di Silvio Bini

Che sia bello (o brutto) è opinabile, che sia il più alto d’Italia è innegabile. Il campanile di Mortegliano, a sessant’anni dall’inaugurazione, sta rivivendo una stagione di successo, grazie al suo record di altezza e perfino grazie alla notorietà dell’“avversario”, il Torrazzo di Cremona, battuto sì e no per un metro. Oggi più che mai, il campanile, che sovrasta il Duomo, inaugurato nel 1920, è un’attrattiva speciale della cittadina del Medio Friuli, attorno alla quale le iniziative si susseguono. La principale è, naturalmente, la scalata alla vetta della torre, per gustare il panorama mozzafiato del Friuli a 360 gradi.
L’associazione Campanile di Mortegliano, in collaborazione con Iniziative Mortegliano, Pro Loco ed Eventi Fvg, ha organizzato per sabato e domenica, nonché per il weekend successivo, la “Salita in cima al campanile più alto d’Italia”, dalle 18 alle 20. C’è qualche centinaio di scalini da aggredire, ma in fondo la salita non è troppo impegnativa e viene consigliata anche per i bambini. Non ci si deve dimenticare di portarsi dietro un binocolo e, soprattutto, come auspicano anche gli organizzatori, tanti sorrisi e, forse, una buona dose di pazienza. Ma pure qualche euro, da lasciare come offerta libera, che servirà alla manutenzione della struttura.Foto gradite, tanto più se un paio vengono inviate alla pagina Facebook “Campanile di Mortegliano. Il campanile più alto d’Italia”.

Il campanile di Mortegliano con la lunga scalinata al suo interno.

Ma due anni prima che venisse inaugurato il campanile, con il suo Duomo, finiva la Grande Guerra. E di quella tragedia, che Benedetto XV definì “inutile strage”, si parlerà proprio questa sera durante un incontro che si terrà, alle 20.30, alla Locanda Ai Tre Amici sul tema “La controstoria della Grande Guerra nel Medio Friuli”. Si tratta di una conversazione con Angelo Floramo, scrittore, storico e docente, e Alessandro Pennazzato, scrittore e storico: sono annunciati anche interventi della locale Scuola di Musica Diocesana. E domani, venerdì, a pochi chilometri di distanza – a Villa Muciana, di Muzzana del Turgnano – ci sarà un altro importante incontro sul tema “L’ultimo Caduto italiano nella Grande Guerra”. Alle 20.30 parleranno di questa ricerca Paolo Strazzolini, storico e docente, e Claudio Zanier, storico. Poi altri appuntamenti molto interessanti sono previsti per domenica mattina a Beano di Codroipo, Sedegliano e Madrisio di Varmo.

Gli incontri, organizzati da Itineraria, rientrano nel ciclo “Il Medio Friuli nella Grande Guerra, la fine del conflitto”, che prevede altre iniziative anche per i giorni 18, 19, 20 e 21 settembre. Il programma,  promosso dal Progetto Integrato Cultura del Medio Friuli, in questo ricco calendario di incontri propone conferenze, letture sceniche, concerti, visite guidate, rievocazione storica in uniforme, per sensibilizzare, attraverso il ricordo e l’analisi dei tragici eventi della Grande Guerra, sui temi della profuganza e della guerra stessa che ancora oggi si ripropongono con la stessa violenza e con le stesse drammatiche conseguenze ovunque nel mondo.  L’ingresso e la partecipazione alle attività sono gratuiti. Non è necessaria la prenotazione.

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In copertina, ecco il campanile di Mortegliano in una bella foto di Massimo Crivellari, da Turismo Fvg.

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