Sono le giovani generazioni il baricentro dei progetti che la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia mette in campo per il prossimo triennio, con la consapevolezza che l’educazione e la formazione rappresentino nella società contemporanea le sfide più importanti, da affrontare con azioni innovative e sostenibili. “Diritti. Un percorso”, in particolare, è il tema su cui ruoteranno le attività di questo 2020 con riflessioni trasversali e multidisciplinari. Un percorso per fare il punto sui diritti e i doveri, un osservatorio per sensibilizzare la comunità sui temi che ci fondano: dai diritti della Costituzione alle lotte per la tutela della persona. Proprio in questo contesto si inserisce la mostra “L’Italia è. Assemblea Costituente: la rinascita di un popolo”, promossa dalla Fondazione Carigo in collaborazione con la Fondazione De Gasperi, in corso negli spazi espositivi della Fondazione in via Carducci, 2 fino al prossimo 8 marzo (apertura adi ingresso libero dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18). La mostra si rivolge con particolare attenzione alle scuole, ma è aperta a tutta la cittadinanza, e vede la collaborazione degli studenti del “Laboratorio di relazioni, organizzazione e comunicazione” dell’Università di Udine – Centro Polifunzionale di Gorizia, impegnati nell’organizzazione e gestione delle visite guidate.

L’allestimento ripercorre lo straordinario esempio d’incontro tra differenti posizioni politiche, che ha saputo produrre una carta costituzionale capace di sostenere la crescita istituzionale, la vita democratica, la convivenza pacifica e lo sviluppo economico della nostra Repubblica. Il titolo riecheggia il primo articolo della Costituzione: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Esso evoca il momento della nascita, proprio perché la Costituente ha rappresentato uno spazio di gestazione che ha raccolto la vita, gli ideali e i bisogni del popolo italiano. Si è scelto di raccontare questo travaglio in modo innovativo e contemporaneo, mettendo in scena i gruppi di lavoro dei Padri Costituenti come se fossero una chat di WhatsApp. Si narra, così, il coraggio di un dialogo che si è aperto all’incontro – spesso al limite dello scontro, ma sempre nel rispetto dell’altro – e che ancora oggi è qualcosa di prezioso per il nostro presente, drammatico ed esaltante come allora.

Se l’Italia è stata concepita nelle urne elettorali del 1946, è nel 1948 con la chiusura dei lavori dell’Assemblea Costituente che nasce. Proprio perché questa non è stata solamente un organo tecnico-istituzionale, ma soprattutto uno spazio di gestazione che raccoglie la vita e le urgenze del popolo italiano. Il titolo ritma il percorso delle quattro sezioni. Si parte da “L’Italia è distrutta”, che racconta le macerie materiali, morali e istituzionali del dopoguerra, per passare a “L’Italia è amata”, sui tavoli di lavoro che hanno portato alla Costituzione, mettendo al centro i Padri costituenti e il loro dialogo teso e carico di ideali. Ma basta questo straordinario esempio del passato per ricostruire il nostro presente? Pare non essere così: oggi, nel bel mezzo di un cambiamento d’epoca, sembriamo aver perso quell’esperienza umana prepolitica che caratterizzava i nostri padri. Da qui il senso della provocazione delle ulteriori sezioni che i curatori Lorenzo Ornaghi e Francesco Bonini hanno concepito per concludere il percorso, a partire dalla terza sezione, un unico muro soffocante, che blocca il cammino con una sola, gigantesca scritta: “L’Italia è impossibile”. Eppure, quel muro è crivellato di tante piccole domande che ci trascinano e ci portano fuori. La conclusiva sezione titola, infatti, “L’Italia è viva”, un punto di ripartenza che esplora elementi positivi di fronte alle sfide del tempo presente. Esempi semplici, persino minimi, che ci aprono la strada per riconquistare il cuore perduto: ripartire dalla vita che c’è, anche per fare una buona politica.

«L’intento del percorso “Diritti” è di focalizzare l’attenzione su argomenti quali la cittadinanza attiva, il rispetto dei principi fondanti la Costituzione e il senso di appartenenza ad una comunità, e sul dovere di riconoscere e rispettare tali diritti: perché senza il diritto dell’altro non esiste nemmeno il proprio», spiega la presidente Roberta Demartin. «Prioritaria in questo senso è la valorizzazione del potenziale delle future generazioni, attraverso la creazione di condizioni e opportunità che consentano loro di esprimere appieno le loro potenzialità, riconoscendo in questo modo, attraverso adeguati percorsi formativi, il protagonismo che spetta loro di diritto».

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In copertina e all’interno immagini della mostra; in alto, la presidente Roberta Demartin.

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