di Giuseppe Longo

Sono dieci i testi in gara per aggiudicarsi il 53° “Festival della Canzone Gradese” e nell’isola cresce l’attesa per questo importante e irrinunciabile evento musicale, sempre molto sentito perché affonda le sue radici nel ricco passato di questa lingua di terra che emerge tra mare e laguna e tiene ben vive le tradizioni di questa comunità unica, orgogliosa della sua storia e della sua cultura. La gara canora, organizzata dall’associazione Quelli del Festival, è annunciata per sabato 13 aprile, vigilia della Domenica delle Palme, e si terrà alle 21, nella consueta sede del Palazzo regionale dei Congressi, a Città Giardino, ma la prevendita dei biglietti avverrà già questa domenica, in san Rocco, a partire dalle 9.
Quindi, 10 brani in finale, 13 i cantanti e 4 al loro esordio: interessante la presenza di molti non gradesi, ma innamorati della caratteristica parlata locale tanto da comporre appunto delle canzoni.  A presentare la serata, al suo esordio, la sempre sorridente Daniela Guzzon con Elia Verginella, entrambi affiancati nella conduzione dalla verve di Leonardo Tognon, presenza fissa in tutte o quasi le manifestazioni isolane di livello.

Mattia Marchesan in una passata edizione: ora canta la sorella Elena.

Quelli del Festival, di concerto con la Cooperativa Pescatori e il Comune di Grado, e il supporto indispensabile della Fondazione Cassa di Risparmio e della Regione Fvg, sono dunque in piena attività per far girare a dovere la complessa macchina organizzatrice, affinché sia assicurato il perfetto svolgimento di una manifestazione-evento che celebra i suoi 73 anni trascorsi in un lungo viaggio che cominciò negli anni post-bellici, nel lontano 1946, quando nacque grazie alla lungimiranza della Cooperativa pescatori lagunari di Grado, attraverso la figura dell’indimenticabile Giacomo Zuberti.
Oggi i tempi sono cambiati ma il “Festival della Canzone Gradese”, secondo in termini di partecipazione soltanto al “Perdòn de Barbana”, per i “graisani doc” rappresenta un motivo di grande identità. Il Festival riflette, infatti, oltre sette decenni di storia dell’isola, una viva testimonianza del cammino della “zente de Gravo”, che segna il primo passo appunto dall’immediato dopoguerra – il periodo della ricostruzione e della rinascita -, passando attraverso il periodo della grande innovazione degli anni 50 e 60, al senso dell’ospitalità della seconda metà del Novecento fino a giungere ad oggi… proiettato verso domani, perpetuando e facendo sempre più bella una manifestazione popolare molto sentita non solo dagli isolani ma anche da tantissimi turisti, affezionati a Grado e alle sue tradizioni. Basta vedere come si riempie sempre proprio il Palacongressi in ogni ordine di posti.

Come sottolinea giustamente il professor Matteo Marchesan, per Grado il Festival è “un archivio della memoria collettiva, di tante individualità, che nelle canzoni hanno saputo esprimere analisi critiche, intimi moti dell’animo, con le aspirazioni e le difficoltà della vita personale e di relazione”. Centrando l’obiettivo di valorizzare, attraverso il canto e la parlata dialettale, la cultura locale affinché si mantengano vivi il più a lungo possibile gli elementi che costituiscono “l’identità graisana”. Anche se, nel contempo, si tende ricercare un appropriato equilibrio fra il rispetto della tradizione e l’affermarsi di nuove modalità espressive, anche per venire incontro alle esigenze delle nuove generazioni, al passo quindi con i tempi che evolvono.
Un festival, insomma, che vive di canzoni e di dialetto, quindi del mantenimento della tipica parlata locale senza dimenticare che dal lontano 1946 sono stati costruiti molti ponti, interrompendo quella separazione fisica rappresentata tra isola e terraferma dalle acque del mare, anzi di quella suggestiva laguna che separa Grado “microcosmo” dal Friuli Venezia Giulia “macrocosmo”.

Un grazie anche quest’anno è andato dagli organizzatori all’artista Dino Facchinetti che ha donato l’immagine del quadro-manifesto, un tratto artistico di classe che raccoglie in un’unica immagine i colori, i profumi e le intonazioni dell’isola.
Anche in questa edizione , l’ennesimo momento di evoluzione e di svolta, con numerose novità e la presenza di giovani forze che si impegnano a mantenere viva la tradizione assieme alle piacevoli conferme dei meno giovani saldamente legati al passato della loro terra circondata dal mare. L’organizzazione del “Festival della Canzone Gradese” fa parte di un progetto che l’associazione che lo organizza sta sviluppando nell’ambito di un percorso di collaborazione con l’amministrazione comunale e con le istituzioni scolastiche locali per suscitare anche nei più giovani l’interesse verso la parlata tipica e le espressioni culturali dell’isola.

Leonardo Tognon ed Elia Verginella.

Ricordiamo, per quanto concerne le istruzioni per il festival, che sono appunto dieci le canzoni selezionate per la finale, per le quali permane il voto diretto in sala abbinato alla “giuria di qualità”: quindi, ad eleggere la “Canzone Regina 2019” sarà il pubblico. Confermata l’esibizione dei cantanti dal vivo con l’orchestra “Quelli del Festival”, diretta dal maestro Marco Ballaben. La produzione musicale e la parte artistico-musicale sono gestite da Roberto Montanari e Audiomark. Questi, comunque, tutti i componenti della macchina che farà funzionare al meglio lo spettacolo : scenografia Fedra Verginella, direttore di palco Francesca Gasparetti, assistente di palco Annalisa Bianco, video e grafica Luca Corbatto. A curare l’attenta regia Quelli del Festival. Per l’organizzazione della manifestazione canora ci si avvale poi della indispensabile e generosa collaborazione di numerosi volontari e di varie associazioni gradesi (sezione Sogit, Protezione civile, sezione Scout Agesci , Associazione Castrum, Paquita Dance Ballet).
Ospiti d’onore del 53° Festival, direttamente da Macete, Flavio Furian e Maxino: due artisti straordinari che raccontano attraverso la loro ironia le gesta della “Boba de Borgo”. Divertimento assicurato, anticipano gli organizzatori.
Concludendo, ricordiamo ancora una volta che la prevendita dei biglietti sarà possibile domenica 7 aprile, in san Rocco, dalle 9. E ora l’elenco e l’ordine di esecuzione dei 10 brani finalisti.

Il Palacongressi nel 50° Festival.

 

LE CANZONI IN GARA

 

VIA DE LÀ
Parole e musica Andrea Barzellato
Cantano Alessandro Sinatra, Andrea Barzellato

AL NOSTRO TENPO
Parole e musica Stefano Zentilin
Canta Simone Zentilin

LA VOSE DE LE ONDE
Parole e musica Andrea Marchesan
Canta Samuel Pozzetto

RESTA CO’ ME
Parole e musica Antonio e Luca Pastoricchio
Canta Antonio Pastoricchio

MUSICANTI
Parole Mauro Marchesan
Musica Giorgio Tortora
Canta Francesco Gregori

T’HÈ SERCAO
Parole Aldo Tognon
Musica Franco Giordani
Cantano Franco Giordani, Sara Peroni

RACÓNTEME LA TO’ STORIA
Parole e musica Andrea Marchesan
Cantano Raimondo Corbatto, Chiara Sideri

AL SIELO DE SETENBRE
Parole e musica Giulia Daici
Canta Elena Marchesan

’NA FARFÀLA
Parole Stefano Dovier
Musica Alessandro Marchesan
Cantano Emanuel Olivotto

XE SOLO AMOR
Parole e musica Gian Marchesan
Canta Fabio Cecchetto

Il bel manifesto di Dino Facchinetti.

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In copertina, la giovane Cristina Gordini vincitrice di premi speciali. 

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