di Giuseppe Longo

In coincidenza con la solennità della Madonna del Rosario, che il calendario colloca la prima domenica di ottobre, si sono concluse ieri sera a Trieste, nella bella chiesa mariana di piazza Vecchia, le celebrazioni per i 650 anni del titolo di “cappella civica”. E la Casa d’Austria, che proprio in questa chiesa ha il suo punto di riferimento nella città giuliana governata per secoli, ha voluto essere presente alle celebrazioni della Festa patronale con l’arciduchessa Gabriella d’Asburgo-Lorena. La quale ha partecipato alla funzione vespertina, che è stata privata però, a causa della pioggia, della tradizionale processione per le vie dello storico rione.

La statua della Madonna; sotto, il vescovo di Trieste, monsignor Crepaldi, mentre la incensa.

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Il rito è stato presieduto dal vescovo Giampaolo Crepaldi, presente anche monsignor Guido Pozzo, triestino di nascita e segretario della Pontificia commissione “Ecclesia Dei”, che al mattino aveva celebrato un Pontificale in latino secondo il rito di San Pio V. Fu infatti proprio questo Papa – come ha ricordato il parroco don Stefano Canonico – a istituire la festa del Rosario in ricordo della vittoria nel mare di Lepanto dei Cristiani contro i musulmani dell’Impero ottomano, avvenuta il 7 ottobre 1571. Da ricordare che in questa chiesa si celebra regolarmente, di solito ogni sabato sera oltre che nelle festività, la Messa tridentina liberalizzata esattamente undici anni fa da Benedetto XVI, il quale con “motu proprio” aveva autorizzato l’uso del messale promulgato da Giovanni XXIII – riprendendo appunto quello di Pio V -, prima delle nuove regole stabilite dal Concilio Vaticano II, che prevede un rito molto più lungo e complesso rispetto a quello introdotto da Paolo VI che, invece, è celebrato anche nelle lingue locali.

L’omelia di monsignor Crepaldi e il Pontificale dell’arcivescovo Pozzo: sta parlando il parroco.

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Ricco il programma musicale proposto durante i solenni riti dai bravi cantori della cappella musicale della Beata Vergine del Rosario diretti dal maestro Elia Macrì, nel quale emergeva la “Missa Papae Marcelli” di Giovanni Pierluigi da Palestrina, oltre a brani suggestivi di diversi autori. Macrì, in serata e, nella stessa chiesa (ma il concerto si sarebbe tenuto sul sagrato se il tempo fosse stato buono), è quindi passato alla direzione dell’orchestra che ha proposto un applaudito programma di musiche di Corte del Barocco francese, attingendo dai repertori di Charpentier, Lulli, Marais e de Lalande. L’arciduchessa Gabriella ha assistito anche al concerto assieme ai presuli Crepaldi e Pozzo,  e agli altri prelati, che avevano partecipato ai festosi riti, a cominciare dal Vespero pontificale di sabato sera.

Gabriella d’Asburgo-Lorena s’intrattiene con i fedeli; sotto, il concerto diretto dal maestro Macrì.

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In copertina, l’arciduchessa d’Austria salutata calorosamente in chiesa.

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