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di Giuseppe Longo

NIMIS – Alla fine, la classica ciliegina sulla torta l’ha posata “La Beorcje di Nimis”, la compagnia teatrale paesana che ha riproposto, dopo tre anni di assenza che parevano interminabili, una breve stagione. Grande ed entusiasmante il successo tanto nella serata inaugurale di ieri che nella replica di questo pomeriggio.
Un nuovo, importante segnale di ritorno, dunque, alla tanto auspicata normalità dopo la lunga e sofferta emergenza sanitaria con Nimis che in queste feste pasquali – concluse proprio oggi dalla Domenica in Albis – si è finalmente riappropriata delle sue tradizioni. Da sempre, infatti, le principali feste dell’anno liturgico, e Pasqua è certamente la più importante, vengono celebrate nell’antica Pieve dei Santi Gervasio e Protasio. Ma in questi anni le norme anti-Covid ne avevano richiesto il trasferimento nella molto più ampia la comparrocchiale di Santo Stefano, il Duomo, che dal 1969 sostituisce la indimenticata Chiesa di Centa, dalla quale ha pure ereditato il nome. E quindi la Domenica delle Palme, con la benedizione degli ulivi, il Miserere conclusivo della processione del Venerdì Santo e la Messa solenne del giorno di Pasqua. Poi, oltre ai riti della tradizione cattolica, anche due importanti momenti di riflessione, come la “maratona” orante di ventiquattro ore, cominciata il Giovedì Santo, e il concerto-meditazione che si era tenuto l’antivigilia delle Palme.


E proprio in questa occasione, il “Miserere”, l’antichissimo salmo penitenziale della Quaresima e soprattutto della Settimana di Passione, è stato il momento forte del concerto: un vero peccato per quel tempo pessimo che certamente non invogliava a uscire di casa. “Miserere mei Deus” è intitolato, infatti, il brano che è stato eseguito per la prima volta, proprio nella Chiesa matrice: la intensa composizione, per coro e fisarmonica Bayan, è opera del maestro Sebastiano Zanetti.
Aperta da un intervento della giovane fisarmonicista Lucia Comelli, allieva di Massimo Pividori – entrambi concittadini -, la serata si è sviluppata con suggestive musiche e appropriate letture di brani evangelici, tradotti in lingua friulana (leggibili anche direttamente su mega-schermo), in un itinerario che ha narrato tutta la Passione di Cristo, sostenuto con bravura dalla Corale “San Canciano”di Campoformido con alla fisarmonica lo stesso maestro Pividori. Bellissime le voci soliste di Martina Gorasso, Erica Zanin, Sebastiano Zanetti e Nicola Rossi, pure il direttore artistico di “Passio”, così era intitolata la serata di Nimis, inserita anche nel cartellone di “Paschalia Fvg 2023 – Passione & Resurrezione nella tradizione musicale”, rassegna giunta alla 13ma edizione. Il concerto ha visto l’esecuzione di espressive pagine di Jarre, Solotariow, Palestrina, Faurè e Bruckner, nonché dei friulani Jacopo Tomadini e Giovanni Battista Candotti. Proprio di quest’ultimo grande musicista codroipese, maestro di cappella del Duomo di Cividale (e del quale fu allievo prediletto appunto Tomadini), la vecchia Cantoria e successivamente la Coral des Planelis hanno sempre eseguito a Nimis il suo bellissimo “Miserere”. Ora ripreso proprio dalla composizione di Zanetti e interpretato dai coristi del “San Canciano” e dalla fisarmonica di Massimo Pividori.

Tanti segni, dunque, di ritorno alla normalità che proprio oggi, alla conclusione delle feste pasquali, era opportuno ricordare. Anche col pretesto del calore con cui Nimis ha voluto riabbracciare la sua compagnia teatrale dopo un triennio purtroppo senza voce. Un successo che sprona la “Beorcje” a fare ancora di più e meglio. Ma di questo torneremo a parlare, ritagliando uno spazio specifico per questo grande e atteso evento.

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In copertina, il maestro Massimo Pividori; all’interno, altre immagini del bellissimo concerto-meditazione.

 

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