di Giuseppe Longo

E’ proprio un momento magico quello che sta vivendo la Ribolla gialla nel Vigneto Fvg, non c’è dubbio. Le superfici in pochi anni sono letteralmente “esplose” e si continua ad impiantare – a titolo d’esempio, bellissima la vigna al primo anno che abbiamo visto pochi giorni fa a Prepotto, messa a dimora da Valerio e Sergio Marinig – perché si crede  molto in questo vino, sia nella forma “ferma”, cioè tradizionale, sia “spumantizzata”. Un prodotto, quest’ultimo, che sta andando di moda, che fa tendenza come si dice oggi, ponendosi come alternativa al Prosecco, anche se le sue varietà stanno come Davide a Golia. La qualità della Ribolla, però, non si discute e per questo merita di essere tutelata con forza e convinzione, facendola diventare etichetta esclusiva del Friuli Venezia Giulia, trattandosi di varietà autoctona di antica origine: ne sapeva qualcosa Menut Casasola che conosceva palmo a palmo gli storici vigneti ai piedi dell’abbazia di Rosazzo, ricchi di vitigni friulani! E ne sanno qualcosa i vignaioli di Dolegna del Collio per i quali la Ribolla gialla è un motivo d’orgoglio come lo  Schioppettino lo è per i loro colleghi di Prepotto.

I coniugi Marinig, Sergio e Marisa, nel vigneto di Ribolla impiantato in primavera; sotto, bei grappoli fotografati a Gagliano.

E per questo proprio in questi giorni si intensificano il dibattito e il lavoro al fine di ricercare un’intesa fra i produttori che possa portare entro breve a una bozza di disciplinare: un obiettivo che vede in prima linea la Regione con l’assessore all’Agricoltura Stefano Zannier, che più volte ha sottolineato l’urgenza di dare una svolta al Pianeta Ribolla. “Ho riscontrato – aveva detto in occasione dell’incontro prevendemmiale di Assoenologi – un dialogo che dà segni di positività”. E questo importante dialogo lo sta “coltivando” il Consorzio delle Doc Fvg guidato da Adriano Gigante nell’intento di giungere quanto prima proprio all’auspicata soluzione.

Stefano Zannier

Adriano Gigante

Nel contempo, si lavora anche dal punto di vista tecnico-scientifico per individuare la “fisionomia” più idonea di questa varietà che in un decennio ha registrato un incremento record del 168 per cento, tanto che oggi la superficie coltivata si aggira sui 500 ettari certificati (Doc e Igt), con una produzione cresciuta del 289 per cento (!), vale a dire più di 43 mila ettolitri, restando tuttavia pur sempre un “prodotto di nicchia”.  E i risultati del progetto di ricerca, finanziato nel 2017 dalla Regione Fvg, per la caratterizzazione e la valorizzazione delle potenzialità quali-quantitative della Ribolla gialla in “bollicine”, sono stati presentati a Corno di Rosazzo, di fronte a un foltissimo uditorio, dall’Università di Udine, incaricata di condurre le sperimentazioni in collaborazione con lo stesso Consorzio delle Doc, al fine di perseguire gli scopi progettuali e poter trasferire alle aziende vitivinicole i risultati relativi alle metodiche di spumantizzazione e alle tecniche viticolo-enologiche testate.
Uno degli obiettivi era quello di definire la componente aromatica, molto importante nella vinificazione sia destinata a ottenere vini “tranquilli” che “spumanti”.

Superfici e produzioni di Ribolla Doc e Igt in Fvg nel periodo 2006-2017 (Ceviq -Valoritalia)

Il team di ricercatori dell’Ateneo friulano (Paolo Sivilotti, Piergiorgio Comuzzo e Franco Battistutta) ha posto nel suo mirino diversi tipi di spumante ottenuti sia con metodo classico – cioè fermentazione in bottiglia, sui lieviti – sia in autoclave, mettendo altresì a confronto i vini di collina (la stessa zona di Corno di Rosazzo) con quelli di pianura (Casarsa della Delizia, cioè Grave del Friuli), accertando l’entità dell’apporto sul prodotto finale delle differenze pedoclimatiche tra le due zone.
Queste le conclusioni presentate dal dottor Sivilotti:
– vi è una chiara relazione tra produzione e maturazione di base delle uve;
– le differenze tra le zone di produzione emergono, ma la maggior parte delle componenti aromatiche esaminate sono sotto-soglia olfattiva;
– emerge un ruolo molto importante dell’epoca di raccolta sull’espressione aromatica delle uve;
– importanza della componente aromatica legata.

Tra gli obiettivi, infatti, figuravano:
– Valutazione del livello produttivo ottimale per l’ottenimento di uve di Ribolla gialla con le caratteristiche compositive necessarie alla produzione di un vino spumante di elevata qualità;
– Valutazione del momento di maturazione ottimale delle uve per ottenere la migliore combinazione tra maturazione tecnologica ed aromatica delle uve.

La relazione del dottor Sivilotti sullo schermo e il pubblico di viticoltori e tecnici.

E’ chiaro che queste sono soltanto le prime indicazioni uscite dal Progetto Ribolla, i cui studi dovranno proseguire per anni, anche perché più le osservazioni sono protratte nel tempo, più i dati emersi sono attendibili e utili per i veri destinatari delle ricerche, che sono i produttori. I quali, però, nell’attesa di avere queste risposte di carattere tecnico-scientifico, devono darsi la classica “mossa” per difendere con forza questo vitigno patrimonio del Vigneto Fvg e che può riservare, senza dubbio, nuove soddisfazioni.

La Ribolla gialla è il vanto di Dolegna del Collio.

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In copertina, il nuovo vigneto di Ribolla a  Prepotto.

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