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di Mariarosa Rigotti

“Friuli terra di confine e di intrecci linguistici”. Così titola l’incontro, a ingresso libero, previsto per stasera, alle 20.30, al Teatro Miotto di Spilimbergo. L’appuntamento è proposto nell’ambito del festival “Come l’acqua de’ fiumi”, promosso dall’Istituto musicale “Guido Alberto Fano”, che si snoderà fino al 27 giugno sviluppando il tema «dell’intreccio, tra arte, linguaggio, cultura, società». A condurre l’evento ci sarà il giornalista Walter Tomada (direttore della rivista “La Patrie dal Friûl”) e sarà animato dagli antropologi Stefano Morandini e Alessandro Monsutti, da Lara Černic, insegnante e mediatrice linguistica, e Fabrizio Colloredo, dell’associazione Età dell’acquario. Ne anticipa i contenuti il rapper e musicista Dj Tubet pure protagonista della serata: «Si tratterà di un vero e proprio varietà dove il pubblico viaggerà attraverso la nostra regione esplorando le sue identità linguistiche e scoprendo tutta la ricchezza di una comunità che trova nel plurilinguismo il passaporto perfetto per l’Europa».

I fisarmonicisti di Tarcento.

Massimo Pividori

L’evento sarà impreziosito dalle musiche del Gruppo fisarmonicisti di Tarcento Ensemble Flocco Fiori – coordinato e diretto dal maestro Massimo Pividori – e del quintetto di ottoni SiBrass dell’Accademia di musica di Lubiana. Ma non è finita qui. Infatti, l’incontro offrirà anche l’occasione per l’anteprima del documentario “Oltre la cortina” realizzato dai citati Morandini e Mansutti, e dedicato agli anni della Guerra Fredda in Friuli Venezia Giulia.
E a proposito di stasera, il rapper di Nimis, al secolo Mauro Tubetti, sottolinea: «Sono orgoglioso di prendere parte alla serata “Friuli terra di frontiera e d’intrecci linguistici” e ringrazio l’Istituto Fano per avermi coinvolto a intrecciare esperienze e contatti anche a livello organizzativo. La serata presenta un format dal ritmo televisivo multidisciplinare con contributi video, di ricerca, musicali giovanili ed ensemble orchestrali originali». Inoltre, Tubet evidenzia che l’incontro «mette in luce una varietà di vissuti del popolo friulano che nella propria lingua sviluppatasi a partire dal latino rustico aquileiese, mescolato a elementi celtici, a cui si sono poi aggiunti numerosi elementi slavi e germanici, è già di per sè una testimonianza di questo intreccio di popoli. E’ nella storia recente e nel taboo dei confini delle servitù militari e delle logiche della “guerra fredda” che si insinuano la forza e il riflesso dei confini sul destino dei friulani». E  il rapper conclude sottolineando:«La serata sarà sicuramente in grado di mettere in luce gli aspetti di contatto nella cultura e nella musica, ma anche di dare una nuova definizione dei confini creando una sinergia che in Friuli è unica. Siamo il centro degli snodi della storia europea non la periferia d’Italia e le esperienze che andranno in scena ne daranno conferma positiva».

Il Dj Tubet.


Dj Tubet, parlando di confini, conta su un’esperienza di vita a Nimis, paese vicino alla Slovenia, nelle Valli del Torre, con alle spalle l’infanzia trascorsa proprio nel periodo della “cortina di ferro”. «In generale, le frazioni della parte montana del mio Comune sono, quantomeno per origine, riconducibili all’area linguistica del sistema dialettale sloveno, mentre quelle in pianura, o più prossime ad essa, a quella friulana». E va tra l’altro ricordato che, oltre all’impegno di stasera, domani, 25 giugno, alle 21, il musicista nimense sarà in piazza Tarabane, a Rivignano, in occasione de la “Fieste de Patrie dal Friûl”.
Tubet dunque con un contributo rapper, mentre restando ancora al programma musicale l’Ensemble Flocco Fiori proporrà una fiorita di villotte friulane. Queste, viene spiegato dalla stessa formazione, «rappresentano, attraverso il fenomeno dell’emigrazione, la contaminazione del popolo friulano con i luoghi oltreconfine». Nell’occasione, si applaudirà anche “La cortesane”, ballo tipico della vallata del Torre rielaborata per fisarmonica classica dallo stesso maestro Massimo Pividori, che non per nulla è pure lui di Nimis, e “Ungaresca” melodia tratta dal libro dei balli di Giorgio Mainerio e rielaborata da Lajios Bardos e Davide Liani, riadattata per insieme di fisarmoniche.
E poi si ricorda ancora il Dj Tubet che vanta un’esperienza artistica è di rap/reggae in “marilenghe” con recupero delle tradizioni friulane, oltre che le improvvisazioni e gli intrattenimenti freestyle. E, a questo riguardo, stasera proporrà il brano pure “No Borders” con Lara Černic. «Una poesia rap sui confini con le lingue dei confini della mia regione: tedesco, friulano, sloveno e inglese… Un incontro linguistico su una produzione al confine tra trap, breakbeat e reggae dub». La Černic proporrà anche due brani in lingua slovena. La sua voce sarà accompagnata dal musicista, compositore e cantante Aljoša Saksida.
Inoltre, parlando ancora dell’aspetto musicale della serata va, appunto, ricordata la presenza del Neobrass Brass Quintet, composto da studenti dell’Accademia di musica di Lubiana: i trombettisti Jernej Maček e Kristjan Zupan, della classe di Franc Kosem; il cornista Marko Arh, che ha studiato con Boštjan Lipovšek; il trombonista Žan Kopše, allievo di Dušan Kranjc; e il suonatore di tuba Uroš Menegatti, uno studente del secondo anno nella classe di Roland Szentpáli. Va aggiunto che, sotto la guida di Jure Gradišnik, il quintetto è arrivato primo nella categoria di età più alta al concorso Temsig (Giovani musicisti della Slovenia) dello scorso anno, ricevendo una targa d’oro. Nel 2020 il quintetto ha tenuto concerti a Lubiana, Celje, Koper e Slovenske Konjice in collaborazione con il gruppo Jeunesses Musicales Slovenia.

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In copertina, Massimo Pividori e Dj Tubet in una foto scattata una decina di anni fa nella loro Nimis.

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