di Giuseppe Longo

Quando si parla di Ribolla gialla, quella spumantizzata, il pensiero corre immediatamente a Manlio Collavini, il pioniere di questo grande bianco con le “bollicine” – come si usa dire oggi – che ha aperto con successo una strada poi seguita da molti. Una strada fatta di sapienza e di lungimiranza che lo ha portato a inventare un prodotto “rivoluzionario” mettendo assieme le peculiarità del Martinotti-Charmat con quelle del metodo Classico o Champenoise, così da esaltare i vantaggi di entrambi i sistemi di spumantizzazione. Un primato che la Regione Fvg gli ha riconosciuto, tanto da indicare il famoso produttore originario di Rivignano – ma con azienda e cantina da moltissimi anni a Corno di Rosazzo – per un riconoscimento tutto speciale che il Vinitaly consegna ogni anno nella giornata inaugurale. Al Signore della Ribolla – come ebbe a definire Manlio Collavini, in un bel libro, Walter Filiputti -, è andato infatti il Premio Angelo Betti – Benemerito della viticoltura 2019 con la Gran Medaglia di Cangrande.
È, poi, ancora di Manlio Collavini – oggi ottantaduenne con una grande storia alle spalle, ma con tanto ancora da indicare per il futuro – il nome di colui che, nel 2017, ha aperto la strada per giungere al riconoscimento di una speciale tutela per la Ribolla gialla, quale vino autoctono del Friuli, forte della conoscenza del valore e delle potenzialità di questo antico vitigno, noto sulle colline di Rosazzo, attorno alla storica abbazia, fin dal Medioevo.

Il figlio Luigi con la Medaglia di Cangrande. (Foto Regione Fvg)

Un’attribuzione, dunque, che vuole sottolineare la capacità di guardare lontano, di saper anticipare i tempi, e lo spirito innovativo che hanno sempre caratterizzato questa azienda, famosa in tutto il mondo anche per un altro grande vino: il Pinot grigio. Anche qui l’onorevole Manlio Collavini – e sì, perché l’imprenditore friulano è stato anche più volte parlamentare – si è contraddistinto come pioniere, superando la tradizionale vinificazione “ramata” del famoso vino francese, divenuto una irrinunciabile bandiera del Vigneto Fvg, per sperimentare e quindi preferire quella “in bianco. E il prodotto ottenuto di indiscussa qualità è stato etichettato e presentato con successo da decenni come “Il Grigio”. Quindi, dalla Ribolla gialla spumante alla innovazione con il Pinot grigio, due buoni motivi – ma non i soli, ovviamente! – per definire, e quindi premiare, Manlio Collavini “benemerito della vitivinicoltura italiana”. Ma prima di tutto di quella friulana che ha contribuito, da grande protagonista, a valorizzare e far conoscere su tutti i mercati internazionali.

La famosa Ribolla gialla spumante. 

A ritirare il Premio durante la festosa cerimonia al Vinitaly è stato uno dei figli, Luigi, che l’ha ricevuto dalle mani dell’assessore regionale alle Risorse agricole, forestali e ittiche del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, che aveva accanto il direttore del Salone enologico, Flavio Innocenzi. Luigi è il rappresentante della quarta generazione della prestigiosa azienda nata appunto a Rivignano nel 1896 e oggi con sede a Corno di Rosazzo, uno fra i paesi più celebri dei Colli orientali del Friuli, e che l’anno scorso aveva ricevuto il Gran Premio Noè.

Intitolato ad Angelo Betti, il grande e indimenticato ideatore oltre mezzo secolo fa di Vinitaly, il premio Benemerito della viticoltura viene assegnato dal 1973, su indicazione dell’assessorato all’agricoltura di ciascuna Regione, alle personalità che si sono adoperate per sviluppare, valorizzare e far conoscere il mondo enologico italiano. L’anno scorso, il riconoscimento – di cui pure chi scrive fu onorato nell’ormai lontano 1991, quando era titolare dell’agricoltura Fvg il compianto Ivano Benvenuti, per l’impegno giornalistico a favore del settore ma anche per l’impegno profuso quale pubblico amministratore al fine di tutelare il Ramandolo,  – fu attribuito a Paolo Comelli, di Nimis, contitolare con il papà Alessandro ed i fratelli Enrico e Francesco dell’azienda agricola I Comelli”, una tra le più famose produttrici del Ramandolo Docg nella bella e moderna cantina costruita ai piedi del monte Bernadia, ma anche per aver creato, già nel 1996, nella storica casa di famiglia di borgo Valle un complesso agrituristico con ristorazione e alloggio fra i più rinomati del Friuli.
Come detto, la consegna della prestigiosa onorificenza è avvenuta ieri a Verona nella prima giornata del Vinitaly, nella quale l’enosistema del Friuli Venezia Giulia partecipa con 110 aziende nel mega-stand curato dall’Ersa in collaborazione con PromoTurismoFvg, accanto a una settantina di aziende che sono presenti invece autonomamente con proprio strutture espositive. Oggi, dunque, il grande Salone veronese vive la sua seconda giornata che dal punto di vista operativo sarà ancora più importante di quella di ieri. Numerosi infatti gli appuntamenti in agenda, tra i quali spicca l’incontro con i Buyer del Canada.

La storica sede a Corno di Rosazzo.

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In copertina, Manlio Collavini in una bella foto di Claudio Fabbro.

 

 

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