Bellissima e intensa proposta musicale questa sera a Grado, nella splendida cornice della Basilica patriarcale di Sant’Eufermia, a cura dell’Associazione culturale “Musica Viva” e del Comune isolano, col sostegno della  Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (assessorati Cultura e Turismo) e della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia. Nell’ambito di “Musica a 4 Stelle 2019” – (XXXV edizione), ci sarà infatti, con inizio alle 21, il “Quartetto per la fine dei tempi” di Olivier Messiaen, opera scandita in otto movimenti:

    • Liturgia di cristallo
    • Vocalizzo per l’Angelo che annuncia la fine del Tempo
    • Abisso degli uccelli
    • Intermezzo
    • Lode all’Eternità di Gesù
    • Danza furiosa per le sette trombe
    • Vortice d’arcobaleni per l’Angelo che annuncia la fine del Tempo
    • Lode all’Immortalità di Gesù.

Protagonista l’“American Free Stamp quartet”, formato da: Susan Britton, violino; Amitai Vardi, clarinetto; Linda Atherton, cello; Shuai Wang, piano. Voce recitante: Leonardo Tognon.

Olivier Messiaen 

Una delle più importanti ed intense pagine della letteratura musicale di ogni tempo sarà dunque protagonista del terzo appuntamento di “Musica a 4 Stelle”, la stagione concertistica giunta quest’anno alle sua trentacinquesima edizione, e  che si articola lungo l’ intero arco dell’ estate a Grado all’insegna della qualità. Il grande compositore francese venne internato dai nazisti in campo di concentramento, anche se di credo cattolico, e ben consapevole del destino di milioni di morti nelle camere a gas, offrì a Dio la propria esortazione attraverso i quadri del Nuovo Testamento, ovvero intitolando la sua opera “Quartetto per la Fine dei Tempi” che stava a significare la fine di ogni cosa logica.
Quando nel settembre del 1939 la Francia entrò in guerra, Messiaen fu chiamato alle armi e pochi mesi dopo, nel maggio del ’40, durante un’offensiva tedesca venne catturato dal nemico. Insieme ad altri prigionieri fu trasferito nel campo di concentramento Stalag VIII-A di Görlitz (al confine Sud-Ovest della Polonia), dove rimase per un anno. L’ufficiale responsabile dello Stalag era un appassionato di musica e, venuto a sapere delle competenze di Messiaen (come di altri tre prigionieri musicisti), lasciò lavorare il compositore in vista di un concerto al campo. Messiaen così scrisse per i musicisti conosciuti durante la prigionia (un violoncellista, un violinista e un clarinettista) dapprima un breve trio (confluito successivamente nell’opera come quarto movimento) e poi, con l’aggiunta di un pianoforte (suonato da Messiaen stesso), realizzò il Quartetto.
Il Quatuor pour la fin du temps fu portato a termine agli inizi del nuovo anno ed eseguito il 15 gennaio del ’41, in un edificio del Lager che veniva usato come auditorium, di fronte ai prigionieri dello Stalag VIII-nessuno dei tre era un musicista professionista. I nazisti permisero a Pasquier di acquistare un violoncello da un liutaio di Görlitz grazie a una colletta tra i prigionieri e il pianoforte su cui suonò Messiaen era talmente vecchio e malmesso che ogni tanto i tasti, una volta premuti, restavano abbassati. La leggenda secondo cui il violoncello di Pasquier avesse solo tre corde fu messa in giro dallo stesso Messiaen, probabilmente per illustrare le difficoltà che i quattro esecutori dovettero incontrare, ma è stata più volte smentita dallo stesso Pasquier.

L’esecuzione per il concerto di Grado sarà a cura dello straordinario quartetto Usa “American Free Stamp Quartet” composto appunto da Susan Britton, violino; Amitai Vardi, clarinetto; Linda Atherton, cello; Shuai Wang, piano, musicisti coaudiuvati dalla voce recitante del gradese Leonardo Tognon.

La formazione è davvero di grande prestigio e il suo nome vuole rappresentare l’idea della libertà; a Cleveland, città di provenienza, lo scultore Claes Oldenburg ha realizzato un’opera raffigurante un enorme timbro che stampa sulla terra il motto “libertà”, ed il quartetto pertanto porta in giro per il mondo la musica di Messiaen come un messaggio di speranza. L’ ascolto del quartetto per la Fine dei Tempi non è certo facile, ma l’appuntamento è davvero importante e il direttore artistico della rassegna Giorgio Tortora ritiene che Grado possa tornare al prestigio di un tempo, proprio con queste manifestazioni di grande livello, trovandosi perfettamente in linea con l ‘assessorato alla Cultura dell’ Isola (retto da Sara Polo) che, con le mostre dedicate a Medea e alle esposizioni pittoriche del ‘900 italiano, dimostra di credere nel cosiddetto “turismo culturale”. Come detto, l’appuntamento è quindi stasera, alle 21, nella Basilica di Sant’Eufemia.

La storica Basilica di Grado.

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In copertina, ecco la celebre opera-timbro con la scritta Free (Libertà).

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