Nell’estate lignanese non poteva mancare l’appuntamento con Mauro Corona, che proprio oggi, alle 18.30, al Palapineta nell’ambito degli “Incontri con l’autore e con il vino”,  presenta “Nel muro” (Mondadori). Lo scrittore di Erto torna così a raccontare i boschi, gli animali e gli uomini della sua terra, e rivela ancora una volta il suo talento narrativo, quella scrittura sorgiva che sa arrivare dritta al cuore del lettore, la sua capacità di unire un’immaginazione gotica e tenebrosa all’accuratezza realistica delle situazioni e dei luoghi, di scrivere pagine terribili e dolci al tempo stesso. Accompagnerà la presentazione del libro il Friulano 2017 di Tonutti Vini e Vigneti.

Nel fitto di un bosco di uno dei monti dell’Italia settentrionale un uomo ritrova una baita appartenuta ai suoi antenati. Decide di ristrutturarla, per andarci a vivere e sfuggire così alla crudeltà del mondo che lo circonda. Ma, mentre lavora, un colpo di piccone bene assestato cambia per sempre la sua vita. Dietro la calce, in un’intercapedine del muro, trova i corpi mummificati di tre donne. E si accorge che sulla loro carne sono stati incisi dei segni, quasi lettere dell’alfabeto di una lingua misteriosa e sconosciuta. Qual è la storia delle tre donne? Chi le ha nascoste lì? Qual è il terribile messaggio che quelle lettere vogliono comunicare? Ed è possibile che la cerva dagli occhi buoni che sbuca ogni sera dal bosco voglia davvero proteggere l’uomo e rivelargli qualcosa?
Mentre le tre mummie cominciano a infestare i suoi pensieri e i suoi sogni, trasformandoli in incubi e allucinazioni, l’uomo si mette alla ricerca della verità, una ricerca che può portarlo alla perdizione definitiva o alla salvezza. O forse a entrambe.

Mauro Corona, dopo anni in cui si era dedicato a forme più brevi, torna al romanzo vero e proprio. E lo fa con un libro di eccezionale forza letteraria, intenso, appassionante, commovente, un libro che racconta la maestosità della natura e la cattiveria degli uomini, denso di immagini indimenticabili – per esempio quella del pivason, l’uccello-vampiro, e del suo spaventoso verso, presagio di morte – e di momenti di straordinario lirismo, come la scena in cui il protagonista scende in una foiba e dentro una pozza d’acqua scopre un piccolo essere di cui si sente improvvisamente e inaspettatamente fratello.
Il vino proposto in degustazione per la serata odierna sarà, come detto, il Friulano 2017 di Tonutti Vini e Vigneti di Adegliacco. Di colore giallo paglierino con sfumature verdognole, profumo di sambuco, peperone, fiori bianchi, palato asciutto, rotondo con acidità moderata e delicata mineralità, questo vino si esprime al meglio anticipando la stappatura di qualche minuto prima della degustazione e sorprende nel retrogusto che richiama il carattere della buccia.

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In copertina e qui sopra ecco due immagini di Mauro Corona.

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