L’articolato cartellone di #iorestoacasaenavigo, iniziative a portata di clic ideate dal Porto di Trieste e fruibili sui suoi canali social (YouTube, Instagram e Twitter) per cinque giorni alla settimana – tra consigli di cinema, letture in rima, laboratori e tutorial per i più piccoli – propone anche due nuovi approfondimenti sulla Torre del Lloyd. Oggi e mercoledì prossimo, con messa in linea dalle 18, l’ideazione e la costruzione della sede storica dell’Autorità portuale, impareggiabile patrimonio storico-culturale dell’economia del mare, saranno ancora esplorate e raccontate da Francesca Pitacco, dell’Associazione Guide Turistiche Friuli Venezia Giulia. Nel primo video, online appunto oggi, l’attenzione si sofferma sulla figura dell’architetto di origine danese Hans Christian Hansen, a cui fu affidato nel 1850 il progetto di ideazione e realizzazione della Torre del Lloyd.

Francesca Pitacco


Siamo in un periodo in cui il recupero degli stili storici è fondamentale. Hansen, che ha studiato in Grecia e in Oriente, per redigere il progetto viene mandato in viaggio ai confini dell’Impero ma anche all’estero: nella sua patria, la Danimarca, in Russia e in Inghilterra per valutare quale poteva essere lo stile migliore per un progetto del genere e carpire le punte più avanzate di produzione che potevano essere utili alla costruzione dell’Arsenale del Lloyd triestino. La scelta cade sul gotico quadrato, caratterizzato dalla compresenza di uno stile medievaleggiante (la merlatura sulla torre) e di un arco a tutto sesto che garantiva la migliore entrata della luce negli ambienti. Si tratta di uno stile che verrà emulato e sarà molto utilizzato in città, non solo per le fabbriche ma anche per gli ambienti residenziali.
Hansen non è solo uomo di stile, non guarda solo all’aspetto esteriore, ma deve inevitabilmente confrontarsi con i materiali e la tecnologia. Assieme a un pool di architetti e ingegneri, direttamente dall’Inghilterra arriveranno a Trieste anche tutta una serie di materiali, come le colonnine in ghisa, scelte per la loro funzionalità. Per la costruzione e il consolidamento del terrapieno, che va dall’ingresso dell’arsenale fino ai bacini di carenaggio, viene invece scelta la terra di Santorini, giunta dall’omonima isola: una malta idraulica che costituisce un materiale del tutto innovativo, così come lo fu tutto il progetto.
Nel successivo appuntamento, fissato per mercoledì 29, sempre alle 18, saranno approfonditi racconti sugli uomini e i mestieri impegnati nella costruzione dell’Arsenale triestino.

Info e programma: www.porto.trieste.it

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In copertina, la Torre del Lloyd nel progetto elaborato nel 1850 dal danese Hans Christian Hansen.

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