di Gi Elle

Da ieri a Trieste, alla Stazione Marittima, è visitabile “Olio Capitale”, il 13° Salone dedicato agli oli extravergini tipici e di qualità, dove, accanto ai pregiati prodotti del Friuli Venezia Giulia, tra i quali primeggiano quelli del Carso, ci sono i migliori “evo” d’Italia. Naturalmente, oltre a convegni e tavole rotonde che consentono di mettere a fuoco i vari temi legati alla coltura dell’ulivo e alla produzione delle olive, e quindi alla loro trasformazione, nonché all’utilizzazione dell’olio in cucina, ci sono molte possibilità di testare la bontà dei prodotti esposti con degustazioni libere od organizzate, laboratori e così via.

E oggi, approfittando della “Ricetta del sabato”, cogliamo l’occasione proprio per soffermarci sull’olio extravergine d’oliva, un prodotto dalle mille virtù alimentari e salutistiche. Diciamo subito che per gustare un “evo” di qualità basta una bella fetta di pane, sulla quale versare un bel filo d’olio, senza aggiungere altro: è il modo classico per coglierne i meravigliosi profumi, apprezzarne il gusto aromatico e pure il colore, più o meno accentuato. Ma poi, se si desidera qualcosa di più sfizioso e saporito, allora non resta che preparare qualche ottima bruschetta. Un antipasto tipico della cucina mediterranea, ma che si è affermato anche alle nostre latitudini tanto che è sempre più frequente incontrarlo sia al ristorante che sulle tavole delle nostre case. Anche perché la preparazione è davvero molto semplice.
Si va infatti dalla bruschetta, di “base”, fatta di una bella fetta di pane leggermente scaldata in forno o anche in una padella antiaderente (diciamo “leggermente” perché se diventa bruciacchiata non è più buona e “disturba” il sapore), strofinata con uno spicchio d’aglio e appunto cosparsa di buon olio. Ma se volete qualcosa di più appetitoso le varianti sono numerosissime. Ci fermiamo a due, che riteniamo anche queste “classiche”.
Innanzitutto, la bruschetta con pomodori datterini (o altri tagliati a dadini) e basilico fresco, e poi quella con pomodori e un paio di filettini di acciughe o alici (non esagerate, altrimenti tutto diventa troppo salato!). Ovviamente, sopra versiamo un bel giro d’olio assieme a una spruzzatina di sale (c’è chi preferisce quello grosso, come sul bollito) e di pepe nero macinato all’istante, come raccomandava l’indimenticabile Gino Veronelli. A chi piace abbondare con l’aglio, anziché strofinare il pane, si può tagliuzzare finemente uno spicchio e accompagnarlo ai pomodorini. Tutto qua, più semplice di così!

E il vino? Ma ovviamente un bel Friulano (ex Tocai) delle nostre favolose Doc, sia di collina che di pianura. E per chi ama le bollicine vanno benissimo un fresco Prosecco o una Ribolla gialla. Provare per credere.
Buon appetito!

Ed ecco i tre tipi di bruschetta.

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In copertina, le bruschette con olio, pomodorini, basilico e acciughe.

(Foto Daniel Longo)

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