di Giuseppe Longo

Domenica scorsa, ultima di Carnevale, mentre uscivo con la famiglia dal consueto caffè del pomeriggio dal bar Centrale, in piazza 29 Settembre, si ferma una macchina. Scende una signora e chiede: “E la sfilata dei carri?”. Evidentemente, non aveva visto il programma della mascherata, ma chiaramente essendo un’affezionata della manifestazione era arrivata, assieme al marito, sicura di trovarla in piazza, come avveniva da una quarantina d’anni, rigorosamente appunto alla fine del Carnevale. Non vi dico lo stupore, quando le abbiamo detto che la sfilata non c’era più e che dall’anno scorso la Pro Loco organizza il “Carnevale di Nimis” sul prato delle Pianelle, quello famoso per l’antichissima “Sagre des Campanelis”. Era così incredula che ha posto nuovamente la stessa domanda. E sentendo la medesima risposta è rientrata in auto, delusa e senza aggiungere altro.

Ecco due belle immagini dell’ultimo Carnevale in piazza 29 Settembre.

Ma non è stata la sola persona che in questi giorni mi ha chiesto della grande manifestazione che richiamava migliaia di persone e che era stata arricchita addirittura da un tocco internazionale, registrando infatti qualificate partecipazioni straniere da Slovenia, Croazia, Ungheria, Repubblica Ceca eccetera.
Come pure sui social non sono mancati commenti dispiaciuti proprio riguardo all’assenza per il secondo anno consecutivo della grande sfilata dei carri allegorici per le vie del paese – che sembra fatto apposta per una manifestazione di questo genere! – con presentazione finale, a cura della brava Antonella Bozzato, e premiazione nella piazza centrale. Su Fb dalla Pro Nimis hanno risposto che la scelta di trasferire tutto alle Pianelle, dove ci sono idonee strutture fisse, è stata purtroppo dettata dalla necessità: costi troppo alti per i carri, anche a causa delle nuove prescrizioni burocratiche per la sicurezza. Certamente si tratta di un problema reale. Ma, allora, perché non trovare una soluzione intermedia che punti sui gruppi, i quali non devono sottostare a queste imposizioni? E ovviamente rientrare, fin dalla prossima edizione, in paese facendo ritornare piazza 29 Settembre il fulcro del Carnevale. Non importa se dovesse mancare il tendone, pure troppo costoso da allestire per così poco tempo, ma l’importante è che la sfilata torni in centro.

E quello di domenica scorsa, nel pomeriggio, sul prato delle Pianelle.

Va infatti rilevato che il “Carnevale di Nimis” si era attestato in decenni di crescita continua fra i principali del Friuli Venezia Giulia, richiamando appunto migliaia di persone che ora ne avvertono la mancanza. Va da sè che il prato delle Pianelle è troppo decentrato per la festa mascherata e poi specialmente se il tempo è incerto – ma non era il caso di quest’anno che ha dispensato giornate primaverili – è un luogo freddo e umido, tale da non invitare ad andarci. Lodevole indubbiamente anche questa manifestazione, soprattutto per i bambini che comunque si divertono. Ma se Nimis deve valorizzarsi – e la mascherata era ormai l’unica manifestazione adatta allo scopo – non può ulteriormente rinunciare al Carnevale in piazza. Da qui alla prossima edizione c’è parecchio tempo per pensarci, ma la Pro Loco guidata da Mario Srebotujak prenda in considerazione questa esigenza, espressa già l’anno scorso da molte persone e ora ribadita da tante altre. Sostenuta in questo anche dalla civica amministrazione presieduta dal sindaco Gloria Bressani che, ovviamente, ha a cuore l’immagine e quindi il progresso di Nimis.

Il sindaco Gloria Bressani nel 2017; a sinistra, il presidente Srebotujak.

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In copertina, il Carnevale 2017 presentato da Antonella Bozzato.

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