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Ha preso il via il cammino, basato sulla condivisione e sul confronto, tra la Regione Fvg, l’Erpac e le realtà museali del Friuli Venezia Giulia, che porterà in un paio di anni alla realizzazione del Museo regionale etnografico storico sociale (Mess Fvg). Si tratta di un’attività complessa, dato che molte strutture non hanno archivi organizzati in maniera dettagliata e alcune non dispongono nemmeno di un inventario; ma, una volta ultimata, metterà a disposizione di tutti, dagli studiosi di professione ai semplici curiosi, un percorso che permetterà di cogliere tutti gli aspetti della storia sociale del Friuli Venezia Giulia. Questo, in sintesi, il contenuto dell’intervento dell’assessore regionale alla Cultura alla presentazione del Museo regionale etnografico storico sociale, avvenuta ieri a Villa Manin di Passariano, alla quale hanno partecipato i responsabili di numerose strutture museali e collezioni del Friuli Venezia Giulia.
L’esponente della Giunta Fvg ha rimarcato che la storia sociale della nostra regione è tra le più diversificate: si spazia dal Museo Carnico delle Arti popolari “Michele Gortani”, che sarà uno dei capifila del progetto assieme al Museo della Vita contadina “Diogene Penzi”, alle strutture che testimoniano la vita contadina, senza tralasciare quelli legati allo sviluppo industriale, come il progetto portato avanti dal Gruppo Bracco a Torviscosa. Ovviamente la produzione della Snia in passato e quella di Spin oggi è molto diversa dalla realizzazione degli “scarpet” o dall’uso tradizionale del torchio per l’uva, ma fanno tutti parte della storia del Friuli Venezia Giulia.
L’assessore regionale ha evidenziato che il Mess Fvg rappresenta un’ulteriore elemento d’attrazione culturale per il Friuli Venezia Giulia e ha sottolineato come l’idea alla base del progetto permetta di sviluppare una struttura diffusa che valorizza tutte le realtà locali coinvolte. L’obiettivo è infatti non impoverire il territorio centralizzando il patrimonio, quanto invece di creare collegamenti tra le diverse realtà che custodiscono frammenti della nostra storia sociale. Ogni esposizione o museo spingerà i visitatori a voler conoscere un altro pezzo di storia della comunità regionale e, di conseguenza, a visitare le altre strutture che faranno parte del Mess. La singola struttura conserverà le proprie risorse e beni, ma le socializzerà con le altre realtà rendendo ognuno protagonista nell’operazione di costruzione della tessera ancora mancante al mosaico dell’attrattività culturale del Friuli Venezia Giulia – ha esplicitato l’esponente della Esecutivo regionale -. La cultura è una parte importante della nostra vita economica, che garantisce milioni di posti di lavoro nel nostro Paese: il Mess sarà quindi una parte importante del sistema dell’impresa culturale della nostra regione.
A coordinare l’attività del Museo regionale etnografico storico sociale sarà l’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia (Erpac), che riceverà risorse economiche specifiche da parte della Regione. Al Mess possono aderire le realtà espositive permanenti e i musei, pubblici e privati, che presentino e conservino collezioni etnografiche o di storia-sociale relative agli ultimi tre secoli.

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In copertina, una bellissima inquadratura di Villa Manin a Passariano di Codroipo.

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