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di Giuseppe Longo

Il Giro d’Italia sta per arrivare anche in Friuli Venezia Giulia, tanto che cresce l’attesa soprattutto per la mitica tappa del monte Zoncolan di domani e di quella, molto suggestiva, che domenica partirà dal centro storico di Grado per raggiungere Gorizia. Poi lunedì la partenza da Sacile alla volta di Cortina d’Ampezzo. E quando si parla della grande “corsa rosa” per chi se ne intende è automatico associarvi il ricordo di Giuseppe Cainero, il cui nome è rimasto legato a quegli anni  d’oro quando a correre su strade polverose o piene di fango e buche c’erano gli indimenticabili Gino Bartali e Fausto Coppi. L’ atleta del pedale, nato a Nimis nel 1932, èe morto a Venaria Reale, in Piemonte, nel 2020. E proprio oggi ricorre il primo anniversario della sua scomparsa, nel pieno sviluppo della corsa ciclistica ritornata alla sua collocazione tradizionale di maggio, dopo lo spostamento a ottobre che l’anno scorso era stato necessario a causa dell’emergenza sanitaria.
Professionista dal 1956 al 1961, Pino Cainero fu uno dei “gregari” del leggendario Fausto Coppi. Anzi, fu lo stesso Campionissimo a volerlo a tutti i costi tra le file della Carpano, nel 1956, in particolare per le sue doti di passista-scalatore. In quella stessa stagione, venne selezionato anche per partecipare al Giro d’Italia che concluse superando l’epica tappa con arrivo sul Monte Bondone, sopra Trento. Una vittoria di prestigio tra i professionisti: la “Meisterschaft von Zürich” (il Campionato di Zurigo), importante corsa ciclistica elvetica, nel 1958. Nel 1961, la fine della carriera agonistica e il ritorno a Venaria, cittadina a due passi da Torino, dove vinse il concorso per diventare agente di polizia urbana della quale fu anche comandante, ruolo che mantenne fino all’ultimo giorno di lavoro, nel 1994. Malato da tempo, Pino Cainero è mancato il 21 maggio di un anno fa, nella settimana in cui, ironia della sorte, si sarebbe dovuta aprire una mostra in suo onore, in occasione del passaggio del Giro d’Italia per le strade di Nimis, paese che ricordava con sentimento ed affetto. Ed era stata la figlia Gisella a comunicare la triste notizia al paese, tramite un messaggio all’assessore Fabrizio Mattiuzza: «Papà ha raggiunto il suo ultimo traguardo».
Come è noto, stavolta il Giro non toccherà Nimis, ma il ricordo di Giuseppe Cainero aleggerà in un altro paese del Friuli. La sua figura di grande sportivo sarà infatti rievocata da Dino Persello nella serata che oggi animerà a Tramonti di Sopra, dove l’attore di San Daniele avrà al suo fianco anche due altri bravi professionisti: Andrea Binetti (tenore del Teatro Verdi di Trieste: la voce delle canzoni d’epoca) e Teo Luca Rossi (Conservatorio di Como: la voce del pianoforte). Lo spettacolo è intitolato “Il ciclismo è Poesia”, proprio come quello che Persello aveva proposto nello scorso ottobre a Nimis, rendendo appunto omaggio a Giuseppe Cainero, nel suo paese d’origine.

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In copertina, Giuseppe Cainero vittorioso a Zurigo e qui sopra con il leggendario Fausto Coppi.

 

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