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di Giuseppe Longo

PORDENONE – Una “due giorni” davvero memorabile al Teatro Verdi di Pordenone per la sua riapertura al termine del lunghissimo stop, che pareva inarrestabile, imposto dalle misure adottate per fronteggiare l’emergenza sanitaria, anche se l’attività, grazie alle preziosissime opportunità offerte dalla rete, in realtà non si è mai fermata del tutto. Due concerti da ricordare a lungo, giovedì e venerdì, con la musica eccelsa di Johann Sebastian Bach, interpretata da Mischa Maisky, violoncellista lettone entrato nella leggenda. E teatro pieno – ovviamente nei limiti delle norme anti-contagio – in entrambe le serate, con spettatori emozionati, e perché no anche commossi, per essere potuti finalmente rientrare nell’amata sala che compie sedici anni. Un avvenimento sottolineato venerdì sera anche dal vicepresidente della Regione Fvg, Riccardo Riccardi, titolare della Sanità e della Protezione civile, sempre sulla breccia in questi difficilissimi mesi, il quale ha comunque invitato alla prudenza ora che stanno per dischiudersi le tanto auspicate riaperture con il debutto del Friuli Venezia Giulia, già da domani, in “zona bianca”. Riccardi, che ha portato un saluto anche del governatore Massiliano Fedriga e della Giunta regionale, aveva accanto a sè Giovanni Lessio, squisito padrone di casa, e il sindaco di Pordenone Alessandro Ciriani. I cui interventi hanno preceduto il via alla seconda serata di quello che è stato un avvenimento musicale di grande effetto e spessore, di quelli che meritano d’essere annotati sull’album dei ricordi più belli. E che è stato anche un ottimo preludio a quello che venerdì prossimo regalerà Mario Brunello, altro violoncellista di grande fama, di casa a Pordenone, non al Teatro ma in Duomo.

Ciriani e Lessio premiano Michele dall’Ongaro (sotto con Baglini).

«Il momento della ripartenza è finalmente arrivato, con la speranza che segni un passaggio definitivo verso la ripresa dell’attività dal vivo: il Teatro è per noi il luogo simbolico della rinascita», aveva detto la prima serata, ribadendole però anche nella seconda, il presidente Giovanni Lessio, il quale ha salutato il pubblico accorso a festeggiare la consegna del Premio Pordenone Musica 2020 – istituto dal Teatro Verdi con il Comune di Pordenone – che dopo un anno ha potuto raggiungere le mani del premiato, il compositore Michele dall’Ongaro, fine didatta e figura di primo piano nel panorama musicale nazionale, attuale presidente-sovrintendente dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia e “uomo di grandi intuizioni e intelligenza critica – come recita la motivazione del Premio –, custode di memorie con lo sguardo rivolto alla contemporaneità e al futuro”. A omaggiare il musicista – che non ha mancato di ricordare dal palco le sue origini friulane, «mi batte il cuore, sono originario di queste parti, per me è un po’ tornare a casa» – un lavoro del giovane e pluripremiato artista pordenonese Ludovico Bomben, che vanta esposizioni nazionali e internazionali, “Sfera senza titolo”, il nome dell’opera, realizzata con un legno tipico dei nostri boschi, da cui si ricavano materiali (di risonanza) per la realizzazione di pregiati strumenti musicali.
«Con la riapertura, il 27 maggio, abbiamo festeggiato anche i 16 anni dall’inaugurazione del Verdi in una data che è divenuta, a sua volta, un nuovo anniversario: quello della “seconda vita” del Teatro post-Covid», ha sottolineato ancora Lessio in apertura di una serata in cui era viva e palpabile la gioia della ripresa della programmazione live, con un tutto esaurito per i 420 posti a disposizione. «Questa è la casa culturale della città: volevamo che questa ripartenza fosse un evento ad entrata gratuita per ritrovarci tutti come comunità: un ringraziamento caloroso va a chi sostiene il Premio Pordenone Musica, riconoscimento unico nel panorama musicale italiano: il Comune, la Regione, il main partner Itas Mutua Assicurazioni ricordando che questa edizione è dedicata alla memoria di Giulia Tamai Zacchi, grande ispiratrice del riconoscimento insieme a Giampaolo Zuzzi».

Il grande interprete delle due serate.

Nel pomeriggio di giovedì anche l’atteso incontro pubblico con il pianista Maurizio Baglini – direttore artistico del settore musicale al Verdi – che ha eseguito, in anteprima assoluta, la nuova suite composta per l’occasione da Michele dall’Ongaro che va ad impreziosire il suo celebre “Autodafè”. La cerimonia ha fornito anche l’occasione per la consegna all’ospite, da parte del sindaco, del Sigillo della città di Pordenone. «Portare i saluti qui davanti al pubblico dopo più di un anno è una grandissima emozione», ha esordito Ciriani, con l’augurio che questo periodo sia finito e la pandemia sia alle spalle. Questi lunghi mesi hanno fiaccato e avvilito i rapporto sociali, colpito l’economia e fermato tante nostre iniziative culturali: il Teatro Verdi ha fatto eccezione, non fermandosi mai, a dimostrazione che è cuore pulsante della comunità e che la sua energia culturale ha dato a tutti la voglia di ripartire». «Godremo quest’estate di un calendario di appuntamenti per riabituare il pubblico alla condivisione della poesia, della musica, della letteratura e del teatro. Pordenone ha tutte le energie e potenzialità per tornare a brillare – ha concluso un emozionato primo cittadino-: grazie per questa serata al Teatro Verdi».
Le luci del Teatro si sono quindi riaccese nel segno della festa e della grande musica internazionale, protagonista del concerto che ha suggellato la serata il grande Mischa Maisky, leggenda vivente del violoncello, che vanta una carriera stellare di interprete e solista, il quale ha suonato l’integrale delle “Suites” di Johann Sebastian Bach per violoncello solo: una proposta d’ascolto di rara esecuzione. E che venerdì sera ha ripetuto fra scroscianti e lunghissimi applausi che sono stati ripagati anche da un secondo, meraviglioso bis. Un grande augurio in musica, quella appunto di un immenso Bach, per una nuova vita, ricca di proposte, al Teatro di Pordenone.

Il Teatro ha ritrovato il suo pubblico.

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In copertina, Mischa Maiscky durante i due applauditissimi concerti.

(Alice BL Durigatto / Phocus Agency ©)

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