di Lant Ator

Terzo e ultimo giorno per la “Sagra del Malgaro” in Val Degano, conosciuta anche come Canale di Gorto.
Invitanti gli appuntamenti previsti oggi a Ovaro per questa simpatica manifestazione che vuole rendere omaggio agli uomini di malga, che siano allevatori o casari, e fare festa con loro: segnaliamo in modo particolare, con inizio alle 15.00, l’avvio di una scuola gastronomica intitolata “Cuciniamo con… la Carnia”, come dire che ai fornelli si porrà l’accento sui piatti tipici di queste vallate e montagne, a cominciare dai famosissimi “cjarsons” che si differenziano da un paese all’altro.
Non solo, addirittura da una famiglia all’altra, tante sono le varianti di questo manicaretto, i cui ingredienti sono custoditi gelosamente da chi li conosce e li trasferisce nel piatto, pronto a deliziare chi l’aspetta a tavola.

Formaggi di malga: una sinfonia di profumi e sapori. (Foto Sportvideo di Roberto Tessari)

In questo periodo, infatti, e così fino a tutto settembre, la Carnia dedica alle sue malghe una serie di gustose e autentiche manifestazioni.   Denominate “Mondo delle malghe”, si tengono in Val Lumiei, appunto in Val Degano e in Val Pesarina: così, dopo la sagra che a Ovaro sta per vivere la sua ultima ma certamente più importante giornata, seguirà la Festa del Formaggio Salato e di Malga a Sauris (11,12 e 15 agosto), dove è appena cominciata la “Festa del prosciutto”, quindi sono annunciate la “Festa della demonticazione” e “Arlois e Fasois” a Prato Carnico (9 settembre) – ricordiamo che, tradizionalmente, l’alpeggio si conclude in coincidenza con la festa religiosa dell’8 settembre, Natività della Madonna, mentre era cominciato il 13 giugno, ricorrenza di Sant’Antonio da Padova – per chiudere con la rinomata e sempre attesa “Mostra mercato del formaggio e della ricotta di malga “  a Enemonzo (8-9 e 15-16 settembre), giunta alla XXXIV (34°) edizione.

Sono una cinquantina le malghe ancora attive sui monti della Carnia:
dalla fine di giugno a metà settembre i malghesi vi portano le mandrie a pascolare libere nei prati in quota, ricchi di erbe e fiori che conferiscono al latte (e quindi a burro e formaggi) profumi e sapori unici.
La maggior parte delle malghe vende direttamente i prodotti.
In molte è anche possibile degustarli o assaporare i piatti della tradizione preparati con semplicità e sapienza e serviti su rustici tavoli in legno all’aperto o in piccoli ambienti riscaldati dal “fogolâr”, se arriva la pioggia che porta un brusco calo delle temperature.
In alcune, infine, si può anche dormire, magari con il sacco a pelo e godere così dell’ incanto della volta stellata e dei suoni della notte.

Malga Forchia in una immagine colta dall’obiettivo di Roberto Tessari. (Sportvideo)

Vale la pena di salire in malga di prima mattina, in modo da poter osservare il bestiame al pascolo e assistere alla lavorazione del latte per la produzione del burro, del tradizionale formaggio di malga in forme di buona pezzatura (fra i 4 e i 6 chili) e della ricotta (che si usa anche affumicare).
Fra i formaggi tradizionali, si producono anche “Formadi salât” a pasta dura, la “Scuete frante” (ricotta appena pressata e frantumata che, con aggiunta di panna, sale, pepe ed eventuali semi di finocchio selvatico, acidifica e matura in appositi contenitori per 40-50 giorni) e il “Formadi frant” leggermente piccante, ottenuto reimpastando con sale, pepe, panna e latte le scaglie di formaggi che presentano piccoli difetti.

I prodotti variano da malga a malga sia per il loro gusto che per la lavorazione. i cui segreti sono tramandati per lo più da generazione a generazione: negli alpeggi carnici si trovano anche persone autentiche e fiere del loro lavoro, un mondo miracolosamente sopravvissuto all’industrializzazione e all’omologazione, oltre a paesaggi intatti di rara bellezza.

Una bella panoramica su malga Malins in una foto dell’archivio di Marina Tagliaferri.

Chi volesse andare alla scoperta di questo mondo fatto di antiche usanze, genuinità, semplicità, può partecipare alle “Giornate in malga”, escursioni guidate organizzate dagli uffici turistici.
Oppure trascorrere qualche giorno “en plein air”, facendo il Trekking della Via delle malghe.
Una quindicina i percorsi fra cui poter scegliere, con partenza da vari paesi della Carnia: dedicati ciascuno ad un tema (storia, natura, arte& fede, gastronomia…) portano anche Oltralpe, in Carinzia.

Per saperne di più digitare – or click to:

   www.carnia.it

 

In copertina, i formaggi di malga Malins. (Foto Ulderica Da Pozzo – Archivio Turismo Fvg)

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