di Giuseppe Longo

Prepotto, terra dello Schioppettino, proprio in questo grande vino rosso autoctono – la Ribolla nera o Pocalza, per dirla nell’idioma sloveno della fascia più prossima al confine – trova un indubbio volano di promozione e di sviluppo economico. Che non è fatto soltanto dai proventi ottenuti dalla vendita del vino protetto dalla Doc Colli orientali del Friuli, ma anche dalla possibilità di innestare un interessante movimento turistico, utile per tonificare i bilanci delle aziende, dando altresì un significativo contributo al benessere di tutto il paese in riva destra del torrente Judrio. Che oggi segna il confine con il Comune di Dolegna del Collio – e come evidenzia il nome altra zona Doc -, ma che non è più un elemento di storica divisione bensì un’opportunità di collaborazione in una prospettiva di crescita e di sviluppo di entrambi i territori, come si è visto quest’anno a “Calici di Stelle” proprio sul “Ponte dello Schioppettino” e al San Martino del paese limitrofo, quando i produttori del celebre vino sono stati premiati con l’ambito “Falcetto d’oro”.

Lo Schioppettino, più di ogni altro pur importante vitigno, caratterizza il territorio di Prepotto e delle sue frazioni, a cominciare dalla contigua Albana e dalla più in quota Cialla. Ma lo Schioppettino può diventare anche un mezzo di promozione e sviluppo del turismo che si nutre del buon vino e della bellezza della zona vitivinicola che lo produce? Ne è sicura Sara Baracetti, 24 anni, fresca di laurea in Scienze e tecniche del turismo culturale all’Università di Udine, conseguita con la discussione con il professor Mauro Pascolini, presidente della commissione d’esame del Dipartimento di studi umanistici e del patrimonio culturale, di una corposa tesi dal titolo “Le Terre dello Schioppettino: enoturismo a Prepotto nel Friuli Orientale”. Era il 19 settembre, proprio il giorno del compleanno di Sara. Quindi doppia festa!

Sara Baracetti discute la tesi con il professor Pascolini e sotto in veste di neo-laureata.

La tesi ha infatti come oggetto la promozione e la valorizzazione territoriale di un’area ristretta, Prepotto appunto, zona di confine nota per lo Schioppettino che la rende unica nel suo genere. Un argomento affascinante cui Sara Baracetti, udinese, si è avvicinata facendo visita ai prozii Dina e Paolo Rapuzzi, e ai cugini Ivan e Pierpaolo, sulle colline di Cialla. E in questo progetto è stata incoraggiata e consigliata proprio dal professor Pascolini, cividalese e conoscitore della zona, che poi è stato anche relatore della tesi. Analizzeremo pertanto lo studio, nei suoi principali capitoli, proprio con l’aiuto della neo-dottoressa.

“L’obiettivo di questa tesi – premette Sara – è stato quello di dare ad un vino come lo Schioppettino una valenza più ampia all’interno del mondo enologico, valutando la possibilità di utilizzare anche il volano turistico. Questo vino da un paio d’anni ha infatti subito una internazionalizzazione toccando continenti e Paesi come l’Europa, l’America e il Giappone, ma con una presenza mantenuta anche in Italia”.

Ecco i caratteristici grappoli dello Schioppettino tutelato dalla Doc.

“Il primo capitolo – spiega la giovane laureata – si sofferma sullo Schioppettino che quasi scomparve a causa della fillossera e della sostituzione con i vitigni internazionali. Allora ne rimasero appena 70 piante e grazie alla famiglia Rapuzzi, proprietaria dell’azienda Ronchi di Cialla nel 1972, che impiantò illegalmente 3.500 viti di Schioppettino, riuscì a sopravvivere. La famiglia Rapuzzi infatti, con l’aiuto dell’allora sindaco Bruno Bernardo e della famiglia Nonino, riuscì a far inserire lo Schioppettino nella lista dei vitigni autorizzati riportandolo alla legalità. Un’altra caratteristica è la presenza di due zone chiamate “sottozone” o “cru” con un disciplinare di produzione diverso e più stringente (la sottozona Cialla 1995 e la sottozona Schioppettino di Prepotto 2008)”.

Bottiglie di Schioppettino dei Ronchi di Cialla, azienda cui si deve la salvezza del vitigno autoctono.

E veniamo al secondo capitolo. “Composto da diverse interviste – riprende Sara –, integra e completa il precedente. Le domande proposte ad alcune aziende e ad un’enoteca/trattoria sono costruite per approfondire lo studio riguardante la valorizzazione dell’area di produzione dello Schioppettino con la sua storia enologica, per capire come queste piccole realtà si sono sviluppate fino ad oggi. Le interviste: Ronchi di Cialla (intervista a Paolo Rapuzzi realizzata da Eva Crosetta di Rai “Linea Verde Orizzonti” e a Pierpaolo Rapuzzi); La Buse dal Lôf (Michele Pavan); Vigna Petrussa (Hilde Petrussa); Petrussa (Loredana Petrussa); Grillo Iole (Anna Muzzolini); Roncsoreli (Flavio Schiratti); trattoria da Mario enoteca dello Schioppettino (Marco Grassi)”.

“L’ultimo capitolo – illustra ancora la dottoressa Baracetti –  verte su una proposta turistica realizzata dopo studio e analisi dei luoghi e della produzione. L’itinerario, strutturato in due percorsi, ha la durata di un weekend a Prepotto e nelle sue frazioni. Il primo percorso tocca Prepotto (partenza e arrivo: La Buse dal Lôf) e altre frazioni come Bodigoi (grotta del Monte Brischis e chiesa dei Tre Re), Cladrecis (chiesa di San Nicolò), Castelmonte, Cialla (Ronchi di Cialla). Il secondo percorso tocca per una tappa il Comune di Cividale (Bosco Romagno),  per poi tornare indietro e passare per le frazioni di Novacuzzo (Roncsoreli), riattraversando Prepotto (trattoria da Mario Enoteca dello Schioppettino, Petrussa, Vigna Petrussa e Grillo Iole) ed infine Albana (castello di Albana e la chiesa di Santo spirito) e Centa”.

E ora ecco alcuni filari di Schioppettino in “tenuta” autunnale.

Partendo dall’analisi appena fatta e dalla conoscenza delle capacità attrattive del territorio, lo studio-tesi di Sara Baracetti propone il modello dell’analisi Swot che individua i punti di “forza” ma anche quelli di “debolezza”. Ricordiamo, infatti, che questo metodo (conosciuto anche come matrice Swot) è uno strumento di pianificazione strategica usato per valutare forza (Strengths), debolezze (Weaknesses), opportunità (Opportunities) e rischi (Threats) di un progetto o di un’impresa. Vediamo, allora, di approfondire i vari aspetti.

Punti di forza: il territorio caratterizzato da pianura, collina, montagna; i panorami del vino; la peculiarità dello Schioppettino; il patrimonio formato dalle chiesette votive e da Castelmonte; il cicloturismo; la presenza di eventi legati al vino.
Punti di debolezza: la scarsità di strutture ricettive; la poca disponibilità di trasporti pubblici; la fragile promozione turistica.
In questo contesto si inseriscono le opportunità: una possibilità di sviluppo economico e turistico; un potenziale enogastronomico; la possibilità di studiare percorsi adatti alla fruizione del cicloturismo; la possibilità di aumentare l’organizzazione di eventi in generale; la vicinanza con Cividale che potrebbe creare una sorta di “vantaggio” attrattivo.
E i rischi? Sottovalutazione della potenzialità del territorio dal punto di vista vitivinicolo e turistico.

Da tutta questa complessa valutazione, la dottoressa Baracetti trae una conclusione che è indubbiamente positiva, ma che evidenzia delle criticità che vanno rimosse. “Il risultato che ci fornisce questo modello di analisi – conclude infatti Sara – è che Prepotto ha ancora molto su cui lavorare per migliorare e organizzare al meglio l’offerta turistica e la valorizzazione dei suoi territori”. Come dire, che le potenzialità ci sono, e pure tante. Ma bisogna crederci a fondo al fine di trarne profitto. Un compito che Sara Baracetti affida ovviamente a chi di competenza, a cominciare dagli stessi produttori, indubbiamente bravi e capaci dal punto di vista viticolo ed enologico, ma che possono fare di più proprio per la promozione del territorio. E per il raggiungimento di questo obiettivo un contributo importante lo possono dare le associazioni di settore e di categoria, a cominciare dall’Associazione dei produttori dello Schioppettino e dal Consorzio Colli orientali del Friuli. Con la supervisione e il coordinamento del Comune di Prepotto, attualmente affidato a un’amministrazione guidata da un sindaco – l’avvocato Mariaclara Forti – che ha idee chiare in materia. Ma che sicuramente trarrà ulteriori spunti di riflessione proprio dalla tesi di Sara Baracetti.

Infine, un’altra bella immagine della Terra dello Schioppettino.

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In copertina, le colline di Cialla molto vocate a produrre lo Schioppettino.

(Fotoarchivio Famiglia Rapuzzi)

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