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di Giuseppe Longo

AQUILEIA – Tra i preziosi reperti dell’antica Roma e le suggestioni dell’età patriarcale espresse dal possente campanile della Basilica poponiana: ad Aquileia, in questa meravigliosa cornice storica che riporta ai fasti dell’antichità, ha trovato perfetta ambientazione il concerto, diretto da Carlo Grandi, che ha chiuso la prima fase del Festival Schippers. Filo conduttore un tema affascinante e molto apprezzato dal folto pubblico che ha assistito alle quattro rappresentazioni programmate: “Creatività e stravaganze Barocche”.

E fra pochi giorni l’Orchestra “Thomas Schippers” darà vita alla seconda parte della manifestazione che sarà dedicata al repertorio romantico mitteleuropeo, con musiche di Johannes Brahms, Max Reger e Richard Strauss, ma che avrà come perno centrale del cartellone la celebre “Cavatina” dal quartetto per archi opera 130 di Ludwig van Beethoven (il violinista Ignaz Schuppanzig, originario del Collio, ne fu primo esecutore assoluto) con una collocazione geografica appartenente al cuore della Mitteleuropa. La terza parte, infine, presenterà le Sinfonie di Ignazio Saverio Gobbi, Antonio Salieri e Wolfgang Amadeus Mozart, proponendo composizioni del periodo Classico sull’asse Gorizia-Vienna. Per un totale, come è noto, di dodici concerti (quattro per ogni produzione).

Anche l’applauditissimo concerto ospitato nella bella sala del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, appunto tra le vestigia dell’impero romano, si è aperto con un dolce mottetto scritto da Jacobus Gallus, compositore sloveno del tardo Rinascimento (1550-1591), per regalare poi una bellissima sinfonia di Giuseppe Tartini (1692-1770), il Genio di Pirano. Spazio quindi a ben quattro brani del francese Jean Philippe Rameau (1683-1764), del quale la celebre Danza dei selvaggi ha chiuso con successo il matinée. Ma nella seconda parte del concerto, il pubblico è stato “trasportato” tra le singolari avventure di Don Chisciotte e personaggi vari, interpretate con brio ed efficacia dalle note di George Philipp Telemann, ancora di più apprezzate grazie alle spiegazioni (come per tutti gli altri brani) del maestro Grandi che in ogni occasione regala al pubblico una sorta di coinvolgente “lezione-concerto”. Molti i consensi anche nella città romana alla formazione d’archi, con aggiunta di chitarra e percussioni, formata da Laura Grandi, Marco Favento, Daniel Longo, Lucia Premerl, Lorenzo Mian e Simonetta Fumiato (violini); Rachele Castellano e Giovanni Boscarato (viole); Massimo Favento e Katja Panger (violoncelli); Marco Abbrescia (contrabbasso); Valentina Roselli (chitarra) e Francesco Pandolfo (percussioni).

Ricordiamo infine che, pure in quest’ultima occasione (le precedenti era state a Muggia Vecchia, Gradisca d’Isonzo e Tarvisio), il direttore artistico ha sottolineato come la nuova iniziativa dell’Orchestra “Thomas Schippers”, messa in atto attraverso l’omonima associazione presieduta dall’avvocato Cristiano Gobbi, s’inserisca nel filone delle iniziative programmate in vista di Go!2025, vale a dire Nova Gorica-Gorizia Capitale europea della Cultura, dando vita a questo importante progetto musicale, come detto, in dodici tappe che beneficiano in primo luogo del sostegno della Regione Fvg e della Fondazione Carigo. “Un’irripetibile occasione – ha osservato Carlo Grandi – per creare delle nuove sinergie artistico-culturali nella città di Gorizia e in tutto il suo territorio”. E ora comincia il conto alla rovescia per la seconda parte del Festival Schippers, della quale riferiremo in dettaglio nei prossimi giorni.

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In copertina e qui sopra, la Basilica patriarcale di Aquileia e statue romane al Museo Archeologico Nazionale; all’interno, alcune immagini del bellissimo concerto barocco diretto dal maestro Carlo Grandi dinanzi a un folto pubblico.

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