di Gi Elle

Anche Giuseppe Tartini approda a pordenonelegge, festival sul quale si alza il sipario proprio oggi, per la presentazione, domani, di una importante iniziativa culturale che vedrà la luce alla fine dell’anno. Si tratta della prima edizione del corpus di lettere del compositore e violinista Giuseppe Tartini: una dedica al grande Maestro dell’età barocca – al tempo stesso precursore dell’era dei lumi con la sua poliedrica personalità – del quale ci apprestiamo a celebrare, nel 2020, i 250 anni dalla scomparsa. “Giuseppe Tartini, lettere e documenti” titola il volume promosso dal Conservatorio Tartini di Trieste nell’ambito del Progetto Interreg Italia-Slovenia tARTini: il libro, a cura di Giorgia Malagò dell’Università di Padova, sarà pubblicato in tre lingue (italiano, sloveno e inglese) da Eut, Edizioni Università di Trieste nel prossimo dicembre.

Finale della lettera con firma.

Nato a Pirano, in Istria, e vissuto lungamente a Padova, Giuseppe Tartini offre attraverso le sue lettere una viva testimonianza della vita musicale settecentesca: la prima presentazione del progetto sarà tenuta a battesimo appunto al festival letterario di Pordenone, come si diceva, domani alle 16.30, al Paff (Palazzo del Fumetto in Villa Galvani). Interverranno la curatrice Giorgia Malagò (Università di Padova) e la musicologa Margherita Canale, del Tartini stesso. Due allievi del Conservatorio – Uendi Keka violino e Adelajd Zhuri pianoforte – interpreteranno nell’occasione alcune partiture violinistiche del compositore.
L’epistolario è composto da oltre 200 lettere e documenti, la maggior parte inediti, e sarà successivamente reso disponibile online nel sito discovertartini.eu che per la prima volta, a cura del Conservatorio di Trieste, renderà accessibile – in maniera organica – il corpus musicale, scientifico e didattico di Giuseppe Tartini, con oltre 6.000 documenti storici fra musica manoscritta e a stampa, e 1.800 documenti archivistici e scritti teorico-musicali.
In concomitanza con l’uscita del libro, in dicembre, il Conservatorio di Trieste aprirà lo spazio espositivo permanente dedicato a Giuseppe Tartini, con molti oggetti appartenuti all’artista. Il percorso, a cura dell’esperto Paolo Da Col, entrerà nella rete dei Civici Musei di Trieste al Conservatorio Tartini e proporrà in mostra i due importanti archetti di violino custoditi nel Conservatorio, di particolare interesse perché testimoniano il passaggio dall’arco barocco a quello moderno, di cui proprio Tartini fu antesignano.

La statua di Pirano.

E sempre domani giunge a conclusione, nella Sala Tartini dello stesso Conservatorio di Trieste, il Festival Il suono di Tartini”, una proposta del progetto Interreg “tARTini: Turismo culturale all’insegna di Giuseppe Tartini – Kulturni turizem v znamenju Giuseppeja Tartinija” che vede capofila il Comune di Pirano in partnership con il Conservatorio giuliano, l’Università di Padova, il Segretariato dell’Iniziativa Centro-Europea (InCE), la Comunità degli Italiani di Pirano, il Festival di Lubiana. L’iniziativa, a cura dei citati musicologi Margherita Canale e Paolo Da Col del Conservatorio Tartini, ha scandito il conto alla rovescia verso le celebrazioni per i 250 anni dalla scomparsa del grande compositore e violinista di Pirano, mancato a Padova il 26 febbraio 1770. Prime esecuzioni, scoperte e ritrovamenti delle opere di Tartini, interpreti e ensemble d’eccezione hanno caratterizzato il Festival: come per l’evento conclusivo, domani dalle 20.30, dedicato a “Il violoncello secondo Antonio Vandini e Giuseppe Tartini”, che vedrà protagonista una formazione di vere e proprie “all stars” della musica antica e baroccaIn scena, infatti, il pubblico troverà Elinor Frey violoncelloMarc Vanscheeuwijck violoncello, Patxi Montero violone, Isabella Bison e Lorenzo Gugole violini, Stefano Marcocchi, viola, Federica Bianchi, cembalo. Sette grandi interpreti del repertorio incentrato sulla musica per violoncello, e in particolare la serata sarà dedicata all’integrale delle composizioni note di Antonio Vandinitre Sonate per violoncello e cembalo e il Concerto per violoncello dello stesso Vandini, grande amico e sodale di Giuseppe Tartini sin dagli anni giovanili, musicista attivo nella cappella antoniana. Per lui Tartini scrisse i suoi due Concerti per violoncello. L’ingresso è aperto gratuitamente al pubblicoinfo www.conts.it

Ecco tre protagonisti: Elinor Frey e Marc Vanscheeuwijck, violoncello, e Federica Bianchi, cembalo.


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In copertina, una pagina della lettera che Giuseppe Tartini inviò da Padova il 5 marzo 1760 all’allieva Maddalena Lombardini (Archivio Regionale di Capodistria, sezione di Pirano).

 

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