di Giuseppe Longo

Gli ultimi dati disponibili, quelli del 2016, ci dicono che in Friuli Venezia Giulia si coltivano quasi 23 mila ettari di vigneto specializzato con una produzione di vino che rasenta un milione 900 mila ettolitri: il posto di preminenza è occupato da Pinot grigio e Prosecco, ottenuto quest’ultimo dal vitigno Glera.
E l’incidenza delle denominazioni di origine controllata è molto consistente, tanto che coprono praticamente tutta l’area viticola della regione, anche se non sempre tutta la produzione viene dichiarata fine di beneficiare della rispettiva denominazione.

Su tutto questo panorama, fatto di vite e vino, sovrintende il Consorzio della Doc Friuli – il quale non esclude le denominazioni ormai storiche – che ha però ancora la necessità di trovare il passo giusto affinché la sua azione possa rivelarsi efficace nella tutela e promozione dei prodotti.
Uno degli obiettivi su cui punterà Adriano Gigante, noto viticoltore di Corno di Rosazzo (Doc Friuli Colli orientali), che è stato eletto appunto nuovo presidente del Consorzio delle Doc Fvg.
È questo uno dei risultati conseguenti al rinnovo delle cariche sociali che il Consorzio ha deliberato in questi giorni.

Ad affiancarlo, alla vicepresidenza, c’è Pietro Biscontin (ex presidente e attuale leader del Consorzio Doc Friuli Grave).

Il segretario è invece Giorgio Zaglia, del Consorzio Doc Friuli Latisana.

“Nei prossimi mesi – spiega Gigante -, saremo sicuramente impegnati a spingere l’acceleratore sulla questione relativa alla tutela della Ribolla gialla.  Poi, dovrà essere proseguito e portato a conclusione il percorso di costituzione del Consorzio di tutela della Doc Friuli, atteso da un paio d’anni.  Un altro oggetto di approfondimento – conclude il neo presidente – sarà quello della messa a fuoco di un modello di promozione che evidenzi le peculiarità dei vari territori per far crescere assieme l’immagine del Friuli Venezia Giulia”.
A completare il consiglio di amministrazione consortile c’è Sergio Bortolusso (del Consorzio Doc Friuli Annia), mentre a rappresentare il Consorzio Friuli Aquileia è stato chiamato Franco Clementin, in sostituzione di Marco Rabino, essendo stato eletto nei mesi scorsi alla guida dell’ente simboleggiato dalle colonne del Foro romano.

Dicevamo dei numeri del Vigneto Friuli Venezia Giulia.
Ed allora, riferiti appunto all’anno 2016, ricordiamo che gli ettari vitati sono esattamente 22.920.
Dei quali:
6.728 ettari a Pinot grigio,
4.064 a Glera,
2.303 a Merlot
(in crescita: Ribolla gialla, Malvasia, Pinot nero e Traminer aromatico).

L’uva prodotta è pari a 2.707.127 quintali,
mentre il vino ottenuto è pari a 1.856.412 ettolitri.

Dati che dimostrano una rilevante crescita nell’ultimo decennio, quando si è registrata l’impennata del Pinot grigio e successivamente quella del Prosecco, il vino frizzante di gran moda ricavato dalla trasformazione delle uve Glera, e che beneficia di quel magico nome grazie a un piccolo paese del Carso che sorge sopra Trieste, la cui provvidenziale esistenza ha consentito di istituire la Doc Prosecco, altrimenti si sarebbe necessariamente dovuto ripiegare sulla generica denominazione di “vino frizzante da tavola”.

In copertina, il nuovo presidente del Consorzio delle Doc Friuli, Adriano Gigante.

Grappoli di Refosco dal peduncolo rosso come si possono vedere oggi.

 

Ancora grappoli di Refosco dal peduncolo rosso, sui Colli orientali del Friuli.

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