Dalla fotografia all’urbanistica: continua la rassegna “Lùsignis” organizzata dall’assessorato alla Cultura della Città di Casarsa della Delizia per far conoscere e apprezzare, attraverso le sue prime opere sia in prosa che in versi, i luoghi in cui visse e scrisse Pier Paolo Pasolini, il grande poeta, intellettuale e regista, unendo così cultura e turismo. Domani è in programma il convegno “La forma del borgo. Tutela e ipotesi di recupero”, collegato all’omonima mostra di fotografie di Giovanni Castellarin.
“La mostra fotografica – ha affermato l’assessore alle Politiche culturali e del territorio Fabio Cristante –  offre uno sguardo sull’identità architettonica casarsese con una sequenza che attraversa idealmente la topografia dei borghi di Casarsa e San Giovanni. Con il convegno facciamo un passo ulteriore per indagare l’equilibrio perduto tra costruito e natura, capire in questi anni cosa è stato fatto ma anche e soprattutto che cosa si può e deve fare ora per la salvaguardia di ciò che è rimasto. Il convegno e la mostra attestano la concreta volontà dell’amministrazione comunale di sostenere un momento di educazione al patrimonio. Una riflessione che desideriamo generativa di dibattito, affinché questi frammenti di passato possano divenire elementi costitutivi di una nuova bellezza futura”.

Da sinistra, Massimo Milan, Fabio Cristante, Lisa Gasparotto, Giovanni Castellarin, Lavinia Clarotto e Moreno Baccichet.

La giornata si compone di due momenti a ingresso libero: alle 16 si terrà la visita guidata della mostra fotografica “La forma del borgo. Memorie e identità rustiche nelle fotografie di Giovanni Castellarin” allestita al Centro Studi Pier Paolo Pasolini e curata da Lisa Gasparotto. Le 52 fotografie esposte, in un intenso bianco e nero, sono una dichiarazione di amore per un borgo che ora non c’è quasi più ma che all’epoca degli intensi scatti in bianco e nero di Castellarin, in un periodo che va dagli anni Settanta alla metà degli anni Novanta del secolo scorso, era praticamente lo stesso raccontato da Pasolini nelle sue poesie, racconti e romanzi (come “Il sogno di una cosa”, tema ispiratore di questa edizione di Lùsignis a 70 anni dalla sua stesura).

Successivamente, alle 17, nella sala consiliare del palazzo comunale Burovich de Zmajevich, inizierà il convegno “La forma del borgo. Tutela e ipotesi di recupero”. Sarà presente Moreno Baccichet, architetto che si occupa di storia del territorio veneto-friulano, il quale introdurrà il tema, incentrandosi in particolare sul come si sia passati dal borgo “abitato” a quello “deserto”, in un’indagine sull’insediamento in Friuli a partire dal 1936. Baccichet, in un suo intervento per la mostra di Castellarin, ha evidenziato come dagli anni Sessanta, anche a Casarsa come nel resto della regione, “gli edifici dei borghi agricoli o urbani meno importanti vengono tenuti in considerazione come manufatti e non come parte di un paesaggio insediativo complesso. Il rapporto tra campi e corti agricole viene sacrificato per costruire ampliamenti urbani in continuità con l’esistente”.
A seguire Vittorio Foramitti, architetto e dottore di ricerca in conservazione dei beni architettonici dell’Università di Udine, tratterà il tema del valore storico delle architetture rurali. Al termine dell’incontro verranno presentate esperienze di recupero di architetture rurali nel Sanvitese cui seguirà, a conclusione, una visita del casale “La volpe sotto gelsi” in località Comunali, edificio tradizionale in sasso della seconda metà dell’Ottocento restaurato a cura dall’architetto Paolo Zampese. A coordinare i lavori lo stesso Fabio Cristante, assessore comunale alle Politiche culturali e del territorio.

Il casale restaurato della Volpe sotto i gelsi a San Vito al Tagliamento.

Il convegno, organizzato come il resto di Lùsignis con la collaborazione del Centro Studi Pier Paolo Pasolini, Pro Casarsa della Delizia ed il sostegno della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, si chiuderà a San Vito al Tagliamento negli spazi del casale “La Volpe sotto i gelsi”, fattoria didattica e sociale della cooperativa Il Piccolo Principe che ben rappresenta una di queste forme di recupero di immobili rurali, dove verrà organizzato un brindisi conviviale.

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In copertina e all’interno tre fotografie in bianco e nero opera di Giovanni Castellarin.

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