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Attesa in esclusiva per il Triveneto domani e sabato, al Teatro Verdi di Pordenone (inizio ore 20.30), l’innovativa rilettura di un grande classico come “Il gabbiano” di Anton Čechov a firma del giovane regista Leonardo Lidi (classe 1988), che ha saputo imporsi in questi anni sulla scena teatrale italiana con versioni potenti ed originali di grandi autori classici. Con “Il gabbiano”, per la prima volta Lidi dirige un testo di Čechov, primo tassello di una futura trilogia: un dramma delle illusioni perdute, che è lo specchio del disagio esistenziale di un’umanità fin de siècle, sospesa tra arte e vita.


Capovolgendo il punto di vista, Lidi racconta la storia di un gabbiano che viene ucciso per la mano vigliacca di un giovane in riva al lago. «Se il pennuto fosse ancora in vita, e soprattutto se potesse parlare – commenta il regista – avrebbe tutto il diritto di chiedere al suo assassino, il giovane Kostantin, il perché di tanta ingiustificata cattiveria. E Kostantin, dall’alto del suo misero dolore, potrebbe balbettare qualcosa sulla sua infelicità, sul suo continuo fallimento, e su quanto non sia corrisposto dalla giovane Nina».
In questo allestimento essenziale, che vede al proprio centro l’interpretazione degli attori (Giordano Agrusta, Maurizio Cardillo, Ilaria Falini, Christian La Rosa, Angela Malfitano, Francesca Mazza, Orietta Notari, Tino Rossi, Massimiliano Speziani, Giuliana Vigogna) e le parole del maestro russo, Lidi costruisce una cassa armonica per i sentimenti che muovono i personaggi della storia isolati sulle sponde del grande lago di una tenuta estiva. L’amore e la sua assenza, i ricordi e la nostalgia dell’infanzia, le illusioni perdute, il disagio esistenziale, compongono il mosaico della nostra umanità e ci spingono ad aprirci e a interrogarci sulla semplicità del nostro essere.
Scritto da Anton Čechov nel 1895, per sua stessa ammissione «andando contro le convenzioni teatrali in un modo terribile», “Il gabbiano“ fu accolto da un fiasco clamoroso. La poesia racchiusa nel testo, quel suo mondo di amori non corrisposti e illusioni perdute non vennero compresi. Fortunatamente, già dalle repliche successive, le reazioni del pubblico furono via via più favorevoli e un vero e proprio trionfo salutò, due anni più tardi, la produzione diretta da Stanislavskij. «Il gabbiano è il testo che mi ha veramente fatto innamorare del teatro – conclude Lidi -, il mio preferito di sempre: in questo lavoro riesco a identificare tutto quello che del teatro mi affascina».
Lo spettacolo riunisce un grande cast e una prestigiosa produzione con Teatro Stabile dell’Umbria, Emilia Romagna Teatro Ert, Teatro Stabile di Torino in collaborazione con Spoleto Festival dei Due Mondi, dove ha debuttato la scorsa estate. quella di Pordenone è l’unica data del Triveneto prima di approdare ad aprile al Piccolo Teatro di Milano. Info e biglietti: www.teatroverdipordenone.it; biglietteria@teatroverdipordenone.it, telefono 0434.247624.

 

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In copertina e all’interno alcune immagini dello spettacolo di Leonardo Lidi. (Foto Gianluca Pantaleo)

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Paolo Crepet stamane
tra gli studenti

“Innamorarsi di un’idea – Dal nulla al tutto, dal garage all’impresa (da Jobs a Olivetti…)”: stamane, alle 10, all’auditorium Concordia di Pordenone (Via Interna, 2), incontro con il professor Paolo Crepet rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e ai loro insegnanti, promosso da Confartigianato Pordenone in collaborazione con Fondazione Pordenonelegge.it. Partendo dal libro “Lezione di sogni. Un metodo educativo ritrovato” (Mondadori, 2022), Paolo Crepet, introdotto dalla giornalista Paola Dalle Molle, proporrà ai ragazzi e alle ragazze una riflessione sulla creatività, sulla capacità e la libertà di realizzare un’idea, sul futuro. Ed è proprio di questo che abbiamo bisogno oggi: della capacità di innamorarci. Magari di un sogno, di un’idea, di un progetto. Coltivare i propri sogni, le ambizioni, i desideri, è il primo passo nella costruzione del futuro. L’evento è riservato alle scuole, ma eventuali interessati possono rivolgersi a Fondazione Pordenonelegge.it (telefono 0434.1573200) mail segreteria@pordenonelegge.it

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Scrivere per il web:
iscrizioni fino a sabato

Cosa ci piace e cosa ci colpisce dei comunicatori social? E soprattutto, come possiamo avventurarci in rete per raccontare efficacemente i libri che ci appassionano, e il nostro sentire intorno alla lettura e agli autori del cuore? La via maestra è una Scuola di Scrittura d’autore, affidata a docenti che da tempo ci arrivano con la forza e la grinta comunicativa dei loro messaggi in rete. Fondazione Pordenonelegge.it ripropone, per tutti e da qualsiasi latitudine, “Scrivere per il web”, 4a edizione del corso annuale coordinato dallo scrittore Alberto Garlini, curatore di pordenonelegge, con focus sui libri e il “pianeta digitale”. Immagine, sentimenti e strategia saranno le parole chiave di questa edizione che, dal 28 marzo al 4 aprile, prevede tre lezioni d’autore affidate a Petunia Ollister, una delle più note e innovative influencer italiane, a Matteo Bussola, scrittore adorato dal pubblico per la straordinaria capacità empatica, e al Social Media Strategist Enrico Marchetto, docente di Strategie digitali e Marketing manager. C’è tempo fino a sabato 25 marzo per catturare un posto nell’Aula virtuale delle tre lezioni di un’ora e mezza ciascuna, in fascia serale dalle 19.30 su piattaforma zoom. Registrarsi è facilissimo accedendo al sito www.pordenonelegge.it

 

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