di Giuseppe Longo

Sono tanti i boschi della Carnia che erano stati devastati dall’eccezionale ondata di maltempo di metà autunno, a causa di un vero e proprio tornado che, in confronto, la Bora o il Burian che soffiano d’inverno sul Carso e a Trieste sono una carezza. E, come tutti sappiamo, il danno all’immagine di queste vallate è molto pesante, con gravi ripercussioni anche sul turismo che indubbiamente beneficia della integrità ambientale. Ma ecco un bel segno di speranza, di ripresa, di quelli che piace evidenziare. Anche se, è purtroppo noto, ci vorranno molti anni, anzi decenni, per tornare alla normalità. L’importante, però, è cominciare.
E come? Un significativo contributo è arrivato proprio in questi giorni dall’asta del legname pregiato – quanto purtroppo quello andato distrutto il 29 ottobre! – che si è tenuta ad Ampezzo: il 5 per cento dei proventi ottenuti dalla vendita andranno alla Protezione Civile con il nobile obiettivo di favorire la rinascita dei boschi distrutti dal vento impetuoso. Un gesto esemplare, insomma, che si coniuga con la piena riuscita dell’operazione commerciale che non ha registrato affatto il temuto tracollo-prezzi, che poteva essere innescato dalla imponente massa di legname messo a terra dall’uragano, così potente da ricordare quelli che si abbattono sui Tropici. Ma ecco come è andata nel dettaglio.

Sono stati 234 i tronchi (per oltre 200 metri cubi di legname, per il 10 per cento provenienti appunto dagli schianti di fine ottobre) battuti e venduti alla 4a edizione dell’Asta regionale del legname di pregio, come ci riferisce Legno Servizi che ha organizzato il tutto, e tenutasi, come si diceva,nel paese che nel 1944 fu la capitale della Zona libera della Carnia. Il legname proveniva dai boschi della stessa Ampezzo, dalle foreste della Regione Fvg, dal Consorzio Boschi Carnici e da una ditta privata.
Nei giorni precedenti, all’apertura delle buste con le offerte, si sono presentati vari operatori regionali che hanno acquistato quasi tutti i tronchi disponibili con pure un bel successo economico, per i proprietari, visto che il legname di conifere (in gran parte certificato Pefc), grazie al meccanismo dell’asta, è stato venduto con prezzi al rialzo, spuntando un prezzo medio di 114 euro al metro cubo (prezzo massimo130), decisamente superiore rispetto alle quotazioni di mercato, fugando così i timori della vigilia che ipotizzavano addirittura un crollo dei prezzi a causa della gran quantità di legno abbattuto dalla bufera di fine ottobre.

Bosco di legno pregiato in Carnia.

I 20 tronchi migliori della partita, selezionati per la loro elevata qualità da un’apposita commissione tecnica, sono stati poi battuti pubblicamente all’asta, a palazzo Unfer, sempre ad Ampezzo, da Maria Cristina D’Orlando (presidente di Pefc Italia), con una grande partecipazione di pubblico. In questo caso, gli acquirenti intervenuti, tutti rappresentanti di segherie del Friuli Venezia Giulia, hanno fatto offerte al rialzo, fino a un massimo di 170 euro/metro cubo.
«Siamo soddisfatti dei prezzi del legname spuntati all’Asta – ha detto il presidente di Legno Servizi, Emilio Gottardo –. Anche la partecipazione convinta delle imprese boschive della Carnia, che ringrazio particolarmente, oltre che del Comune di Ampezzo, del Consorzio Boschi Carnici e dell’Amministrazione regionale, è un altro segnale significativo che va nella stessa direzione. Questa edizione si è svolta all’insegna dell’orgoglio (non ci siamo abbattuti dopo il disastro di “Vaia”) e della solidarietà, poiché il 5 per cento di tutto il ricavato dell’Asta sarà consegnato alla Protezione Civile, per la rinascita delle nostre foreste».

E anche il Comune di Ampezzo ha voluto, materialmente e direttamente, esprimere la propria solidarietà, donando all’Asta altri otto tronchi del volume di altrettanti metri cubi che sono stati acquistati, dopo i vari rialzi delle offerte, dalla segheria Di Centa di Ampezzo a 185 euro/metro cubo: anche il ricavato di questa vendita sarà devoluto interamente alla Protezione Civile. Un gesto importante, dunque, per sanare quanto la furia degli elementi ha devastato. L’importante, dicevamo, è cominciare.

Gli otto tronchi donati all’asta dal Comune di Ampezzo.

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In copertina, Ampezzo circondata da boschi e montagne. (Foto Wikipedia)

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