di Giuseppe Longo

E’ tradizione che, in occasione dell’annuale Festa della Città, Pola ricordi il 5 maggio con varie manifestazioni anche l’anniversario della nascita di Antonio Smareglia, musicista di cultura mitteleuropea venuto al mondo proprio nel capoluogo istriano nel 1854; la morte lo colse invece a Grado, mentre le sue spoglie riposano a Trieste, nel cimitero di Sant’Anna.
Le cerimonie cominceranno proprio oggi, venerdì, con la presentazione degli Atti, tradotti in lingua croata, dell’importante convegno che si era tenuto alla fine del 2017 a Milano. L’incontro era stato dedicato all’opera “La Falena”, proposta poi anche in concerto al Conservatorio Giuseppe Verdi – dove studiò anche il giovane Smareglia -, con protagonista il soprano Denia Mazzola Gavazzeni che aveva pure promosso e organizzato con successo la giornata smaregliana. E la cantante lirica interverrà anche alla odierna cerimonia di Pola, dove proprio un anno fa – nella sala della Comunità degli Italiani – aveva replicato il concerto milanese che invece in anteprima era stato presentato a Bergamo, città dello stesso soprano.

Denia Mazzola Gavazzeni un anno fa con i discendenti di Smareglia e i rappresentanti di Pola; sotto, davanti alla casa natale in piazza Foro.

Ma la principale manifestazione commemorativa dedicata ad Antonio Smareglia si terrà domenica pomeriggio davanti alla casa natale del compositore in piazza Foro, dove quindici anni fa era stato inaugurato un piccolo museo che poi nel tempo si è posto al centro di numerose iniziative per la rivalutazione di questo grande artista, come era stato peraltro auspicato alla sua apertura.
Lunedì, al Teatro Popolare, sarà invece nuovamente rappresentata “Caccia Lontana”, opera giovanile che Smareglia compose proprio negli anni in cui frequentava il Conservatorio di Milano – in piena Scapigliatura lombarda – e che era stata presentata con successo a Pola nel novembre scorso con la collaborazione del Teatro di Varazdin, grazie all’impegno e alla dedizione del mezzosoprano Sofija Cingula. E la stessa opera sarà replicata martedì in un matinée per le scuole: anche questa è un’iniziativa molto importante perché in questo modo si punta già dall’età scolare a far conoscere uno dei personaggi principali della cultura di Pola. Il tutto sarà concluso il 9 maggio con una manifestazione, in chiave europea, ancora dedicata ad Antonio Smareglia. Tutte iniziative che hanno visto collaborare assieme varie ed importanti realtà polesane, a cominciare dal Comune per continuare con il Teatro Popolare, la Biblioteca Universitaria, la Società smaregliana e il coro Lino Mariani.

Antonio Smareglia all’epoca di “Caccia Lontana”.

«Iniziative queste che si sommano ad altre che, sottolineo con orgoglio e soddisfazione – ha detto la nipote Adua Smareglia alla vigilia delle manifestazioni a Pola -, in questi ultimi tempi si stanno realizzando pure in Italia e all’estero. Tutte queste cose mi riempiono di gioia perché dimostrano una significativa ripresa d’interesse intorno a questa musica. Per questo continuo a nutrire la speranza che pure nella città natale possa in un giorno non lontano essere rappresentata un’altra opera al Teatro Popolare o magari, durante l’estate, nell’affascinante cornice dell’Arena. Sarebbe bello, oltre che importante – ha aggiunto infine la discendente che vive a Udine, dove cura anche un ricco Archivio di memorie smaregliane – che le opere del nonno entrassero definitivamente nel repertorio sia del Teatro che dell’Arena di Pola, offrendo così con continuità e in rotazione la possibilità di eseguire questa stupenda musica, rappresentando opere che furono proposte con grande successo nei più importanti teatri del mondo».
Attualmente si sta registrando, infatti, una pur timida riscoperta della musica di Smareglia, prova ne sono anche l’allestimento in chiave moderna, e con grandi consensi di pubblico e di critica, dell’opera “La Falena” al Teatro di Braunschweig, in Germania, e la citata iniziativa promossa da Denia Mazzola Gavazzeni a Milano. D’altra parte, anche Richard Strauss scrisse: «Mi meraviglio che Antonio Smareglia, musicista fra i più seri in Italia, non venga eseguito nella propria patria». E pare che, finalmente, qualcuno cominci a mettere in pratica le parole del grande compositore bavarese.

Sofija Cingula in “Caccia Lontana”: sotto, con il regista dell’opera.

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In copertina, la lapide sulla casa natale di Smareglia a Pola.

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