di Giuseppe Longo

No, anche questa non ci voleva! Mentre in Friuli si cerca faticosamente un’intesa per la tutela della Ribolla gialla, ecco che si abbatte un nuovo “tornado” sul Vigneto Fvg. Ieri hanno cominciato i siti online a diffondere le prime notizie e stamattina gli organi di informazione tradizionali hanno fatto il resto, riferendo a titoli cubitali dell’inchiesta sui vini Dop e Igp – le sigle comunitarie che sostituiscono le vecchie Doc e Igt, anche se tutti continuiamo a usare proprio queste – avviata dalla Procura di Pordenone per notevoli quantitativi di vini prodotti da una cantina proprio della sua area di competenza.

Dalle prime indicazioni, pare che ci sia di mezzo soltanto una questione normativa, vale a dire la possibilità o meno di rivendicare un vino a denominazione di origine, secondo quanto previsto dai disciplinari di produzione. Quindi, almeno questo di tranquillizzante, nessuna adulterazione o sofisticazione che possa nuocere alla salute dei consumatori (ricordate la nefasta vicenda del metanolo di una trentina di anni fa? Il vino in tutt’Italia ne uscì con le ossa rotte,  purtroppo anche qui sebbene il Friuli non avesse alcuna responsabilità, e ne risentì così gravemente che ci vollero anni perché potesse riprendersi).  Ma comunque si tratta di un nuovo caso che investe il settore agroalimentare e che ricorda, pur ovviamente con altri contorni, l’inchiesta sul prosciutto San Daniele Dop, causando grave danno all’immagine complessiva del Friuli che lavora e produce seriamente.

Infatti,  è innegabile l’ombra di discredito che questa nuova operazione antifrode getta sull’intero settore vitivinicolo, perché il consumatore purtroppo tende a generalizzare. Il Vigneto Fvg era infatti appena uscito dal tunnel dell’inchiesta sul Sauvignon scattata negli ultimi mesi del 2015, tanto che al Concorso mondiale del celebre vino che si terrà fra poco più di un mese a Udine – quindi per la seconda volta in Friuli Venezia Giulia in appena un quinquennio – si attribuisce un’importante occasione per il rilancio dell’immagine di questo grande bianco che rappresenta una indiscussa bandiera dei nostri produttori, tanto da farli conoscere in tutto il pianeta.

Bellissimi grappoli di Sauvignon.

Già, l’immagine. Il problema è proprio questo. Inchieste come quella appena avviata  – agli inquirenti il compito di chiarire se effettivamente c’è stato un così grave illecito, come le prime notizie lasciano intendere, e quindi comminare le relative sanzioni – danneggiano tutti i produttori onesti, a cominciare da quelli della collina – e quindi Collio, Colli orientali, Carso -, i quali devono fare i conti con rese notoriamente molto più basse della pianura sassosa (Doc Grave) della Destra Tagliamento dove, appunto, pare si sia concentrata l’indagine dei magistrati. Tant’è che proprio questo dei massimali produttivi è uno dei punti su cui si è pericolosamente arenata anche la trattativa sulla Ribolla.

La stragrande maggioranza dei vignaioli – per usare un termine che piaceva tanto all’indimenticato Luigi Veronelli – è scrupolosa, fa il proprio dovere con grande impegno e non senza sacrifici. Per cui non è accettabile che venga neppure sfiorata dall’ombra di queste nuove vicende giudiziarie. Anche perché ne va di mezzo l’immagine non solo della vite e del vino di casa nostra, ma quella dell’intera regione. No, questo nuovo oltraggio al volto vero, serio, onesto di quanti producono con grande senso di responsabilità e passione proprio non ci voleva, perché il Vigneto Fvg – quello che, modestamente, cerchiamo di raccontare e valorizzare anche con questo blog – è tutt’altra cosa!

Vigneti di collina danneggiati da queste inchieste.

—^—

In copertina, filari nella zona Grave.

Hits: 78

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Similar Posts
Latest Posts from FriuliVG.com

Lascia un commento