C’è stato un tempo, nemmeno troppo lontano, in cui riprendere qualcosa con una cinepresa “domestica” era una sorta di rito. Un tempo che oggi – in una società che non può vivere senza lo smartphone sempre in mano e che soprattutto non resiste al fotografare questo o a filmare quello – sembra lontano anni luce. Non è così. Basta tornare indietro di alcuni decenni per ritrovare quei filmini amatoriali che raccontavano una giornata di festa in famiglia, la vita della comunità, le vacanze. C’è chi poi con quelle stesse pellicole si è spinto oltre, realizzando veri e propri film e documentari. Quei vecchi Super8 e 8mm sono oggi importantissimi strumenti per comprendere la storia recente e i cambiamenti che la società ha subito nella seconda parte del secolo scorso. Partendo da questa considerazione, da un’idea di Massimo Garlatti-Costa e grazie alla direzione artistica di Elisabetta Ursella, nasce nel 2012 “Cinema di Famiglia”, festival itinerante organizzato dalla cooperativa Belka Media, che valorizza e promuove la cultura del filmato amatoriale in pellicola realizzato dal dopoguerra alla fine degli anni ‘70, con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il patrocinio dell’Ente Friuli nel Mondo e in collaborazione con la casa di produzione Raja Films. La nuova edizione, in programma in sei diverse località della regione dal 4 settembre al 25 ottobre, è stata presentata ieri a Udine.

La presentazione a Udine.

VECCHIE PELLICOLE – «Lavorando nel mondo dei documentari da sempre – ha ricordato Garlatti-Costa -, è stato naturale per noi ritrovarci fra le mani il materiale più vario. Da subito ci è sembrato doveroso cercare di raccoglierlo e dare forma a quell’incredibile ricchezza di storie, di vita. Con questo progetto abbiamo voluto – e continueremo a farlo – ricostruire gli ultimi settant’anni di storia della nostra regione facendo ricorso alle vecchie pellicole 8mm e Super8 dei cittadini», trasformando così le memorie private in un racconto della comunità, fatto di sagre, processioni, gare sportive amatoriali e gite fuoriporta. «Ci siamo rivolti a chi ricordava di possedere filmini girati dal padre o dal nonno, nel periodo fra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta – ha spiegato il regista -. Quindi abbiamo recuperato da soffitte e cantine bobine intere o metri di pellicola sparsa, che potevano servire alla causa. Tutto è stato restaurato e digitalizzato. Così abbiamo voluto – e vogliamo – recuperare la nostra storia. Insomma, stiamo costruendo una sorta di macchina del tempo digitale che ci porti a conoscere come eravamo». Si tratta dunque sia di un importante strumento di conoscenza e promozione della cultura, che di una maniera diversa di scoprire il passato. I filmati raccolti raccontano la vita delle nostre comunità, nei teatri e nelle piazze dei paesi e delle città della regione ed anche all’estero, nelle sedi dei nostri corregionali, grazie all’Ente Friuli nel Mondo. Il Festival Cinema di Famiglia infatti è stato portato in Italia (nel 2014 a Colugna di Tavagnacco con un’edizione speciale, con accompagnamento di musica dal vivo grazie al Teatro Bon; nel 2016 per l’anniversario del Terremoto a Moruzzo e Buja), ma anche in Australia (2013) che in Sudamerica (2019).

L’OBIETTIVO – Lo scopo principale del Festival è proprio quello di valorizzare un archivio cinematografico che al momento non è ancora considerato “d’autore” ma, proprio per questa sua origine, è vero, spontaneo e genuino, e di grande valenza “etnografica”. Il Festival Cinema di Famiglia, fin dalle sue origini, nel 2012, si è dimostrato un grande catalizzatore di curiosità e di voglia di riscoprire un mondo che è nel nostro passato recente ma che apre nuove prospettive per raccontare e riproporre la storia della nostra cultura e civiltà.

LA RACCOLTA DEL MATERIALE – Nel reperimento del materiale sono stati coinvolti privati cittadini, associazioni, gruppi culturali e sportivi, enti, sempre di concerto con le Amministrazioni comunali e in collaborazione con le realtà del territorio, in maniera tale da coinvolgere il più attivamente possibile la cittadinanza. “Cinema di Famiglia” è infatti un progetto della Comunità a favore della sua memoria storica. Il materiale raccolto, debitamente selezionato e catalogato secondo criteri tematici temporali e qualitativi, è stato convertito attraverso una scannerizzazione a singola immagine in formato video digitale e infine inserito in un archivio digitale che già ospita decine e decine di ore di filmati. Le riprese sono state digitalizzate con le più moderne tecniche. Dopo la catalogazione, le pellicole sono state restaurate e scannerizzate fotogramma per fotogramma. È seguita la colour correction, la correzione colore, per riportate le immagini all’antico splendore. I filmati sono quindi stati archiviati. Le pellicole originali sono conservate in ambienti dedicati e rispettosi delle norme di sicurezza e di salvaguardia della loro integrità.

IL FESTIVAL 2020 – L’edizione del 2020 prenderà il via da Moruzzo venerdì 4 settembre, alle 21, al Forte di Santa Margherita del Gruagno. Il giorno seguente il festival itinerante si sposterà al Forte di Col Roncone, a Rive d’Arcano, sempre alle 21. L’11 settembre, invece, l’appuntamento è al Teatro Bon di Colugna, a Tavagnacco, stessa ora. Il 2 ottobre, ancora alle 21, ci si sposterà all’auditorium comunale Remugnano, a Reana del Rojale. La rassegna cinematografica proseguirà il 3 ottobre, alle 21, alla sala Casa della Gioventù Santo Stefano di Buja. La tappa conclusiva è invece in programma alla sala parrocchiale, a Basaldella di Campoformido, domenica 25 ottobre, alle 17. Le serate saranno accompagnate da Gianluigi Patruno che ha seguito il progetto fin dalla sua nascita come copywriter e ricercatore.
A entrare più nel dettaglio della programmazione ci ha pensato Ursella, spiegando come «ogni serata proporrà una tematica diversa. Alcuni di questi filmati, come quelli della serata di Moruzzo, avranno dei titoli di immediata comprensione come “Divertirsi”, “Gite” o “Crescere”, dei montaggi che mostrano come i nostri padri o i nostri nonni si divertivano, visitavano luoghi turistici o semplicemente giocavano con gli amici. Altri video, ad esempio quelli che presenteremo a Rive d’Arcano si intitolano “Capitali” o “Frae di Primavere” e raccontano sia il mondo locale sia quello internazionale dell’epoca. A Tavagnacco, invece, nella ricorrenza delle scosse di settembre sarà proiettato un vero e proprio documentario in formato ridotto, girato nella lunga e tormentata estate del 1976 da un videoamatore di Feletto Umberto, Riedo Feruglio. A Buja saranno presentate le riprese inedite del grande fotografo Tarcisio Baldassi. Immagini che raccontano la prima festa del toro a Monte di Buja. Infine a Reana del Rojale e a Campoformido ripercorreremo, con pellicole inedite, locali momenti di vita nei paesi friulani».
L’entrata agli spettacoli sarà libera, fino al raggiungimento della capienza massima dei posti, nel rispetto delle norme per il contenimento del Covid-19 e delle disposizioni di sicurezza. In caso di maltempo le proiezioni all’aperto saranno rinviate a nuova data. Per ulteriori informazioni si consiglia di seguire la pagina Facebook del Festival (https://www.facebook.com/cinemadifamiglia/) o di chiamare il numero 3516658545.

HO VISTO UN RE – Ciascuno dei sei appuntamenti in calendario si aprirà con la presentazione (in anteprima) di un episodio inedito del documentario storico sulla Grande Guerra “Ho visto un Re”, per la regia di Massimo Garlatti-Costa. La serie narra come Torreano di Martignacco sia diventato centro politico e culturale, ospitando dal 1915 al 1917, il Re d’Italia Vittorio Emanuele III e la sua corte. Attraverso il diario di guerra dell’aiutante di campo del Re, il colonnello, conte, Francesco degli Azzoni Avogadro, sarà possibile ripercorrere i momenti più significativi ma anche i più singolari e meno conosciuti della Grande Guerra in Friuli. I primi due episodi saranno eccezionalmente proiettati ai forti di Santa Margherita del Gruagno e di Rive d’Arcano, queste fortificazioni del primo ‘900 –parte di una catena di opere militari a difesa del confine orientale – sono ancora oggi ben conservate e in località molto suggestive. Il documentario è stato prodotto da Belka Media e Raja Films, realizzato con il sostegno del Fondo Audiovisivo FVG, FVG Film Fund – Friuli Venezia Giulia Film Commission e con la collaborazione della Cineteca del Friuli.


INFO: www.cinemadifamiglia.it | https://www.facebook.com/cinemadifamiglia | 351.6658545 |

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In copertina e all’interno ecco due fotogrammi dei filmati amatoriali.

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