di Giuseppe Longo

Gran finale oggi, a Nimis, per la 19ma rassegna teatrale “I Amis de Beorcje”. E per la chiusura è stato invitato un quotato gruppo udinese, la Compagnia Baraban”, che presenterà Quant che il soreli al jeve di che atre bande”, per la regìa di Paola Ferraro, con Tiziana Carlotto, Alessandro Chiusi, Armelle Cimolino, Giorgio Merlino, Fabrizio Pilotto, Francesca Salvi, Rossella Troiano e Federico Zamparo. L’appuntamento è alle 20.45, nel teatro parrocchiale, che si trova proprio di fronte al duomo.

Quella in programma stasera è una commedia brillante di Luciano Rocco (1934/1996), scrittore e drammaturgo pordenonese protagonista della cultura teatrale del Friuli Venezia Giulia nel Novecento. “In questa opera, che a tratti echeggia commedie di eduardiana memoria, i personaggi si aggirano – come informa la stessa ‘Baraban’ – per la casa del benestante proprietario terriero Toni, come avvoltoi pronti ad appropriarsi dei suoi beni. Tutti hanno i loro ’buoni’ motivi per gioire della prossima dipartita del padrone di casa, uno di questi è il figlio Gigi che potrà sposare la ragazza che il padre non approva, poi la moglie che ha una tresca con il medico di famiglia e che finalmente potrà vivere la sua passione alla luce del sole e perfino il vicino di casa ne trarrebbe vantaggio perché non vede l’ora di acquistare il terreno dagli eredi per ingrandire la sua proprietà. L’unica persona su cui egli può fare affidamento è la sua domestica Tilde, fedele e premurosa. Un crescendo di colpi di scena esilaranti portano ad una conclusione sorprendente, dando a tutti (personaggi e pubblico) la possibilità di riflettere sui propri valori a volte inquinati da avidità e egoismo”.

Scende così il sipario sulla breve ma intensa stagione teatrale organizzata dalla compagnia “La Beorcje”. Ed era stato proprio il gruppo teatrale, diretto da Carla Monai e presieduto da Franco Di Paola, a dare il via alla rassegna tutta in lingua friulana proponendo in due rappresentazioni, che avevano registrato il tutto esaurito, “L’impuartance di clamasi Ernesto”, lavoro di Oscar Wilde tradotto appunto in “marilenghe”, presentato poi con successo anche al teatro Margherita di Tarcento.
La rassegna era quindi proseguita con la Compagnia Sot la Nape” di Varmo che aveva presentato, fra tanti applausi, News in the gnot”, per la regia di Claudio Moretti. E oggi siamo arrivati alla conclusione con l’udinese “Baraban”. Le tre serate erano state inserite, come si ricorderà, fra le numerose manifestazioni organizzate in tutto il Friuli per ricordare la nascita dello Stato Patriarcale che avvenne con la bolla dell’imperatore Enrico IV il 3 aprile 1077, quindi esattamente 942 anni fa.

Un grande successo, dunque, per la Compagnia diretta da Carla Monai – che ha raccolto il testimone di Antonio Bertolla, il quale ha dovuto ridimensionare il suo impegno per le accresciute responsabilità professionali – che ora ha uno stimolo in più per pensare in grande stile alla prossima rassegna teatrale al fine di festeggiare due decenni di teatro in friulano a Nimis, proprio grazie all’impegno e alla bravura della “Beorcje, i cui allestimenti sono sempre stati accolti con grande adesione del pubblico che ama questo genere di espressione culturale legata alla più genuina tradizione del nostro Friuli.

“La Beorcje” mentre riceve il plauso del sindaco di Nimis, Gloria Bressani. 

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In copertina, scena della commedia che oggi presenta “Baraban”.

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