di Gi Elle

La città romana e dei Patriarchi non se la sente di rinunciare a quell’ormai grande avvenimento estivo che risponde al nome di “Aquileia Film festival”,  per cui lancia la sua sfida e, pur nell’incertezza del momento ma con il conforto di un Covid-19 in ritirata, conferma la rassegna come appuntamento di prestigio dell’estate 2020. Così, pur tra gli interrogativi che comunque persistono sul futuro della pandemia, la Fondazione Aquileia sta lavorando all’undicesima edizione del Festival in programma dal 28 al 31 luglio. Il consiglio di amministrazione ha, infatti, accolto la proposta del presidente Antonio Zanardi Landi e del direttore Cristiano Tiussi e «si è trovato unanimemente d’accordo nel ritenere – come spiega lo stesso Zanardi Landi – che sia fondamentale dare un segnale positivo e non spezzare quel filo che lega la grande comunità che si riconosce nei valori del Festival: passione per la storia e l’archeologia, curiosità verso le radici della nostra cultura, amore per il cinema e per le testimonianze dal vivo dei più grandi esperti e divulgatori. E’ importante, inoltre, non interrompere quel processo di crescita e di interesse attorno ad Aquileia che si è costruito negli anni e dare ai potenziali visitatori esperienze stimolanti che li portino a sceglierla come meta».

Antonio Zanardi Landi

«L’organizzazione della prossima edizione avverrà naturalmente nel rispetto di tutte le prescrizioni previste dalle linee guida per gli eventi all’aperto e proprio per garantire l’opportuno distanziamento fisico l’idea – spiega Tiussi – è di raddoppiare le piazze in cui si svolge l’evento».
Il Festival, che propone per quattro serate la visione di docu-film di carattere archeologico e storico alternati a conversazioni-intervista con i protagonisti del mondo culturale, si svolgerà quindi in piazza Capitolo e piazza Patriarcato: le due piazze davanti alla Basilica di Popone potrebbero ospitare due schermi paralleli su cui proiettare grazie a un’unica regia il medesimo film. Questo permetterebbe di posizionare 400/500 posti a sedere in ogni piazza e di gestire grazie alla prenotazione obbligatoria del posto numerato e ai controlli garantiti dal personale di sicurezza agli ingressi di accogliere fino a 1.000 persone, limite previsto dall’attuale normativa.

«La manifestazione, inoltre, per la prima volta – annunciano gli organizzatori – verrà trasmessa anche in streaming, in modo da raggiungere una platea più ampia e consentire a chi non trovasse posto o a chi per la prima volta volesse partecipare, di avere comunque un posto in prima fila».
«L’undicesima edizione dell’Aquileia Film festival” si profila quindi come il primo grande evento dell’estate, una sfida che la Fondazione Aquileia – conferma Zanardi Landi – si prepara ad affrontare mettendo in primo piano la sicurezza e potendo contare sull’esperienza decennale della squadra che lavora dietro le quinte per l’organizzazione di un evento, che negli anni ha saputo riempire la piazza di Aquileia con spettatori provenienti da tutto il Friuli Venezia Giulia e da molte città del Nord e Centro Italia. Il festival di Aquileia sarà, inoltre, il primo festival del cinema archeologico ad avere luogo in Italia dopo il rinvio a settembre della grande kermesse “Firenze Archeofilm” con cui la Fondazione Aquileia collabora per organizzare il festival e l’annullamento o il rinvio di altri festival collaterali».
La bellissima Aquileia gioca, dunque, questa importante carta dell’estate 2020, spezzando una lancia in favore dell’ottimismo che ci deve aiutare a uscire dalla tremenda crisi causata dal Coronavirus. E l’esito favorevole – sperando ovviamente di contare su un alleato forte, come il bel tempo – dell’Aquileia Film festival”  sarà un incentivo prezioso per credere in quella ripresa che tutti auspichiamo il più possibile vicina.  

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In copertina, piazza Capitolo gremita nell’estate 2019; qui sopra, la bellissima serata con Alberto Angela.

(Foto Gianluca Baronchelli)

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