di Gi Elle

No, è ancora troppo presto per poter dimenticare. Tuttavia, travolti dall’incessante ritmo di notizie e avvenimenti, anche se si tratta di un evento che squassò i boschi di mezzo Veneto e Friuli, può passare ormai in secondo o terzo ordine nella scala delle priorità dei ricordi di ognuno. Ma a ridestare la nostra memoria ci penserà, proprio oggi, Marco Paolini.
L’attore veneto, molto noto anche in Friuli Venezia Giulia, torna infatti a Operaestate Festival e – la bella manifestazione che ha per fulcro la splendida Bassano del Grappa – e porta in scena, rievocando proprio le devastazioni di “Vaia”, la tempesta che lo scorso autunno assestò una botta micidiale al meraviglioso patrimonio forestale delle due regioni, un’attenta riflessione sul domani: stasera, alle 21, al Meve – Villa Correr Pisani di Montebelluna, riflettori puntati sulla narrazione di un “Filo Filò” dedicato proprio al nostro futuro.

Paolini, infatti, aggiorna per l’occasione il suo spettacolo alla luce della mobilitazione del movimento Fridays for future: una finestra sul nostro tempo che perfettamente sposa il tema di Operaestate 2019, dedicato a “Civiltà e partecipazione”. Qualche mese fa, in primavera, Paolini aveva indirizzato una lettera a classi di studenti delle superiori che l’hanno discussa, articolando speranze e preoccupazioni sul futuro, in forma di domande. È partendo da queste domande che si dipana il nuovo “Filo Filò”, senza la presunzione di saper rispondere, ma con una narrazione che ne tenga conto, con rispetto e attenzione. Un filo rosso che ci riporta, appunto, alla disastrosa tempesta “Vaia” dello scorso ottobre, memoria ancora viva “se si sta in ascolto dentro un bosco”: un ricordo che ci arriva con tutta la sua violenza, con “l’urlo dello sradicamento, l’eco dei crolli e il fischio dello scirocco, quello scirocco di fine ottobre del 18 …”. Spiega Marco Paolini che “per ricreare lo spazio della meraviglia bisognerà prendersene cura, ripulire. Sapendo che, anche se è un evento eccezionale, forse non sarà l’ultima volta …”.

Prodotto da Jolefilm, “Filo Filò” è scritto e interpretato da Marco Paolini e in scena ci riporta a quel “filo” rosso che, intorno al fuoco, srotolava le storie e le memorie, di bocca in bocca, di sera in sera: racconti che tenevano viva la comunità e che adesso, per non perdere il filo del presente, diventano uno spazio comune di riflessione. “Per provare a costruire un futuro condivisibile, come chiedono con forza le nuove generazioni agli adulti – spiega ancora Paolini -. E non solo per il clima ma anche per l’aria che tira su tutto il resto”.
Light design a cura di Michele Mescalchin. E quindi danza, teatro e musica fino al 7 ottobre con Operaestate, il festival diffuso e quest’anno ancora più ricco e denso di proposte, con un cartellone di 120 titoli fra spettacoli, concerti, eventi e performance,  più di un evento al giorno ogni giorno e ben 30 le città palcoscenico, con fulcro proprio Bassano del Grappa.
Biglietteria aperta, tel. 0424524214. Tutto il programma e biglietteria on line sul sito www.operaestate.it

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In copertina Marco Paolini e qui sopra un bosco devastato dalla tempesta in una foto dei Vigili del fuoco.

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