di Giuseppe Longo

“La mattina del 3 novembre, domenica, il paese era pieno di austriaci che sostavano per il rancio: alla sera si radunarono tutti nel cortile di Ottavio in Centa per la cena, ma alle 20 giunse un fonogramma che comunicava l’arrivo degli italiani in Udine; insaccata la carne, partirono tutti immediatamente a marce forzate per Platischis. A mezzanotte fu issata la bandiera italiana sul campanile di Centa”. E ancora: “4 novembre 1918. Viene pubblicato l’armistizio. 5 novembre. Si attende l’arrivo dei soldati italiani. La gente si riversa sulle strade fremente di gioia e impaziente di riabbracciare i fratelli vittoriosi. Il paese è pavesato a festa con archi e bandiere. Alle ore 16 arriva la prima automobile italiana, con un capitano medico e alcuni infermieri. Siamo liberi! Una salve fragorosa e frenetica scoppia da tutti i petti”. Così raccontava nelle sue memorie storiche gli ultimi giorni della Grande Guerra, a Nimis, don Pietro Bertolla senior. Le raccolse in un libro il nipote, sacerdote pure lui e omonimo, quindi junior, con questa dedica contenuta nella prefazione: “Agli anziani  che hanno vissuto questi momenti, ai giovani perché sappiano quali siano stati i sacrifici sopportati dalle nostre genti”.

Ecco due immagini di Nimis all’epoca della Grande Guerra.

Grazie a quanto attinto dall’ampio capitolo “1917 – 1918  Nimis invasa dall’esercito austro-ungarico”, pubblicato da Bruno Fabretti nel libro “Nimis un calvario nei secoli” (Missio, 1982),  abbiamo potuto delineare un quadro efficace della situazione che visse il paese negli ultimi due anni del conflitto, e quindi dopo la disfatta di Caporetto. Una situazione durissima – replicata in modo ancora più grave neanche trent’anni dopo con la distruzione del 1944 – che riemergerà nitidamente in questo fine settimana attraverso il convegno e la mostra che il Gruppo Ana di Nimis, con il patrocinio del Comune, ha dedicato proprio alla fine della Prima Guerra mondiale nel suo centesimo anniversario. Tre giorni intensi nella ex scuola elementare di via Matteotti. Si comincerà venerdì, alle 20.30, con appunto un incontro sul tema: “Nimis nella Grande Guerra, Il conflitto in cartolina, La Croce Rossa al fronte”. La mostra, che sarà aperta il 30 novembre dalle 12 alle 19, sabato 1 e domenica dalle 10 alle 19 proporrà invece una ricca collezione di cartoline e lettere dal fronte, manifesti di propaganda e fotografie del paese risalenti proprio a quegli anni.

Due pannelli con cartoline dell’epoca inserite nella mostra.

La popolazione è ovviamente invitata a partecipare affinché possa conoscere meglio una importantissima pagina del proprio passato. E questo invito è rivolto in particolare ai giovani. Infatti, si sanno molte cose della Seconda Guerra mondiale, anche grazie alle annuali commemorazioni – l’eccidio di Torlano del 25 agosto, l’incendio di Nimis del successivo 29 settembre e la rappresaglia di Cergneu che sarà ricordata domenica 9 dicembre, alle 12, sulla piazzetta di Nongruella  -, ma della Prima si sa molto meno, anche perché più lontana nel tempo e le testimonianze dirette ormai non ci sono più. Per cui è più che opportuna questa iniziativa degli alpini, che si unisce a tantissime altre rievocazioni fatte in Friuli, per aiutare a conoscere e capire cosa è successo un secolo fa e che ha posto le basi per una nuova Italia e una nuova Europa.

Una rara foto scattata a Torlano e una panoramica di Nimis.

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In copertina, uno scorcio di piazza 29 Settembre negli anni della Grande Guerra.

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