di Giuseppe Longo

Il Carso non è solo Terrano, Malvasia e Vitovska; non è solo un meraviglioso olio extravergine d’oliva, di cui la Bianchera è regina: prodotti unici e di grande “carattere” che ci vengono donati dalle terre rosse sferzate dalla bora o accarezzate dalla brezza del mare. No, è anche un insieme di sapori, di profumi, di tipicità, di storia e tradizioni che rendono l’altopiano un “unicum” che merita d’essere conosciuto di più e ulteriormente valorizzato. Ma come? Anche e soprattutto attraverso il turismo, il quale, a sua volta, si nutre proprio dei richiami che provengono da queste contrade martoriate dalla “inutile strage” (Benedetto XV) della Grande Guerra di cent’anni fa, ma ricche di contenuti ambientali, paesaggistici, produttivi e culturali.

La vite e l’ulivo si fondono sul Carso triestino.

 

“Il turismo è uno dei settori che nel Friuli Venezia Giulia sta maggiormente trainando l’economia e in grado di fare ulteriormente crescere il Pil concorrendo a creare nuova occupazione. Nello specifico, territori come il Carso sono una ricchezza unica, con grandi potenzialità attrattive da proporre ai visitatori”, ha affermato infatti a Trieste l’assessore regionale al Turismo, Sergio Emidio Bini, intervenendo nella sede della Camera di commercio Venezia Giulia alla presentazione della 17ma edizione di “Sapori del Carso”, iniziativa partita – come abbiamo annunciato – da pochi giorni e che si protrarrà fino all’11 novembre con lo scopo di preservare i sapori della tradizione e di evitare che le antiche ricette vadano disperse, valorizzandole con i prodotti locali.

Il Carso – ha detto ancora Bini rimarcando il suo progetto di rilancio – “è una delle ricchezze che debbono essere messe a comune denominatore per promuovere la nostra regione perché il 23 per cento dei turisti sceglie la meta delle proprie vacanze sulla base dell’attrattività del territorio anche dal punto di vista enogastronomico”. “Noi – ha rimarcato l’esponente della Giunta Fedriga – dobbiamo imparare a promuovere queste ricchezze con un’azione condivisa e non parcellizzata, nell’ambito della quale ciascuno punti a evidenziare le proprie potenzialità per attrarre visitatori da tutte le parti del mondo con realtà come il Carso che – ha sottolineato – rappresenta qualcosa di unico”.

Una tipica casa d’architettura rurale carsica.

“Sapori” quest’anno sarà incentrato sul tema “Nozze Carsiche” con l’obiettivo di valorizzare un momento importante e caratteristico per la comunità locale attraverso menù e prodotti dedicati nei ristoranti, nelle panetterie, nelle pasticcerie e nei negozi di alimentari dell’altopiano, promuovendo in questo modo un’ampia gamma di prodotti – alcuni dei quali protagonisti in questi giorni anche a “Good”, il Salone dell’agroalimentare e dell’enogastronomia di qualità alla Fiera di Udine -, come i già ricordati vino e olio d’oliva, ma anche formaggio e miele. Tutti prodotti ovviamente di “nicchia” visti i modesti quantitativi, ma di grande pregio e “appeal” per il consumatore e per colui che affascinato da queste alture desidera visitarle. Dopotutto, sono a poca strada sia da Trieste che da Gorizia. Ma anche dal capoluogo friulano in una quarantina di chilometri, o poco più, vi si arriva facilmente.

Fino a domenica 11 novembre, appuntamento, dunque, con “Sapori del Carso” – “Okusi Krasa”, come si declina nell’idioma locale -, la invitante manifestazione enogastronomia che quest’anno ruota attorno al 50° anniversario delle “Nozze Carsiche”, nate ufficialmente come rievocazione storica appunto nel  1968, ma con origini ben più antiche, in quanto risalgono alla seconda metà dell’Ottocento. E la bellissima manifestazione invita a ripercorrere usi e costumi di un rito – quello appunto del matrimonio – che ha delle particolarità uniche. Perché innervate dalla storia, dalla cultura e delle tradizioni che sul Carso hanno un “sapore” tutto speciale. Che merita d’essere scoperto, approfittando proprio di questi primi giorni di novembre, sperando che il tempo si rimetta al bello quanto prima.

Le “Nozze carsiche” in due belle foto tratte dal sito del Comune di Monrupino.

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In copertina, uliveti del Carso a picco sul mare.

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