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di Giuseppe Longo

Niente maschere, soltanto mascherine (anti-contagio) in quest’ultima domenica di Carnevale, veramente atipica e che rimarrà nella storia di questa nostra umanità, ma fra i ricordi più spiacevoli. In particolare a Nimis, paese che, fino a pochi anni fa, proponeva una sfilata fra le più apprezzate e frequentate del Friuli. Dopo il terremoto si era, infatti, ripresa e consolidata la voglia di fare festa negli ultimi giorni dell’allegro periodo post-natalizio che precede la sobrietà quaresimale. Una manifestazione che, proprio all’indomani del sisma, che aveva gravemente ferito anche questo paese da pochi anni rinato dalla devastazione dell’ultima guerra, aveva cominciato a formarsi quasi spontaneamente, ma con il coordinamento dell’allora Comitato festeggiamenti, poi trasformatosi in Pro Loco. Pochi carri e gruppi, nei primi anni tutti rigorosamente di Nimis e delle sue frazioni, che mettevano in mostra la fantasia, ma anche l’estro satirico, della popolazione che, pur impegnata nella ricostruzione, trovava il tempo per divertirsi, e divertire, proprio nei giorni di “Carnevalon”. Per cui memorabili sono rimaste certe proposte soprattutto dei primi anni Ottanta, animate da veri personaggi del paese che ovviamente non ci sono più: chi oggi ha una certa età ricorda, infatti, sicuramente e con piacere la Corrida nel campo dell’Oratorio, Don Camillo e Peppone, i grandi carri allegorici di Torlano – come quello della Primavera -, la fantastica casa-fungo dei Puffi e certe graffianti interpretazioni della politica del tempo di Borgo Cecchin.

Più tardi, il Carnevale di Nimis ha cominciato ad aprirsi anche all’esterno, quindi agli altri paesi del Friuli Venezia Giulia, e addirittura all’estero, con partecipazioni soprattutto da Slovenia e Croazia, e perfino dall’Ungheria. Una crescita notevolissima, tanto che il colorato serpentone di maschere che attraversava le principali strade – da Valle a Molmentet, fino a San Gervasio – per poi concludersi in piazza 29 Settembre con la presentazione e la premiazione, richiamava sempre diverse migliaia di persone. Da qualche anno, però, a causa di indubbi problemi burocratici e organizzativi, la mascherata ha subito un grosso ridimensionamento, offrendo due originali edizioni sul prato delle Pianelle dedicate soprattutto ai bambini e quella dell’anno scorso appena accennata in piazza a causa dei primi segnali della pandemia. E ora, in questo 2021 che purtroppo vede ancora l’emergenza sanitaria in corso, non se ne parla neppure. Tanto che oggi lasciamo spazio ai ricordi, quelli di tanti anni fa, riandando appunto anche alle primissime edizioni, con la speranza che, una volta passata questa bufera, si possa riprendere, magari con innovative modalità, la bella tradizione. Un obiettivo cui sicuramente guarda la Pro Nimis, impegnata proprio in queste settimane a cercare nuove forze e sostegni, indispensabili per poter riproporre, dopo la pausa dello scorso settembre, anche la plurisecolare “Sagre des Campanelis”. Ma nel frattempo ecco la possibilità di rivivere alcune emozioni carnevalesche attraverso le vecchie immagini ripescate dall’archivio della manifestazione.

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In copertina, Don Camillo saluta i nonni della casa di riposo; all’interno, altre foto di vecchie mascherate.

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