di Giuseppe Longo

L’hanno chiamato “Remuàv”, parola che rimanda al francese remuage” (quindi il riferimento al metodo classico è immediato), il nuovo gioiello di Tiare, prestigiosa azienda vitivinicola di Dolegna del Collio. E dove potevano debuttare queste bollicine, elegante sinfonia di Ribolla gialla, Sauvignon e Malvasia, se non al prossimo Vinitaly? Nell’attesa dell’importante e irrinunciabile appuntamento veronese, Roberto Snidarcig e la sua famiglia l’hanno presentato in anteprima alla Stampa agricola Fvg che ieri mattina ha tenuto proprio nella sede di località Sant’Elena a Vencò, dove il confine con la Slovenia “taglia” i vigneti, uno dei suoi tradizionali incontri di formazione e di aggiornamento sulle eccellenze agroalimentari che la nostra regione offre. Tra le quali la produzione vitivinicola riveste, indiscussa, un ruolo di primissimo piano.

“Remuàv”, metodo classico di Tiare.

E i vini di Tiare sono proprio fra queste eccellenze. A cominciare dal Sauvignon pluripremiato, campione del mondo a Bordeaux già dal 2014 e ripetutamente al vertice delle Guide, tanto che quella del Gambero Rosso – la più importante a livello internazionale – l’ha premiato con i Tre Bicchieri, il massimo riconoscimento, per la quinta volta consecutiva. Ma la rappresentanza dell’Arga Fvg – guidata dal presidente Carlo Morandini che con il segretario nazionale Unaga Gian Paolo Girelli ha fatto il punto sul gruppo di specializzazione giornalistica – ha avuto il privilegio di degustare anche altre perle della produzione di Tiare, tra cui il Pinuar (Pinot nero) – unico vino italiano premiato con medaglia d’oro nel 2017 al prestigioso concorso internazionale dei Pinot noire a Londra – e un eccezionale Merlot addirittura del 2002 che conserva ancora una sorprendente freschezza, un colore perfetto e un’armonica espressione dei suoi caratteri di grande rosso, purtroppo non sempre valorizzato come invece merita. Vini che sono stati accompagnati da una serie di piatti friulani preparati da Sandra, moglie di Roberto, che hanno ricevuto meritati apprezzamenti.

Pinot nero, Merlot e Sauvignon. 

Ma la vera sorpresa è stata appunto quella del nuovo spumante metodo classico che così arricchisce la già prestigiosa offerta di bollicine del Vigneto Fvg. Remuàv” è un vero e proprio concerto di aromi e profumi perché appunto riunisce il meglio di tre bianchi di prim’ordine: alla freschezza della Ribolla gialla, che sta registrando una importante affermazione anche come vino spumantizzato, si unisce infatti l’eleganza del Sauvignon, vitigno francese ma oggi friulano a tutti gli effetti per il perfetto acclimatamento e per la finezza dei suoi prodotti, tanto che il Fvg è stato nuovamente chiamato a ospitare, dopo pochissimi anni, l’ormai imminente Concorso mondiale di Udine. E poi c’è la Malvasia, istriana ma anche questa friulana di fatto, regina del Collio che regala bottiglie inimitabili. Le percentuali ovviamente sono “top secret”, ma quello che conta è il risultato: appunto uno spumante di gran classe che sicuramente farà il bòtto al Salone scaligero.

Dai vigneti di Tiare si vede Casteldobra, in Slovenia; sotto, Roberto col figlio Alessandro.

Una bella e importante lezione insomma per i giornalisti agricoli friulani in questa uscita nella piccola frazione di Dolegna dove il Collio improvvisamente si trasforma in Brda – compendio transfrontaliero candidato al riconoscimento Unesco, quale Patrimonio mondiale dell’Umanità -, tanto che proprio di fronte all’azienda si alzano le colline di Casteldobra, uno fra i più rinomati centri vitivinicoli della Slovenia. Molto interessante, infatti, ascoltare dalle parole di Roberto Snidarcig le tecniche innovative seguite già nel vigneto (una decina di ettari, dove primeggiano i vitigni bianchi), adottando fra l’altro la tecnica del sovescio per poter apportare una “concimazione naturale”. Ma anche nella vinificazione, a cominciare dalla vendemmia fatta in modo “scalare”  quando i grappoli attentamente monitorati – e qui per il Sauvignon c’è un’attenzione tutta speciale, premiata poi dai risultati – raggiungono il grado ottimale di maturazione. Un amore e una cura per la vigna e la cantina che Roberto sta trasmettendo, appassionandolo, al figlio Alessandro il quale studia Agraria ed Enologia a Cividale. Dopo tutto, sarà proprio lui un giorno a portare avanti Tiare e i suoi grandi vini che sicuramente mieteranno altri prestigiosi successi. Tanti auguri!

Infine, foto di gruppo dei giornalisti in visita alla cantina di Tiare, a Vencò.

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In copertina, Roberto Snidarcig brinda con il suo nuovo spumante metodo classico “Remuàv”.

(Contributo foto di Claudio Fabbro)

 

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