ricordi.

In copertina, la cena di gala in piazza Unità d’Italia che ha concluso il Congresso.

Foto di gruppo finale dei presidenti Cotarella e Rizzi con tutti i dirigenti e collaboratori.
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