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Scatta in tutto il mondo, oggi 16 giugno, l’ora del “Bloomsday”, giornata che festeggia James Joyce attraverso la sua opera culto, “Ulisse”, uno dei più sorprendenti e osannati capolavori della letteratura moderna che lo scrittore irlandese concepì, e iniziò a scrivere, durante il suo lungo soggiorno a Trieste (“la mia seconda patria”, come Joyce stesso definiva la città). E proprio nella giornata odierna culmina e si conclude l’edizione 2021 del Bloomsday triestino, che per tre giorni ha animato la città con incontri, spettacoli, conferenze, concerti, installazioni e mostre d’arte a tema. Tutto dedicato al letterato che migliaia di persone “incontrano” ogni giorno quando attraversano il ponte sul Canal Grande in via Roma.


Mentre in Sala Veruda è sempre visibile la mostra di illustrazioni e grafiche dell’artista Andy Prisney “Telecali Macoypso”, che gioca ad anagrammare Telemaco e Calypso, Bloom e Molly (visitabile fino all’11 luglio prossimo), la giornata sarà aperta all’Antico Caffè San Marco, alle 10, con la presentazione del libro “Sogno di Joyce” (coedizione Asterios, Comune di Trieste, Museo Joyce) che raccoglie le illustrazioni dell’artista greco Alexandros Karavas, protagonista della mostra joyciana del 2019. A seguire l’inaugurazione della mostra 2021 “Joyce wind” di Maurizio Stagni. Trieste è la città della Bora e dei matti: nella mostra l’artista propone cose e personaggi letterari che si inclinano, non resistono, ballano nel vento e attraversano la carta per non approdare in nessun luogo. Inutile cercare di frenare masse d’aria che si spostano, incontrano, trascinano, deformano e scompigliano. Come parole scritte, si disegnano le folate per esorcizzare il vento che unisce questa strana città di Svevo, di Saba… e di Joyce.

Nel pomeriggio in Sala Luttazzi (ore 16.30) spazio alla nuova tappa di “Doublin’. Arte pubblica e rigenerazione urbana”, progetto di Neon Art – realizzato dal collettivo Dmav e dall’associazione Cizerouno in partnership con il museo Joyce – che proprio quest’anno ha ricevuto un importante riconoscimento internazionale all’Art Laguna Prize, valutato tra i primi cinque progetti di arte pubblica a livello internazionale. In questa edizione del Bloomsday, Doublin’ si sviluppa con una nuova luce d’artista e un pannello informativo installati in Cavana, continuando così il percorso ideale di connessione tra arte contemporanea, ricerca storica, turismo culturale e rigenerazione urbana. Alle 18, sempre in Sala Luttazzi, di scena lo spettacolo “Salotto in… provvisato” della compagnia Petit Soleil, che firma anche la regia collettiva (Margherito Cipriano, Chiaro Gelmini, Andreina Neami, Graziello Savastano, Alda Vivoda. Produzione Video di M’Old Records, musiche originali di Aldo Vivoda).

Alle 19.30 gran finale con la proiezione, in collaborazione con la Cappella Underground, del film “Nora” (2000, UK) di Pat Murphy, storia emozionante e sofferta di Nora Barnacle, bella, istintiva, esuberante, sfrontata, anche se non colta. Ambientato soprattutto a Trieste, il film racconta l’incontro e i primi anni di vita comune dei futuri coniugi Joyce, ricchi di sensualità e passione. Tutti gli eventi in Sala Luttazzi sono ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti. Per il Caffè San Marco è richiesta la richiesta la prenotazione (libreriacaffesanmarco@gmail o al numero 040.2035357). Diretta streaming sul sito e pagina Facebook del Museo Joyce e canale YouTube del Comune. Programma completo su: www.museojoycetrieste.it

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In copertina, la statua che ricorda James Joyce sul Canal Grande.

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