di Gi Elle

E’ noto che Aquileia era famosa già in epoca romana per la produzione del vino. Chi non ha mai sentito parlare del famoso Pucinum, che sarebbe addirittura il progenitore del Refosco dal peduncolo rosso per la cui coltivazione la Doc Friuli Aquileia è molto vocata? Ma nell’Agro la vite era conosciuta molto prima come risulta da recenti studi che saranno illustrati proprio oggi, 22 novembre, a Udine.
E’ intitolato infatti “3.500 anni fa ad Aquileia: il primo villaggio, il primo vino Archeologia e crowdfunding: i risultati di una sinergia” l’incontro che si terrà, con inizio alle 17.30, a palazzo Garzolini di Toppo Wasserman aula Pasolini, in via Gemona 92. Nell’occasione avverrà la presentazione dei risultati degli scavi archeologici nel villaggio dell’età del bronzo di Ca’ Baredi Canale Anfora, a Terzo di Aquileia, e del progetto di collaborazione tra l’Università di Udine e la società ArcheoCrowd.

Uno degli importanti reperti rinvenuti a Terzo di Aquileia.

Questo dunque il programma: alle ore 17.30 indirizzi di saluto da parte di Andrea Zannini, direttore del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale; Daniele Morandi, delegato del rettore per l’Archeologia; Simonetta Bonomi, soprintendente Archeologia, belle arti, paesaggio Fvg;  Piero Mauro Zanin, presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. Quindi alle ore 17.45 seguiranno le relazioni di Elisabetta Borgna, Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale (3500 anni fa ad Aquileia: il primo villaggio il primo vino);  Marco Marchesini, Silvia Marvelli, Laboratorio di Palinologia e Archeobotanica, C.A.A. Giorgio Nicoli srl, San Giovanni in Persiceto , in Provincia di Bologna (Addomesticamento e coltivazione della vite tra protostoria e storia in Italia settentrionale);  Francesco Zorgno, ArcheoCrowd Srl (Un modello virtuoso di finanziamento privato della ricerca nel campo del patrimonio culturale); Riccardo Caliari, ArcheoCrowd Srl (Perché la cultura alimenta l’innovazione)

L’iniziativa – informa l’Università di Udine – s’inserisce nel progetto che il Laboratorio di Preistoria e Protostoria del Dipartimento di studi umanistici e del patrimonio culturale ha in corso dal 2013, in sinergia con la Soprintendenza Fvg, ai fini della ricostruzione del paesaggio antropico della bassa pianura friulana che fu premessa di Aquileia romana. Il progetto, intitolato “Paesaggi sepolti e sommersi. Aquileia e il suo territorio dall’Eneolitico all’età del ferro”, si è concentrato finora sullo scavo archeologico dell’esteso villaggio della media e tarda età del bronzo (ca 1500-1200 a.C.) di Ca’ Baredi/Canale Anfora, a ovest di Aquileia in comune di Terzo.

«La recente campagna di scavo del luglio 2018 – racconta Elisabetta Borgna – ha restituito dati di grande rilievo scientifico; il ritrovamento di strutture abitative inserite, a partire dalle fasi più antiche della vita del villaggio, in una trama regolare, che fu certo esito di accurata pianificazione, conferma l’importanza dell’abitato; la posizione strategica al margine della laguna e alla foce di percorsi fluviali ci aveva del resto già suggerito che il sito potesse avere avuto quel ruolo portuale e forse emporiale che poi sarebbe stato di Aquileia».

“Particolare interesse – si legge ancora su quiuniud, il sito dell’Ateneo friulano – ha suscitato l’individuazione delle più antiche tracce di consumo del vino in Italia settentrionale, che potrebbero far risalire la tradizione enologica nel nostro territorio a ben 3.500 anni fa. Novità assoluta per un progetto di questo tipo, è il supporto di ArcheoCrowd: un gruppo di giovani imprenditori, riunitisi in una startup di crowdfunding, ha voluto coraggiosamente scommettere sulla sinergia tra imprese e ricerca umanistica, finanziando e collaborando al progetto. Nell’occasione i rappresentanti della società illustreranno ragioni e significato di questa avventura”.

Grappoli di Refosco, la varietà discendente dal Pucinum.

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In copertina, uno scorcio dell’Agro aquileiese.

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