di Giuseppe Longo

Primo fra tutti a tagliare il nastro inaugurale a San Giuseppe – vi ricordate che freddo e che nevicata! – era stato Bertiolo, poi aveva fatto seguito Casarsa della Delizia e quindi Corno di Rosazzo, due località delle Grave e una dei Colli orientali.
E adesso è di nuovo la volta delle colline friulane perché, proprio oggi, s’alza il sipario sulla regina delle Feste del vino, anzi di più: è la Fiera regionale dei vini (autoctoni, peraltro), una sorta di Vinitaly in chiave Friuli Venezia Giulia.
Infatti, se la rassegna veronese di primavera è preceduta da un enorme interesse su scala internazionale, perché rappresenta un po’ il “barometro” dell’enologia del Belpaese – e per contare ormai bisogna esserci -, la mostra-concorso di Buttrio, fatte le debite proporzioni, è parimenti attesa a livello regionale, perché è in grado di darci importanti indicazioni sul mercato del momento e in divenire, ma soprattutto sulla qualità.
E quest’ultima, assicurano gli esperti di Vinibuoni d’Italia che hanno condotto le degustazioni, è ai massimi livelli, soprattutto per quanto riguarda i bianchi e i loro uvaggi.
Provare per credere!

La cerimonia ufficiale d’apertura è fissata per questo pomeriggio, alle 18.30, nella consueta cornice di villa di Toppo Florio, e darà il via alla 86° edizione.
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Rose e vigneti nei pressi di villa di Toppo Florio, sede della Fiera vini.
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Sì, proprio così tante perché questa è la Festa del vino più antica d’Italia.
Un bel primato, indubbiamente, e un vanto “par chei di Buri”.
Ma facciamo un passo indietro, con una puntatina nella storia remota.
La vite e il vino in Friuli Venezia Giulia, infatti, sono stati protagonisti indiscussi fin dall’antichità.
Il “Pucino” – l’avevamo sottolineato anche pochi giorni fa parlando della Doc Friuli Aquileia – era apprezzato al tempo dei Romani; mentre nel Medioevo la Ribolla era nota sia ai luogotenenti della Serenissima Repubblica di Venezia sia a quelli filoaustriaci al soldo dei Conti di Gorizia.
Nel 1689 il Terrano era uno dei vini più apprezzati nei Paesi tedeschi.

E sul finire del XVII secolo l’abate Giobatta Michieli cantava le lodi del Pignolo mentre, nella seconda metà del ‘700, il conte Fabio Asquini promuoveva il suo Picolit, da sempre re dei vini del Friuli.

Particolare dei grappoli in formazione: daranno grandi Vini!

Così, grazie alla guida agli autoctoni ViniBuonid’Italia e alla Fiera di Buttrio, in calendario appunto da oggi a domenica 10 giugno, gustare un buon calice di Malvasia o Tocai (scusate, Friulano!), di Forgiarin o Terrano…,  sarà un po’ come ripercorrere la storia e le tradizioni più genuine della nostra bellissima regione. Scoprendo anche nuovi abbinamenti cibo-vino poiché, oltre al ricco banco di degustazione, la Fiera di Buttrio propone i “paralleli del gusto” guidati dal curatore nazionale di ViniBuoni, Mario Busso, assieme a Cristina Burcheri, Liliana Savioli e Stefano Cosma.  Un esempio?
Il tradizionale parallelo vino-pesce che invece sposa i bianchi nostrani a piatti d’ispirazione prettamente piemontese: bagnacauda con patate e Friulano, vitello tonnato con peperoni e Malvasia, acciughe in verde e Ribolla gialla.
Il programma completo della Fiera regionale dei vini di Buttrio si trova sul sito: www.buri.it
Come avviene da alcuni anni a questa parte, i produttori che giungono al banco degustazione di villa di Toppo-Florio hanno passato le severe selezioni della guida ViniBuonid’Italia Touring Club Italiano. Selezioni che si sono tenute dal 23 al 26 maggio scorsi, sempre a Buttrio, e che hanno visto le tre commissioni “capitanate” dallo stesso Mario Busso assieme ai coordinatori regionali Cristina Burcheri, Luisa Alzetta e Stefano Cosma.
Grazie all’ottimo servizio della Pro loco Buri, sono stati assaggiati, rigorosamente alla cieca, circa 750 vini, inviati da oltre 150 aziende di tutte le Doc e Docg del Friuli Venezia Giulia. Le commissioni di degustazione, che si sono fregiate della partecipazione di esperti del mondo enologico regionale, hanno scelto una novantina di cantine che saranno rappresentate alla Fiera di Buttrio con una, due o tre etichette diverse.
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Bel connubio tra rigogliosi limoni e i vigneti di Buttrio.
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Oltre agli immancabili Friulano e Ribolla, Refosco e Pignolo… si potranno assaggiare Tazzelenghe e Traminer, Terrano e Vitovska, Ocelot e Refoscone di aziende storiche e di nuove emergenti realtà.
Pur non potendo ancora esprimersi sui nomi delle aziende che avranno uno o più di un vino alla finale di luglio che decreterà i vini “coronati”, la guida ViniBuonid’Italia fa sapere che, anche quest’anno, il livello qualitativo in Fvg è stato decisamente alto e un’ottima impressione l’ha fatta l’annata 2017 del Friulano e della Malvasia, nonché la cura espressa, come dicevamo all’inizio, negli uvaggi bianchi.
Tra le uve a bacca rossa, sono stati molto apprezzati, invece, Schioppettino – appena superfesteggiato nella sua Prepotto – e Pignolo di diverse annate.
Davvero impareggiabili anche alcuni vini passiti, sia a base Picolit che Verduzzo. Per altre informazioni sulla guida ViniBuonid’Italia: www.vinibuoni.it
Ricordiamo, infine, che la Fiera regionale dei vini di Buttrio aveva avuto qualche giorno fa un’anteprima per la stampa a Udine.
Dove è emerso che la promozione all’estero del Friuli Venezia Giulia dovrà passare attraverso un pacchetto Fvg unitario che racchiuda sotto un’unica proposta di marketing territoriale l’offerta turistica e agroalimentare.
L’ha sottolineato – come ci informa una nota della Regione Fvg – l’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier,  il quale ha indicato questa impostazione come linea guida da seguire nei prossimi anni in materia di promozione del territorio.
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Una distesa di pregiati vigneti ancora sui colli di Buttrio.
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L’assessore ha osservato come proprio questo evento buttriese sia un esempio di come “attorno ad una fiera regionale dedicata al prodotto vitivinicolo si presentino una serie di iniziative che non sono solo riferite al vino ma, all’interno di un contenitore già costituito, offrono una proposta unitaria di marketing del territorio”. “La multidisciplinarietà nel marketing è fattore indispensabile”, ha aggiunto Zannier, rilevando che “la vera sfida è far comprendere agli attori dell’agroalimentare, ma non solo, che il Friuli Venezia Giulia necessita di una promozione complessiva che deve guardare ai mercati esteri con proposte a pacchetto”.
“Il nostro pacchetto sarà il Friuli Venezia Giulia – ha specificato Zannier – all’interno del quale ci sarà la promozione del turismo, con la montagna e il mare, dell’agroalimentare e del territorio. Dovremo uscire all’estero con un nome unico che è, appunto, quello di Friuli Venezia Giulia”.
Questa visione non si traduce nella creazione di un organismo nuovo di promozione, come ha voluto chiarire ancora Zannier, ma piuttosto in un marchio che promuova la visione completa dei prodotti e del territorio regionale e faccia da sintesi nelle proposte internazionali.
L’agroalimentare e il territorio sono, in questa visione, il sostegno più forte all’offerta delle destinazioni turistiche.
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La fioritura è finita in anticipo: ecco i nuovi grappoli d’uva.
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In apertura di conferenza stampa,  Zannier aveva garantito che “non è necessario cancellare qualunque cosa buona sia stata fatta”, ma prevarranno l’ascolto e la collaborazione.
Sul solco di una medesima visione aggregativa si muove questa edizione della Fiera regionale dei vini che, accanto alle eccellenze vitivinicole del Friuli Venezia Giulia, farà da vetrina anche alle migliori proposte dal resto d’Italia.
Saranno inoltre presenti i birrifici artigianali, l’allevamento caprino e la sua particolare filiera (con il marchio di aggregazione Cuore caprino) e la Pezzata rossa italiana.
All’incontro erano presenti anche Emilio Bardus, presidente della Pro Buri, Valter Pezzarini, presidente del Comitato regionale Pro loco, Tiziana Pittuelli, responsabile marketing Fvg di Despar, Antonella Lovisa, cooperativa Vitis di Rauscedo, Giorgio Sincerotto, sindaco di Buttrio, Sergio Paroni, rappresentante della Banca popolare di Cividale, e Michele Biscardi, presidente della Fondazione Italiana Sommellier Fvg.
E ora che la Festa cominci, sperando ovviamente nella clemenza del tempo.

In alto i calici con i grandi vini che Buttrio ci promette!

replicato in copertina : Suggestivo scorcio di vigneti a Buttrio sulle colline del castello.

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