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(g.l.) E così anche il “Perdòn di Barbana” 2021, anno secondo della pandemia, è passato agli archivi. Infatti, Grado ha rivissuto ieri la sua tradizione più bella, dovendo però ancora fare i conti con le limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria, sebbene sia decaduto da alcuni giorni l’obbligo della mascherina anti-contagio all’aperto. Per cui c’è da sperare che, almeno nel 2022, la sentita manifestazione possa ritrovare i ritmi che la contrassegnavano prima che sulle nostre vite si abbattese il ciclone Coronavirus.

«Si è rinnovato a Grado il rito del “Perdòn di Barbana” che si ripete ogni prima domenica di luglio dal lontano 1237, come ringraziamento alla Madonna per aver salvato il paese da una terribile epidemia di peste. Quasi d’obbligo un parallelismo con la pandemia e una riflessione sulla necessità, non più procrastinabile, di salvaguardare non solo le nostre tradizioni e la nostra cultura, ma anche le nostre eccellenze naturalistiche di cui fanno parte di diritto la Laguna e l’Isola di Barbana», ha detto l’assessore al Patrimonio del Friuli Venezia Giulia, Sebastiano Callari, a margine della processione votiva con le barche della comunità gradese a Barbana dove è stata celebrata la messa di ringraziamento da monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, arcivescovo metropolita di Gorizia. Al rientro a Grado, la celebrazione si è poi conclusa sul sagrato della Basilica di Sant’Eufemia con l’atto dell’affidamento alla Vergine Maria e la benedizione solenne impartita dall’arciprete monsignor Michele Centomo.

«In questo momento storico – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – la processione del “Perdòn”, in un luogo meta di culto ma anche simbolo della natura, ci invita a compiere una riflessione e a interpretare questo atto devozionale anche come richiesta di perdono per ciò che l’uomo, nel tempo, ha causato agli ambienti naturali. Salvare la naturalità di un luogo come Barbana è un atto importante soprattutto in un contesto pandemico». La presenza dell’assessore Callari, in rappresentanza dell’istituzione regionale, ha voluto significare la consapevolezza dell’Amministrazione del Friuli Venezia Giulia in termini di impegno in difesa dell’ambiente e sulla necessità di una vera riconversione ecologica. Sulla motonave Colombo, Callari ha preso parte alla processione votiva che ha visto il trasporto della statua della Madonna con un suggestivo corteo di barche dal Porto di Grado all’isola di Barbana, dove sorge l’antico Santuario mariano, attraversando la laguna tra le tradizionali note della Banda cittadina. «Un rito commovente – ha concluso Callari – che coniuga spiritualità e natura».
Come sempre, la giornata del “Perdòn” era stata preceduta dal cosiddetto “Sabo grando”, cioè l’importante vigilia di attesa fatta ancora di riti nella Basilica patriarcale, ma anche di momenti folclore isolano soprattutto tra calli, campi e campielli della città vecchia, il “castrum gradense” che ha rivissuto una pagina di storia e tradizione nata quasi otto secoli fa.

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In copertina la processione di barche in arrivo a Barbana; all’interno, il corteo aperto dal gonfalone municipale e le autorità cittadine con l’assessore Callari durante il rito sull’isola mariana.

(Foto Regione Fvg)

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