di Giuseppe Longo

La comunità di Illegio, piccola frazione montana di Tolmezzo, ha appena festeggiato il suo Patrono, San Floriano, venerato nella storica pieve. E ora è arrivato il momento di rituffarsi nell’arte – quella con la A maiuscola, come avviene con uno straordinario successo ormai da parecchi anni – perché proprio oggi, alle quattro dl pomeriggio (purtroppo, è tornato il maltempo), sarà inaugurata la nuova, grande mostra, “Maestri”, che potrà essere visitata fino al 6 ottobre, ammirando capolavori di Raffaello, Michelangelo, Tiziano, Caravaggio e tanti altri, anche contemporanei, provenienti da musei e collezioni di tutta Europa. A organizzarla, come sempre, l’attivissimo Comitato San Floriano con la regia di don Alessio Geretti, che in fatto di storia dell’arte è una riconosciuta “autorità”, e la supervisione dell’arcidiacono di Tolmezzo, monsignor Angelo Zanello. Tutti insieme hanno compiuto in questo primo scorcio del nuovo millennio un’azione eccezionale a difesa di questo bellissimo paesino della Carnia che combatte, come tanti altri in montagna, contro lo spopolamento con la perdita delle migliori energie. Tanto che il tutto è stato raccontato nel film proposto nelle scorse settimane nelle sale della nostra regione. Si chiama“Dieç, il miracolo di Illegio” e racconta – come riferivamo a suo tempo – di questa manciata di case, situate in un’incantevole vallata che si apre tra i monti che circondano appunto Tolmezzo – e Dieç è il nome del paese proprio nella tipica parlata locale, il friulano carnico -, i cui residenti hanno trovato appunto la forza di resistere all’impoverimento che tutta la montagna vive ormai da molti anni per guardare con più fiducia al domani, dando un futuro a quei giovani che hanno deciso con coraggio di rimanere.

La storica pieve di San Floriano.

La mostra “Maestri” era stata presentata qualche giorno fa nel palazzo della Regione, a Udine. E’ un’iniziativa – aveva osservato l’assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli – che, come l’Anciuti music festival appena avviato a Forni di Sopra, costituisce una delle gemme dell’offerta culturale del Friuli Venezia Giulia. L’evento artistico riveste notevole significato, oltre che per l’alto livello delle opere proposte e per il forte richiamo per un pubblico attento all’offerta culturale di qualità, in quanto focalizza l’interesse sull’area montana dove, come ha aveva ancora evidenziato l’esponente della Giunta Fedriga, è meno facile organizzare grandi eventi rispetto alle aree turistiche o alle città.

Giunta alla quindicesima edizione, la Mostra d’arte internazionale di Illegio si sviluppa attraverso le figure dei grandi maestri della pittura, che hanno scelto per alcune delle loro opere i temi dell’educazione e dell’insegnamento. “Maestri”, è stato detto, sono considerati coloro che insegnano a pensare, a scoprire il proprio talento, ad appassionarsi al bene e alla bellezza, ci ammaestrano a vivere e hanno segnato il cammino della nostra crescita culturale e nella vita. Così, a Illegio, su questo tema saranno proposte proprio da oggi opere realizzate in un periodo tra il 1150 e il secolo scorso, appunto da Raffaello Sanzio a Michelangelo, da Tiziano a Caravaggio. Ma anche di Giordano, Jourdy, Fattori, Picasso e di numerosi altri artisti, anche contemporanei. Complessivamente saranno esposte 38 opere raggruppate nei temi: “Passione per la bellezza”, “Passione per la crescita”, “Passione per la verità” e “Gesù Maestro”.

L’anteprima con Bini a Udine: il primo a destra è don Alessio Geretti.

Illegio è una ricchezza per lo spirito e per il nostro territorio. Un’iniziativa che ci fa riflettere nei contenuti, ma che ci indica anche la formula su cui la Regione intende investire per la promozione turistica”, aveva osservato invece l’assessore regionale al Turismo del Friuli Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini, in una precedente occasione, rivolgendo così – come informa una nota Arc – un plauso al Comitato di San Floriano, organizzatore di questa 16ma edizione della mostra di Illegio che resterà, appunto, aperta fino al 6 ottobre nel piccolo paese carnico. Con l’auspicio di ripetere il successo dell’ultima edizione (40mila i biglietti staccati) e consolidare la fama della località che in quindici anni ha accolto oltre 500 mila visitatori. Un dato davvero strabiliante!
“Numeri come questi annoverano Illegio tra i grandi eventi che la Regione intende sostenere con un nuovo paradigma, poiché queste iniziative hanno ricadute enormi sul territorio, sulla sua economia e sulla promozione dell’intera regione”, aveva ancora affermato Bini, anticipando una delle scelte strategiche dell’azione turistica regionale ovvero “imprimere una forza promozionale distintiva ai grandi eventi rispetto agli eventi minori, affinché rientrino a pieno titolo tra gli strumenti per far conoscere il Friuli Venezia Giulia anche all’estero“. Se i grandi eventi, per essere tali, hanno bisogno di una visione di lungo periodo, Bini aveva assicurato che “la Regione troverà il modo per garantire una programmazione finanziaria almeno su base triennale”.
Si trattava dell’anteprima della grande mostra al via da oggi  che era stata ospitata nella sede della Fondazione Friuli a Udine, dove il presidente dell’Ente, Giuseppe Morandini, aveva aperto i saluti attribuendo alla mostra di Illegio una “potenza attrattiva sempre in crescita”.
Erano seguite le riflessioni del presidente del Comitato di San Floriano, Claudio Siciliotti, che aveva evidenziato il successo della formula espositiva, in cui tutti i visitatori sono accompagnati alla scoperta dell’esposizione al seguito di guide esperte che trasformano la visita in un percorso dell’anima, secondo un modello che dovrebbe diventare un metodo da esportare.

Una delle straordinarie opere presenti.

Si rivolgono senz’altro all’anima degli spettatori l’eloquio e la consueta passione con cui il curatore della mostra, il già ricordato don Geretti, ne aveva tratteggiato la scelta tematica e i filoni iconografici che la sviluppano. “Maestri sono coloro che ti cambiano la vita con il proprio insegnamento e ti trasmettono la passione per l’avventura del bene e del bello”, aveva esordito il sacerdote esperto d’arte mettendo in guardia al contempo dai “cattivi maestri capaci di deviare interi popoli verso il male e l’orrore”. Ecco allora che la scelta del tema diventa un modo per colpire “i nervi scoperti del nostro tempo, così che il viaggio nell’arte diventi un viaggio nella nostra coscienza”.
In un’epoca che trascura la sapienza ed esalta una certa idea di esperienza, senza sedimentare cultura, ecco che la mostra riaffonda le radici del sapere nella letteratura classica, nella mitologia greca, nella sacra scrittura, nell’agiografia, nella grande narrativa. Si tratta, come si diceva, di opere che rinviano a cinque grandi riferimenti iconografici a partire dai grandi filosofi, per proseguire con Gesù Cristo maestro della cristianità, i maestri nel lavoro, i maestri artigiani degli atelier d’arte e, infine, le icone più letterali, i maestri di scuola che accompagnano l’età evolutiva dai banchi delle elementari in poi. Proprio agli insegnanti era andato il saluto finale di don Geretti che aveva rivolto loro l’invito a visitare la mostra per cogliervi l’incoraggiamento a non stancarsi, nonostante “una professione scarsamente riconosciuta e spesso mal retribuita”.

Folla alla passata inaugurazione. 

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In copertina, un particolare del manifesto della grande mostra.

(Foto Regione Fvg e Comitato San Floriano di Illegio)

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