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In questi giorni si sarebbe dovuto svolgere, al Palamostre, l’evento conclusivo dell’anno del trentennale di Udin&Jazz, ovvero la prima edizione di Udin&Jazz Winter, quattro serate con la partecipazione di grandi nomi del jazz nazionale e internazionale che Euritmica intende riprogrammare nei primi mesi del 2021 e che in futuro diventerà un appuntamento stabile invernale con il grande jazz a Udine.
La sospensione dell’attività dal vivo ha, però, reso necessario l’avvio di un nuovo progetto online, “Jazz UpGrade”, un approccio coinvolgente e originale alla contemporaneità in questo genere musicale! Per cui, a partire da oggi 7 dicembre, alle 21.30, sulla pagina Facebook di Euritmica, sarà disponibile il primo degli incontri curati dal critico musicale Flavio Massarutto che saranno visibili anche sul canale YouTube euritmicavideo e sul sito www.euritmica.it.
Massarutto introduce così la serie di incontri online: “Il jazz è una musica in continua evoluzione. Rinnovarsi incessantemente è la sua storia, la sua tradizione e il suo futuro. Nuovi linguaggi, nuovi approcci e nuovi temi che vivono il presente, le sue contraddizioni e le sue opportunità. Con questi appuntamenti vi propongo alcune musiche e musicisti che stanno plasmando il jazz di oggi, organizzate per aree tematiche su argomenti di stretta, e in qualche caso dolorosa, attualità”.

S’inizia, dunque, oggi con l’Afrofuturismo: il critico pordenonese ci guiderà in un viaggio attraverso le origini di questo movimento culturale, nato negli anni ’70, iniziando da quello che ne è considerato il pioniere, il pianista e compositore Sun Ra, un autentico e rivoluzionario innovatore che con la sua Arkestra proiettava l’estetica della musica afroamericana in una dimensione futuribile; proseguendo poi con le sue declinazioni più contemporanee, con artisti di rilievo come la flautista statunitense Nicole Mitchell, The Comet is Coming, progetto del sassofonista inglese Shabaka Hutchings, che ha riscrittto la storia coeva del jazz britannico fondendolo con afrobeat ed elettronica in un nuovo stile mash-up improvvisato e interstellare e Hieroglyphic Being, star della scena underground di Chicago.
Il 14 dicembre la storia del jazz si legherà alla storia dell’immigrazione, che ha coinvolto l’Africa e l’America con l’immensa tragedia della tratta degli schiavi, che ha riguardato anche l’Asia e l’Europa e che continua ad essere un argomento di stretta attualità. Tra i tanti musicisti Massarutto sceglie il batterista messicano Antonio Sanchez (Pat Metheny Group), il pianista e attivista cinese Jon Jang, nato in America, co-fondatore della Asian Improv Records, Fred Ho, sassofonista-guerriero che rappresentò una sintesi creativa tra jazz, fumetto, arti marziali e studi marxistici e Luis Moholo, batterista sud-africano emigrato in Inghilterra per l’apartheid e unico sopravvissuto del leggendario gruppo dei Blue Notes.
Il 21 dicembre si parlerà, invece, di Razzismo e delle decise prese di posizione di alcuni jazzisti in questo mondo sempre più razzista… Massarutto esaminerà la produzione della Jacob Fred Jazz Odyssey, del trombettista Wadada Leo Smith, la cui musica è strettamente legata alle tematiche socio-politiche del Civil Rights Movement, di Damon Locks, sound e visual artist, con il suo collettivo di quindici musicisti, cantanti e ballerini, il Black Monument Ensemble e gli Harriet Tubman, trio fusion-jazz-soul che prende il nome dell’eroina afroamericana che combattè per l’abolizione della schiavitù.

L’ultimo appuntamento della prima serie di Jazz UpGrade, il 28 dicembre, ci “trasporterà” a Chicago, dopo New Orleans la seconda capitale del Jazz americano, tanto importante da imporre uno stile e un lascito prezioso per migliaia di musicisti. Il critico ci farà conoscere alcuni musicisti della scena contemporanea quali il batterista Mike Reed con il suo gruppo People, Places & Things, Rob Mazurek & São Paulo Underground, Makaya McCraven, talentoso batterista e compositore che ha “reimmaginato” l’ultimo lavoro di Gil Scott-Heron e Jaimie Branch, la trombettista americana leader della musica jazz contaminata.

Flavio Massarutto (Pordenone 1964) scrive di jazz dal 2000 per quotidiani e riviste specializzate (Il Gazzettino, JazzIt, Il Giornale della Musica); attualmente è critico musicale per il quotidiano Il Manifesto ed il suo supplemento culturale Alias. Ha scritto racconti, storie a fumetti e pubblicato diversi volumi di saggistica tra i quali Assoli di china (Stampa Alternativa), sul rapporto tra jazz e fumetti, finalista al Premio Napoli per la lingua e la cultura italiana 2012. Il suo ultimo libro è Il Jazz dentro. Storia e cultura nel fumetto a ritmo di jazz (Stampa Alternativa, 2020).

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In copertina, il critico musicale Flavio Massarutto. (Foto Luca A. d’Agostino/Phocus Agency)

 

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