di Giuseppe Longo

Era esattamente un secolo fa, il 23 novembre 1919, quando i bagliori della Grande Guerra erano ormai spenti, e stava tramontando un’epoca, che a Gorizia, nasceva la Società filologica friulana, benemerito sodalizio che da sempre, tra i suoi obiettivi statutari, ha la salvaguardia della lingua e della cultura del Friuli storico, della nostra “piccola patria”. Un’area che comprende anche l’Isontino che per secoli aveva fatto parte dell’Impero asburgico e che proprio cent’anni fa stava cominciando una nuova esperienza, all’interno del Regno d’Italia che già dal 1866 aveva inglobato il resto del Friuli.
L’associazione fu intitolata al glottologo goriziano Graziadio Isaia Ascoli, mentre primo presidente fu Giovanni Lorenzoni che assieme ad altri illuminati esponenti della cultura friulana come Bindo Chiurlo, Ugo Pellis ed Ercole Carletti aveva dato origine all’associazione, la cui sede fu stabilita a Udine, “capitale” del Friuli. «I soi nassût a Guriza di gjenitôrs israelits, i soi fî dal Friûl e mi glori di chest» (Sono nato a Gorizia da genitori israeliti, sono figlio del Friuli e mi glorio di questo), diceva di sè Ascoli, che fu anche senatore del Regno.

Ugo Pellis


Ed è proprio a Ugo Pellis che è dedicata la odierna giornata commemorativa che la Filologica – presieduta da Federico Vicario – ha organizzato a Gorizia nel giorno del Centenario di fondazione. Oggi presenterà infatti in anteprima al Kinemax di piazza Vittoria, ai piedi del Castello, alle ore 17.30, il documentario “L’Atlante della Memoria”, per la regia di Dorino Minigutti. La proiezione seguirà la cerimonia ufficiale dedicata all’importante anniversario che si terrà invece, alle 15.30, nella sede della scuola di danza Tersicore, già aula del Consiglio comunale.
Come ricordavamo pochi giorni fa, il film si ispira alla vita e all’opera del linguista originario di Fiumicello che fu, appunto, tra i padri fondatori della Filologica e ad inizio ’900 attraversò l’Italia per realizzare una delle più importanti inchieste dialettologiche mondiali, quella dell’Atlante Linguistico Italiano: per meglio documentare il materiale linguistico scattò oltre 7 mila fotografie, costruendo così un eccezionale archivio visivo che racconta la vita quotidiana nell’Italia ‘minore’ – Friuli e Sardegna specialmente – durante gli anni Venti e Trenta del Novecento. Sarà il giornalista Nicola Cossar a dialogare con il regista approfondendo la tematica affrontata e in particolare la figura di Ugo Pellis. Proprio in questa giornata particolare che segna, appunto, il primo centenario della Società Filologica Friulana che tanta strada ha compiuto in questo secolo a difesa della storia, della cultura, delle tradizioni e quindi della parlata – da molti anni ormai tutelata ufficialmente come lingua minoritaria – del nostro Friuli che, per questo, le è grato. E il cammino da compiere resta ancora lungo, a beneficio delle nuove generazioni. Tanti auguri, Filologica!

Il Castello simbolo di Gorizia.

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In copertina, Graziadio Isaia Ascoli al quale è intitolata la centenaria Società Filologica Friulana.

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