di Giuseppe Longo

Cosa c’è di meglio al mattino, per avere la giusta carica che ci metta in moto, o dopo aver pranzato o cenato, di un buon caffè?   Non c’è altro, se non l’aromatica bevanda, tanto che per noi italiani berla quotidianamente, anche più volte, è una sorta di rito irrinunciabile anche per stare un po’ assieme, al bar o in casa, e chiacchierare delle cose del momento.  A Trieste, poi,  grazie ai traffici legati a questo prodotto esotico tramite l’attività portuale, c’è un vero e proprio culto, basta vedere i tanti tipi di preparazione e i nomi che solo nel capoluogo regionale si usano, a cominciare dal simpaticissimo “capo”, che altrove, in Friuli Venezia Giulia e nel resto d’Italia, è semplicemente “macchiato”.

Nella città, in cui si contano numerosi locali storici – che proprio intorno a una tazzina di caffè hanno visto raccogliersi illustri personaggi della letteratura e delle arti -, da poco più di un anno è nata addirittura l’associazione Museo del Caffè di Trieste, affidata alla guida competente e appassionata di Gianni Pistrini che del chicco proveniente dalle Americhe sa proprio tutto, come, per esempio, che qui si commercia il caffè da più di tre secoli, tanto da aver dato origine a un’attività economica molto importante che si è affermata a partire dall’epoca teresiana, quando l’Impero dette particolare impulso al porto e alla città di San Giusto.

Il presidente Gianni Pistrini durante una trasmissione su Raiuno dedicata al caffè. 

Obiettivo del sodalizio è anche quello di proporre iniziative culturali e divulgative legate proprio al caffè. E il primo appuntamento organizzato in questo periodo è fissato per domani, giovedì 18 ottobre, alle 17, all’hotel Savoia Excelsior Palace di Riva del Mandracchio 4 (fino ad esaurimento dei posti disponibili).

Si tratta della seconda serie dei “Cenacoli del caffè”: coffee esperienze, incontri divulgativi a Trieste. Infatti, visto il successo dell’anno precedente, aMDC – questo l’acronimo dell’Associazione Museo del Caffè – consolida la serie di incontri sugli aspetti agroalimentari tecnologici e scientifici nella filiera del prodotto.   “In Italia – osserva Pistrini – l’espresso rappresenta convivialità e socializzazione. Dove c’è caffè c’è casa e poco importa che la bevanda venga preparata con la moka o consumata al bar.   L’importante è l’amore, la cura con cui si offre all’altra persona. Sarà per questo che il suo aroma e i significati simbolici hanno ispirato musiche, romanzi, film e opere artistiche.  E anche quest’anno con l’ausilio di docenti universitari ed esperti del settore  si risponderà e approfondirà, a livello didattico e comprensibile, alcune di queste visioni, un momento per raccontare e raccontarsi, semplici gesti quotidiani che accompagnano il consumo della squisita aromatica bevanda”.

Primo relatore il dottor Giovanni Bortoli, della società Demus di decaffeinizzazione di Trieste. Titolo dell’incontro: “Caffè, caffeina & C”.  “Il caffè – osserva ancora il presidente dell’associazione – è conosciuto da tutti come bevanda da consumare abitualmente, un rito quotidiano che si compie quasi in automatico per avere la carica necessaria derivante dalla caffeina e per godersi il caratteristico aroma.   La caffeina, però se assunta in dosi eccessive può portare ad effetti collaterali non piacevoli, per cui faremo una panoramica sulle dosi di assunzione giornaliere consigliate e sulla caffeina presente in altre fonti per rendere il consumatore consapevole su quante tazze può bere durante la giornata, magari alternandole col decaffeinato”.
Già, il decaffeinato.   “Oramai sdoganato dai luoghi comuni che in passato– spiega il nostro esperto – rendevano il consumatore diffidente sulla qualità della bevanda, oltre a ridurre l’intake giornaliero di caffeina, è una bevanda a ridotto contenuto di cere (se processato con determinati metodi) che rendono la bevanda più “digeribile”.   Evidenzieremo anche i numerosi controlli analitici a cui è sottoposto il caffè lungo tutta la filiera produttiva, per rassicurare il consumatore in merito alla assoluta sicurezza della bevanda, in seguito ai recenti articoli allarmistici apparsi su numerosi mezzi di informazione (come il caso dell’acrilammide)”.

Ecco il “rito” quotidiano (e multiplo) della tazzina del caffè bevuto al bar. 

Secondo appuntamento il parternariato fra Musei Europei del Caffè: venerdì 26 ottobre, in Centrale idrodinamica del Porto antico di Trieste, alle ore 14.30.   Titolo: Uniti nella diversità: i Musei Europei del Caffè collegati in un unico network.

“In questo caso – riprende Gianni Pistrini –, si rinnova il tradizionale appuntamento biennale con la Partnership fra Musei Europei del Caffè. A esserne coinvolto uno spazio espositivo ubicato nel Regno del Belgio. Si tratta di Grootmoeders Koffie – Café Grand-Mère (tradotto in “Caffè della Nonna”, da cui il logo), realtà artigianale operante a Gullegem, cittadina della regione Fiamminga.   L’avvio imprenditoriale risale al 1935 per volere del capostipite Nestor Hanssens e sviluppata dal figlio che ha poi passato la mano al primogenito.   L’attività è ora seguita sempre dalla famiglia, la coppia Patrick e Vinciane, appoggiati dalla quarta generazione”.
“Da alcuni anni – spiega ancora il presidente – è stata allestita una significativa raccolta di oggettistica attraverso un’interessante area museale (Koffiemuseum), che assomma a un rilevante numero di pezzi tipici, usati nell’area belga e non solo.   Il Paese sarà l’ottavo del Vecchio Continente collegato sotto il titolo di Partnership fra Musei Europei del Caffè. Prima del Belgio è stata a volta della Germania, nel 2004, poi di biennio in biennio, Svizzera, Austria, Francia, Ungheria, Olanda, Cipro, appuntamenti che rientrano nel fuori Salone della rassegna TriestEspresso Expo, realizzata da Aries-Camera di Commercio della Venezia Giulia.   A promuovere la rete culturale, proprio il Museo del Caffè di Trieste, ora sviluppato dall’Associazione che ne prende il nome.   E la valenza dell’iniziativa – conclude Pistrini – trova l’appoggio da parte di realtà apicali istituzionali italiane che offrono il loro autorevole patrocinio”.

Per informazioni Direttivo aMDC e-mail: aMDCtrieste@gmail.com  telefono +39368435343.

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In copertina, la preparazione del caffè espresso al bar.

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