di Giuseppe Longo

A guardarlo adesso, attraccato al molo Audace, appare ancora più colossale di quanto ci appariva dal suo solito alloggiamento. E’ Ursus, il ciclopico pontone galleggiante in ferro – una mega-gru portuale -, costruito nel lontano 1913, alla vigilia della Grande Guerra, quando Trieste faceva ancora parte dell’Impero asburgico. Un prezioso “pezzo” di archeologia industriale che ha lasciato temporaneamente il molo Quarto per fare bella mostra di sé proprio di fronte a piazza Unità d’Italia, cuore pulsante della città capoluogo del Friuli Venezia Giulia . Ma non per rimanere semplicemente esposto in un luogo privilegiato, di fronte a una piazza con affaccio sul mare che non ha uguali in tutta Europa – e forse in tutto il mondo –, bensì per essere protagonista di “Mare Nordest”, la manifestazione cominciata proprio oggi e che si protrarrà fino a domenica per richiamare l’attenzione sulla tutela di quel bene inestimabile che è appunto il mare. E che per fortuna è ancora in buona salute, come testimoniato dalla recente conferma delle “bandiere blu” alle nostre spiagge, da Grado a Lignano e a quelle minori. Un motivo in più, dunque, per amarlo e difenderlo.

Un’inquadratura del maestoso Ursus.

Tutelare l’ambiente per consegnare alle prossime generazioni un mondo più sano, ma anche per valorizzare un elemento chiave che, in Friuli Venezia Giulia forse più che altrove, vanta un legame strettissimo con la cultura e con l’economia del territorio. E’ infatti questo il messaggio che l’Amministrazione regionale ha voluto portare – attraverso il governatore Massimiliano Fedriga e l’assessore alle Autonomie Locali, Pierpaolo Roberti – all’inaugurazione di “Mare Nordest”: la kermesse, di cui Regione Fvg è co-organizzatrice, che appunto in questi tre giorni animerà le rive di Trieste con numerose iniziative didattiche, sportive – sono previsti tuffi spettacolari proprio dall’insolito “trampolino” di Ursus, da un’altezza di ben 27 metri! – e ricreative aventi, quale comune denominatore, proprio la difesa delle acque.
Nella visione dell’Esecutivo, l’uomo ha il compito di ergersi a protagonista nella salvaguardia del patrimonio ambientale attraverso un approccio non ideologico bensì pragmatico: gli ingenti danni causati dal maltempo in montagna a ottobre e novembre 2018, è stato ricordato, dimostrano infatti quanto sia importante non abbandonare la natura a se stessa, ma agire affinché essa possa svilupparsi in modo armonioso con la comunità.

Obiettivi sui quali la Regione non è solo vigile, ma attiva interprete. Se da un lato, in attuazione dell’Agenda 2030 sottoscritta dai Paesi membri dell’Onu, è iniziato il percorso per la predisposizione della “Strategia regionale di sviluppo sostenibile”, tante sono le iniziative già attuate. Tra esse- come ricorda una nota di Arc -, il Piano regionale Mobilità elettrica, che prevede l’impiego nella pubblica amministrazione di veicoli a emissioni zero e l’installazione di colonnine di ricarica, nonché i finanziamenti previsti con la legge di stabilità 2019 per promuovere progetti di rigenerazione, riuso e riciclo dei rifiuti, ma ha anche l’obiettivo di fare del 2020 l’anno della svolta “plastic free”. A ciò si aggiunge il processo per rendere l’aeroporto del Fvg, a Ronchi dei Legionari, il primo scalo internazionale in Italia e in Europa totalmente “energy free”, in cui l’energia consumata sarà interamente prodotta da pannelli fotovoltaici.
Ma tutto questo, lodevolissimo, si vedrà nel tempo. Per ora godiamoci lo spettacolo di Ursus che domina il Golfo di Trieste, questo specchio di mare Adriatico che tutti dobbiamo sentirci impegnati ad amare e a rispettare. E l’iniziativa partita oggi ha proprio l’obiettivo di richiamarne l’attenzione.

Piazza Unità d’Italia cuore di Trieste e sotto Ursus al molo Audace.

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In copertina, ecco Ursus, la storica gru portuale, vista dalle Rive.

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