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(g.l.) A Grado ci sono due spiagge, anzi tre: la Nuova o Imperiale (quella, per intenderci, con ingresso a pagamento), la Vecchia o Costa Azzurra e quella di Pineta, tutte oggetto di lavori di sistemazione in vista dell’ormai imminente avvio della stagione turistica, preceduto domani dalla riapertura di bar e ristoranti (pur con limitazioni), essendo anche il Friuli Venezia Giulia finalmente classificato come “zona gialla”, dato il calo generalizzato dei contagi. Ma è sul secondo arenile, quello che si apre non lunghissimo ma molto ampio in fondo alla diga, a essere focalizzata l’attenzione in questi giorni, essendo in atto una polemica tra il Comune guidato da Dario Raugna e l’amministrazione regionale, che ha come sfondo anche le prossime elezioni amministrative dell’Isola del Sole.

Il sindaco Dario Raugna.

L’assessore Sebastiano Callari.

«La Regione si è spesa contro l’aumento dei canoni demaniali, anche a costo di incorrere in un contenzioso con il Governo, e sulla Costa Azzurra di Grado non ha avviato alcuna controversia, ma ha solo risposto a una richiesta di chiarimento posta dallo Stato», ha affermato l’assessore regionale al Demanio, Sebastiano Callari, in una nota diffusa ieri da Arc. «Ristabilendo la verità – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – è chiaro purtroppo che le accuse alla Regione del sindaco di Grado, intervenuto sull’argomento in questi giorni, vanno etichettate come bugie elettorali».
Callari ha ricordato che sui canoni concessori demaniali la legislatura del Friuli Venezia Giulia è stata l’unica, con la legge 25 del 2020, a evitare gli aumenti, salvo poi essere impugnata dal Governo nazionale. «La Regione ha sempre rivendicato la propria autonomia proprio per venire incontro allo sviluppo del territorio”, ha rilevato l’assessore. Per quanto riguarda il contenzioso sulla Costa Azzurra di Grado, a parere dell’esponente regionale, «bisogna ricostruire i fatti, non inventarli. La controversia è stata avviata dal Demanio statale contro il Comune; il primo ha rivendicato la proprietà della medesima area. Con sentenza di primo grado il Tribunale ha rigettato il ricorso presentato dallo Stato, asserendo che il medesimo sedime era di proprietà della Regione. Pertanto lo Stato – osserva Sebastiano Callari – ha impugnato il pronunciamento del giudice e ha richiesto alla Regione di intervenire nel procedimento al fine di definire, effettivamente, il quadro legislativo vigente». Alla luce di tutto questo, ha concluso l’assessore regionale al Demanio, «è falso parlare di intento persecutorio della Regione, la quale non solo può ma deve concorrere, insieme alla magistratura e all’Agenzia del demanio, oltre che al Comune, a definire quale sia l’effettiva legge da doversi applicare».
Polemiche fra le Istituzioni a parte, anche Costa Azzurra, come le altre due spiagge gradesi, si prepara dunque ad accogliere gli affezionati bagnanti, inaugurando quella tanto auspicata ripartenza dopo i gravissimi danni causati dall’emergenza sanitaria anche al settore delle vacanze, fonte imprescindibile dell’economia dell’Isola del Sole. Per cui l’auspicio di tutti è che ci si incammini verso una stagione turistica positiva, possibilmente migliore di quella dell’anno scorso, così da innescare quella ripresa di cui il turismo di Grado e del Friuli Venezia Giulia ha tanto bisogno.

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In copertina, la spiaggia Costa Azzurra in estate e qui sopra la suggestiva passeggiata sulla diga in questi giorni di primavera.

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