di Gi Elle

Nell’ampio programma di pordenonelegge – il festival letterario che compie vent’anni e che è organizzato da Gian Mario Villalta (direttore artistico) con Alberto Garlini e Valentina Gasparet – sono annunciate anche numerose e importanti anteprime internazionali. Per esempio, è in arrivo Marcus Du Sautoy: l’autore del best-seller internazionale “L’enigma dei numeri primi “esplora questa volta “Il codice della creatività” (Rizzoli), ovvero il mistero del pensiero umano al tempo dell’intelligenza artificiale. Dall’incontro tra il fisico e filosofo Fritjof Capra e il neurobiologo del mondo vegetale Stefano Mancuso ecco invece, per le edizioni Aboca, il “Discorso sulle erbe”: al festival sarà lo stesso Capra a illustrare il saggio che racconta l’universo come sistema vivente e le piante come il più straordinario modello “diffuso”.

La via del bosco

Nella natura è “inciampata” anche l’antropologa malese Long Litt Woon: il suo “La via del bosco” (Iperborea), caso editoriale alla fiera di Francoforte 2017, in corso di pubblicazione in 15 Paesi, ci racconta una originale forma di guarigione dell’anima, e di ritorno alla vita. E a pordenonelegge arriva per la prima volta Saskia Vogel, l’autrice che da Los Angeles si è trasferita a Berlino: il suo “Permission”, in edizione italiana “Consenso” (Safarà), precede la serie TV che sarà tratta dal suo best seller. Un debutto tenero, potente e delicatamente sovversivo, un romanzo profondamente femminista che racconta la solitudine e il potere, uno studio audace e ponderato sull’amore, la perdita, il dolore.

Minotauro e psicothriller

Stephanie Hochet, con “Il testamento dell’uro” (Voland), ci guida poi in una sapiente rivisitazione del mito del Minotauro, e lo scrittore tedesco Wulf Dorn, re dello psicothriller, con “Presenza oscura” (Corbaccio) ci proietta in un romanzo decisamente elettrizzante; Daniel Saldaña París, il “Philip Roth” del Messico, consegna invece a Chiarelettere “La linea madre”, in anteprima assoluta al festival e in uscita il 22 settembre: un viaggio attraverso la memoria e il desiderio, per capire i rapporti che ci hanno segnato e le persone che siamo diventati. E con “L’ultima estate” (Marsilio) l’autrice canadese Andrée A. Michaud, due volte vincitrice del Gouverneur Général, sfoglia per noi una straordinaria galleria di personaggi femminili, regalando un’ode all’innocenza perduta, un romanzo sensuale e crepuscolare.

Giallo ad Amburgo

Anche quella di Marie-Aude Murail è un’indagine sull’animo umano: “Lupa bianca lupo nero” (Giunti) è un libro di profondo coraggio sulla complessità delle relazioni nel mondo contemporaneo. Focalizza sul nostro tempo, e sulle quinte metropolitane di una Amburgo lussuriosa e dissoluta, l’ultimo giallo della scrittrice tedesca Simone Buchholz, “Uomini in gabbia” (Emons), e da uno dei migliori scrittori irlandesi del nostro tempo, Peter Cunngham, arriva per Sem “Le conseguenze del cuore”, una storia epica di passione e destino, intessuta con humour fra adulterio e omicidio.

Trent’anni senza Muro

Ispirazione personale e tema universale per l’ungherese Imre Oravecz e il suo “Settembre 1972” (Anfora), il romanzo in versi che per la debutta in Italia alla presenza dell’autore. Prima volta anche per Jacques Rupnuk, che a pordenonelegge illustrerà il saggio “Senza il muro. Le due Europe dopo il crollo del comunismo” (Donzelli), a 30 anni dal novembre 1989, quando le due anime di Berlino si ricongiunsero. Anche il religioso nigeriano Agbonkhianmeghe Orobator, responsabile della Compagnia di Gesù per tutta l’Africa, arriva per la prima volta al festival con le sue “Confessioni di un animista. Fede e religione in Africa” (Emi).
Particolarmente attesa è poi la testimonianza di Ziauddin Yousafzai, il padre del Premio Nobel per la pace Malala Yousafzai: Garzanti pubblica “Libera di volare. Il viaggio di un padre”, autobiografico backstage nelle radici familiari di una ragazza pakistana che ha trovato in famiglia l’energia e la tempra per affermarsi pienamente come donna e completare la sua istruzione, contro il pregiudizio di genere, anche a rischio della vita.

Liberazione sessuale

Ma sono ancora numerosissime le anteprime nazionali del festival. A pordenonelegge, nell’anniversario dell’inizio del secondo conflitto mondiale, Mirella Serri porta alla luce per Longanesi la storia solo in parte nota de “Gli irriducibili”, i giovani che, costretti all’esilio in Francia, in Palestina e in Tunisia, non vollero rassegnarsi al fascismo trionfante in Italia.
Da una delle più autorevoli voci del femminismo italiano e storica controcorrente, Lucetta Scaraffia, arriva in anteprima a pordenonelegge la “Storia della liberazione sessuale” (Marsilio), una lettura disincantata delle tappe, delle conquiste e delle rivoluzioni, per chiederci se la libera espressione della sessualità ci ha reso effettivamente più felici. La seduzione è invece al centro del nuovo saggio dell’antropologo Marino Niola: il suo “Diventare Don Giovanni” (Bompiani) ripercorre il personaggio del donnaiolo libertino e sciupafemmine celebrato nel teatro e nella letteratura europea, fino a diventare un mito. Seduzione è parola che ci riporta anche al fascino delle incantatrici del mare: “Sirene. La seduzione dall’antichità ad oggi” (Il Mulino) titola il nuovo saggio di Elisabetta Moro, antropologa ed editorialista: ci guiderà alla scoperta di queste creature, risalendo le correnti della rappresentazione, dall’oralità alla scrittura, dalla poesia alla pittura, dal cinema alla televisione, dall’analogico al digitale.

Crescere con amore

Debutta poi in veste di autore Francesco Musolino, “L’attimo prima” (Rizzoli), una storia di formazione raccontata con prosa intima e scrittura di qualità, la scoperta di come possiamo crescere con un atto d’amore. E con il nuovo romanzo “Il cuore non si vede” (Einaudi) torna a pordenonelegge Chiara Valerio, che ci racconta con rara leggerezza le metamorfosi delle relazioni e la loro meccanica involontaria. A proposito di “sentiment”, la curatrice di Fahreneit Susanna Tartaro è “uscita dalla radio” per incontrare dieci persone: nasce così “Ascoltatori” (Add), il libro che intreccia le storie di chi ascolta e di chi fa la radio, fra retroscena della diretta e amore per un lavoro che diverte e fa divertire. Una giornata che racchiude un’intera esistenza è quella raccontata da Fabio Geda in “Una domenica” (Einaudi Stile libero), mentre al romanzo torna Cristina Caboni con “La casa degli specchi” (Garzanti), nell’ambientazione magica di Positano che incontra l’Italia della Dolce Vita.

Rileggendo Della Casa

Irene Soave, in dialogo con Beppe Severgnini, a pordenonelegge illustrerà il “Galateo per ragazze da marito” (Bompiani), un’originale rilettura dei “manuali” da Monsignor Della Casa a Donna Letizia, che rivede e rivisita i luoghi comuni vecchi e nuovi. La storia del Dirigibile Italia e del suo comandante Umberto Nobile si mescola ad atmosfere magico-fiabesche in “Draghi, dirigibili e mongolfiere (c’era una volta a Milano)”, l’ultimo racconto di Luca Crovi, illustrato da Paolo Barbieri per Oligo Editore. Con “Eretico controvoglia” (Bompiani) Filippo La Porta ci guida attraverso una riscoperta di Nicola Chiaromonte, “immenso saggista e uomo del Sud, cavaliere della Verità e intellettuale laico”.

Razzismo e pregiudizi

Andrea Moro ci spiega invece come scardinare il razzismo e i suoi pregiudizi con “La razza e la lingua” (La nave di Teseo), mentre il genetista Guido Barbujani con “Sillabario di genetica per principianti” (Bompiani) ci offre gli strumenti per capire temi che riguardano tutti noi. Fra le novità 2019, ancora: Gianni Zanolin, l’autore delle inchieste del Commissario Tonelli, in anteprima presenta “Il senso del limite” (Rizzoli), un giallo che svela l’anima nera del Nordest, il volto feroce di un territorio divorato dalla crisi, in cui le speranze sono state tradite e i sogni negati.

Gli Abissi di Spirito

Lo scrittore e giornalista Pietro Spirito ci offre poi un piccolo trattato dei naufragi con “I custodi degli Abissi” (Ediciclo), mentre Angelo Floramo esplora “La sensualità del libro” (Ediciclo) e Alessandro Mezzena Lona inaugura le pubblicazioni della nuova casa editrice Acquario con “Il poeta delle pantegane. Federico Tavan”, omaggio alla grande voce di Andreis, il poeta scomparso nel 2013. Massimiliano Santarossa ripercorre con “Pane e ferro” (Biblioteca dell’Immagine) l’epopea contadina, familiare e sociale del Novecento veneto e friulano.

L’Epistolario di Tartini

Fra le novità spicca infine il volume dedicato all’epistolario di Giuseppe Tartini, “Lettere e documenti” (Eut), a cura di Giorgia Malagò, con 179 lettere, 83 delle quali ad oggi inedite, in vista delle celebrazioni per i 250 anni dalla scomparsa. E da Bottega Errante arrivano due anteprime internazionali dedicate ad autrici di area balcanica: dalla Slovena Bronja Žakelj presenta “Il bianco si lava a novanta”, la storia autobiografica ambientata nella Jugoslavia degli anni Settanta e Ottanta; e la giovane scrittrice macedone Rumena Bužarovska porta in Italia le storie audaci e spietate raccolte nel libro “Mio marito”, celebrate dalla critica internazionale.

La scommessa cattolica

Ancora in anteprima a pordenonelegge: il saggio di Mauro Magatti e Chiara Giaccardi su “La scommessa cattolica” (Il Mulino), di Riccardo Calimani che presenta “Non è facile essere ebreo. L’ebraismo spiegato ai non ebrei” (La nave di Teseo). Domenico De Masi riflette su “Roma 2030. Il destino della capitale nel prossimo futuro” (Einaudi). Filippo Boni ci racconta l’incredibile storia di Bruno Bertoldi, “L’ultimo sopravvissuto di Cefalonia” (Longanesi) e Ginevra Lamberti torna a pordenonelegge con l’anteprima di “Perché comincio dalla fine” (Marsilio). Emanuele Termini farà tappa con “Acqua alta e i denti del lupo. Josif Džugašvili a Venezia” (Exorma).

Per i lettori più giovani

Vivacissime le novità editoriali per i lettori più giovani: pordenonelegge Junior ospita Katherine Rundell, protagonista di “Caro autore 2019”. In anteprima assoluta racconterà il nuovo romanzo “L’espoloratore”, in uscita per Rizzoli. E sempre per Rizzoli Andrea Vico sarà al festival con le sue nuovissime pubblicazioni: “Lo STEM spiegato ai bambini. Science, Technology, Engineering, Math”. Al festival anche Francesco D’Adamo che per Giunti presenta “Antigone sta nell’ultimo banco; Zita Dazzi con “Ascolta i battiti” (Il castoro) e Alberto Pellai che insieme a Barbara Tamborini firma “La bussola delle emozioni” (Mondadori).

Fine (ieri la prima parte)

Pordenonelegge 2019 è organizzato dalla Fondazione Pordenonelegge, info e programma su pordenonelegge.it

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In copertina, ecco i gialli cataloghi di “pordenonelegge 2019”.

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