di Giuseppe Longo

L’intento è chiaro fin dal titolo. Con “Mar e Tiaris”  Grado e altri nove Comuni del territorio che ha alle spalle danno vita a una nuova e originale strategia che punta a un rinnovato dialogo fra l’isola e il suo entroterra, al fine di mettere insieme potenzialità e offerte di entrambe le realtà. A cominciare dalla rivalutazione delle frazioni agricole di Boscat e Fossalon, preda di un declino in atto da tempo, ma che possono avere ancora un ruolo importante se coinvolte in un progetto di rilancio. Due aree strategiche perché insistenti su un terreno fertile e generoso – che sarà presto tonificato anche da un nuovo investimento per l’irrigazione – in cui si ottengono produzioni di pregio, a cominciare dai famosi asparagi, ricercati dai buongustai e protagonisti nell’annuale mostra di metà primavera. E come non ricordare poi i vini Doc Friuli Aquileia, con il celebre Refosco, e le gustose pesche di Fiumicello. Con la consapevolezza che questi sono soltanto tre prodotti di punta del comprensorio. Il quale però è fatto anche d’altro, extra agricolo, e non di poco conto: le bellezze storico-artistiche che, oltre alla stessa Grado, hanno in Aquileia il loro fulcro con le vestigia romane e patriarcali, e quelle ambientali riassunte in quel compendio straordinario fatto di laguna e zone naturalistiche della valle Cavanata, della foce dell’Isonzo e dell’isola della Cona, “paradisi” di terra, acqua, flora e fauna. Ma anche un termalismo marino di prim’ordine nato già agli albori del Novecento.

Asparagi di Fossalon, Refosco Doc Friuli Aquileia e nettarine di Fiumicello: il meglio dell’agricoltura di “Mar e Tiaris”.

E allora come non far “dialogare” tutte queste realtà? “Con questo progetto, nel quale abbiamo creduto sin dal primo giorno del nostro insediamento due anni e mezzo fa, l’Isola di Grado – spiega infatti il sindaco Dario Raugna sta cercando di dare al turista un ventaglio di opportunità che può trovare anche nell’entroterra grazie alla collaborazione di 9 altri Comuni e con le eccellenze del territorio limitrofo, sia dal punto di vista agricolo che culturale, turistico e naturalistico. Tutti insieme, facendo rete e instaurando politiche di area vasta, saremo in grado di cogliere le sfide del futuro su ciclabilità, tecnologia, economia circolare e km 0 al fine di ottenere ricadute in maniera diffusa su tutto il territorio. Attraverso questa strategia abbiamo sancito un’alleanza tra amministrazioni che hanno gli stessi problemi che va al di là del progetto vero e proprio, comunque importante, rafforzando una visione politica inclusiva e collaborativa”.

Il sindaco gradese Dario Raugna con i colleghi Marchesan (Staranzano) e Savino (Cervignano).

Una strategia dunque che non si era mai vista in quest’area del Friuli Venezia Giulia, anche perché Grado, proprio per il fatto di essere isola, ha sempre stentato a instaurare un dialogo con l’esterno. Ma ora si cerca di voltare pagina e con una visione più moderna, e appunto strategica, attraverso “Mar e Tiaris” si mettono insieme le energie e le peculiarità di Grado stessa – città turistica e balneare per eccellenza, famosa anche per le già ricordate terme con acqua di mare, fin dai tempi dell’Impero asburgico cui si devono l’intuito e la lungimiranza nell’averla creata – con quelle di Aquileia, Staranzano, San Canzian d’Isonzo, Fiumicello, Terzo d’Aquileia, Ruda, Villa Vicentina, Cervignano (fondamentale per la sua stazione ferroviaria) e Turriaco. Dieci Comuni, insomma, che si mettono assieme per progettare un nuovo turismo che faccia bene all’isola (Grado peraltro è promotore di “Mar e Tiaris” e quindi capofila), ma anche alla terraferma. Un progetto di cooperazione territoriale che fa capo al Programma di sviluppo rurale Fvg, per il quale il finanziamento richiesto è di qualcosa come 3 milioni di euro.

Le Ville Bianchi dell’epoca imperiale, la spiaggia nuova e il porto di Grado.

Il territorio della strategia, sito nel quadrante meridionale della nostra regione, interessa, complessivamente, una superficie di 313 km quadrati (compresi i 90 di laguna). Oltre un terzo è rappresentato dal territorio di Grado, e quindi città balneare, frazioni agricole e area appunto lagunare. Seguono Aquileia e San Canzian che assieme all’Isola cantata da Biagio Marin rappresentano oltre la metà dell’intero ambito e, infine, Staranzano e Turriaco, i Comuni con dimensionamenti più piccoli.

Nel comprensorio, i residenti sono circa 54 mila pari al 4,4% di quelli totali della regione. Le aree più popolose sono quelle di Cervignano, Grado, Staranzano e Fiumicello-Villa Vicentina, che rappresentano i due terzi della popolazione dell’intero ambito. Nel 2017 i turisti che hanno pernottato in Fvg sono stati 2,5 milioni (+5,4% rispetto al 2016). Si tratta di un turismo ancora di tipo stagionale e tra le mete preferite Grado registra 1,4 milioni di presenze, essendo anche il Comune che detiene la maggiore dotazione di esercizi ricettivi, compresi  anche campeggi, villaggi turistici e case per ferie. Ma si nota una significativa presenza di esercizi anche nei comuni di Aquileia e Cervignano, soprattutto B&B e alloggi in affitto.

In termini di posti letto, la quasi totalità è garantita dalla presenza di alberghi (19%), campeggi e villaggi turistici (50%) e alloggi in affitto (28%). La maggior parte è presente nel Comune di Grado, che da solo garantisce l’86% dell’offerta.

L’elaborazione del progetto di sviluppo turistico mare-entroterra parte innanzitutto dalla constatazione della realtà che rileva:

  • una forte connotazione agricola, ma con aziende che affrontano il mercato individualmente;
  • un territorio interessato da un sistema di mobilità lenta, ma con mancanza di collegamenti fra numerosi tratti che consentano un approccio circolare;
  • un territorio ricco di aree naturali e bellezze storico, artistico–culturali, sebbene vengano scarsamente valorizzati i siti meno noti.

Uno scorcio dell’isola della Cona, la basilica e il foro romano di Aquileia.

La strategia “Mar e Tiaris” vuole pertanto valorizzare – come dicevamo nelle premesse – le due maggiori tipicità del territorio: la ruralità, con la sua tradizione e professionalità agricola, e l’offerta turistica, culturale, storica, naturalistica ed enogastronomica. I Comuni del partenariato intendono migliorare e ampliare l’offerta con un progetto che mira a mettere in rete l’intero territorio e a sensibilizzare cittadini e turisti allo sviluppo sostenibile, proponendo buone pratiche (riduzione spreco, percorsi salute, cibo sano) verso un migliore stile di vita.

Accanto a questo c’è la forte offerta turistica con Grado che rappresenta la seconda città della regione per Pil (Prodotto interno lordo), ma vi è la mancanza di un progetto di sviluppo imprenditoriale e di marketing territoriale che colleghi appunto l’offerta turistica dell’entroterra con quella balneare, oltre alla mancanza di un prodotto turistico e della sua promozione.

Si punta pertanto a incentivare la vendita diretta e ad aumentare la produzione ad essa destinata, tramite la creazione di filiere che hanno fra i destinatari finali soprattutto le strutture alberghiere e di somministrazione di Grado, i mercati ed i consumatori locali.

Sono previsti anche importanti interventi strutturali, tanto che sono stati individuati quattro edifici che hanno una valenza importante dal punto di vista strategico e che necessitano di interventi per il loro recupero e ripristino:

  • Ex villa Ersa di Fossalon (Grado):  in questo edificio ormai in disuso, si prevede di realizzare uno dei centri polifunzionali a supporto della strategia. Con la collaborazione dell’Istituto Tecnico Agrario di Gradisca d’Isonzo e l’Isis Istituto Alberghiero di Grado questo luogo avrà finalità di ricerca di nuovi prodotti, servizi alle imprese e incubazione di start-up per nuovi processi di coltivazione, e di formazione. Il progetto ha un duplice scopo, quello di sensibilizzare e indirizzare i giovani del territorio verso il mondo rurale con un approccio sostenibile e innovativo e quello di portare linfa nuova alla comunità di Fossalon.
  • Casa ferie di Strassoldo (Cervignano): sarà la porta di ingresso di Mar e Tiaris per i fruitori dalla pista ciclabile Alpe Adria.
  • Casa di accoglienza Borgo Sant’Antonio (Fiumicello Villa Vicentina): insieme all’agrisosta presente nell’area attigua diverranno un luogo importante di accoglienza e di ristoro lungo la ciclovia proveniente dalla Slovenia.
  • Ex municipio di Terzo di Aquileia: sarà un luogo deputato a svolgere politiche di integrazione socio-culturale attraverso il supporto delle associazioni.

Un’immagine della Laguna di Grado, l’area archeologica e la basilica.

Verrà finalmente realizzato un collegamento sul Canale Tiel – tra Boscat e Fiumicello Villa Vicentina – che consentirà la chiusura di un percorso circolare “Itinerario del mare” di 30 Km, grazie al supporto del Consorzio di Bonifica Pianura Friulana. Questo ponte e la sistemazione delle strade bianche connetteranno la frazione di Boscat a quella di Fossalon. Grazie al Consorzio di Bonifica Pianura Isontina verrà poi ripristinato un collegamento sul canale Brancolo.

Attraverso la realizzazione di 10 aree di sosta verranno valorizzati alcuni luoghi poco conosciuti ma molto importanti dal punto di vista storico, culturale, archeologico, naturalistico e paesaggistico. Dal parco dell’Isonzo da entrambi i lati (Ruda e Turriaco), alle risorgive (Ruda, Strassoldo, Fiumicello Villa Vicentina, alla Laguna con un bel percorso denominato “Il salmastro” e che a partire da Terzo di Aquileia si affaccia sulla laguna toccando il territorio del Comune di Grado e Aquileia. Le aree archeologiche e storiche saranno valorizzate grazie al supporto della Fondazione Aquileia e gli interventi verranno realizzati a cura dei Comuni Aquileia, Cervignano e San Canzian.

Gli itinerari previsti sono quindi 5. Oltre a “Itinerario del mare” (30 Km) e “Il salmastro” (28), ci sono: l’“Iinerario delle riserve naturali tra le terre di bonifica” (18), l’“Itinerario agro archeologico” (44) e l’“Itinerario del Parco dell’Isonzo” (25).

Per le aree naturalistiche questo territorio la fa da padrone trovandosi in un territorio che ingloba la Laguna di Grado, nonché le Riserve naturali regionali della Valle Cavanata e della Foce dell’Isonzo.

Verranno sistemate ed adeguate al transito ciclopedonale circa 5 Km di strade e complessivamente sono stati individuati ben 147 Km di itinerari che sfruttano la mobilità lenta con ippovie, cammini, percorsi ciclabili e vie d’acqua. Le vie lente saranno dotate di segnaletica univoca su tutto il territorio e in ogni Comune sarà installato un Totem digitale touch screen che darà tutte le informazioni necessarie ed un barometro contabici per monitorare il numero e la frequenza dei passanti. Sono previsti anche la creazione di sito web, applicazioni multimediali, piattaforme digitali, video, allestimenti digitali e un marchio del territorio.

Ricordiamo, tra l’altro, che “Rete bike Fvg” si propone di sviluppare servizi per il turismo della ciclovia Alpe Adria – quella che da  Salisburgo arriva fino a Grado – oltre che la gestione dei ristori e il transfer da aeroporti e stazioni ferroviarie. Inoltre, entro il territorio, Enel X ha previsto l’assegnazione di 30 Idr (infrastrutture di ricarica). E questo è molto importante perché, potenziando l’equipaggiamento del territorio con servizi per la mobilità elettrica, si rafforza ulteriormente la “mission” che i dieci Comuni hanno avviato nella fruizione e nella promozione sostenibile del proprio territorio.

La pista ciclabile Alpe Adria che da Salisburgo arriva a Grado.

Il gruppo di lavoro ha ottenuto un positivo riscontro presso le aziende agricole locali e le strutture ricettive e ristorative di Grado, trovando una forte convinzione e adesione alle finalità del progetto, nonostante alcune difficoltà legate soprattutto alla disponibilità di investimenti diretti e immediati, che denota lo stato di criticità in cui si trova il tessuto agricolo produttivo locale e motiva maggiormente la necessità dell’intervento in essere. Tutti i partner coinvolti si sono dimostrati sensibili ai temi del Km 0, dell’impronta ecologica, dell’orientamento dell’offerta turistica di Grado verso l’entroterra, della necessità di creazione di reti locali che portino all’incremento di produzione e di lavoro, migliorando lo stile di vita di cittadini e turisti.

Il budget complessivo per gli interventi descritti ammonta a quasi 2 milioni 600 mila euro.

Con “Mar e Tiaris”  le Amministrazioni comunali e gli altri partner coinvolti hanno progettato di ottenere nel breve periodo:

  • una rete di percorsi ciclabili e di turismo slow con strutture polifunzionali e di servizi a supporto dell’accoglienza;
  • il miglioramento dell’offerta turistica, attraverso una promozione coordinata del territorio;
  • l’incremento del numero di aziende capaci di diversificare la propria attività con l’opportunità di nuove forme di reddito, anche grazie al supporto tecnico-scientifico della nuova struttura polifunzionale al servizio delle imprese;
  • il rafforzamento della coesione sociale delle aree sensibili attraverso gli investimenti in strutture polifunzionali e ricreative;
  • l’aumento quantitativo e qualitativo dell’offerta di prodotti agroalimentari a km 0 sul mercato locale;
  • la riduzione dell’impronta ecologica e una maggior consapevolezza del territorio da parte di imprese, turisti e residenti.

Nel medio-lungo periodo la strategia permetterà invece di:

  • realizzare un sistema tendente all’economia circolare: attraverso uno stretto legame tra produttore e consumatore si potrà sostenere il mercato interno garantendo così maggior occupazione in ambito agricolo, una diversificazione delle produzioni, e una maggior consapevolezza ambientale che porta ad un sistema a rifiuti zero e alla riduzione degli sprechi;
  • migliorare la qualità e gli stili di vita dei residenti e turisti grazie alla valorizzazione dei percorsi slow all’interno del territorio, con una conseguente riduzione della pressione del traffico, e allo sviluppo di sistemi di welfare e di servizi alla persona legati al mondo agricolo, con un conseguente aumento dell’occupazione in tale settore;
  • incrementare la presenza di un turismo di qualità rispettoso delle tradizioni e delle tipicità del territorio permettendone così un’ulteriore valorizzazione, in un circolo virtuoso che andrà a beneficio degli operatori turistici e delle imprese agricole;
  • rivitalizzare il centro rurale di Fossalon attraverso la presenza di una struttura di ricerca e sperimentazione per il coinvolgimento dei giovani in agricoltura;
  • migliorare la cooperazione fra le Amministrazioni comunali al fine di promuovere ulteriori iniziative ed investimenti a supporto della strategia.

Ricordiamo, infine, che la responsabile della strategia “Mar e Tiaris” è la dottoressa Francesca Trapani del Servizio Ambiente del Comune di Grado. Per realizzare il progetto sono stati affidati due incarichi: uno per lo studio di fattibilità riguardante recupero dei fabbricati, la progettazione delle aree di sosta ed il recupero degli elementi di pregio all’architetto Ennio Snider ed un altro per  lo studio di fattibilità riguardante la viabilità ciclo-pedonale, ippovie, vie d’acqua, individuazione aree di sosta e percorsi di collegamento tra i comuni al dottor Paolo De Clara.

Il mare aperto di Grado dalla diga: sullo sfondo c’è Lignano.

 

 

I NUMERI DI MAR E TIARIS:

  • 77 partner
  • 10 Comuni
  • 313 kmq di cui 90 kmq di laguna
  • 54 mila abitanti
  • 1 milione e 400 turisti su Grado nel 2017
  • 20 aziende agricole coinvolte
  • 9 strutture ricettive/ristorative di Grado
  • 4 bandi per le aziende
  • € 1.327.703,69 di investimenti aziendali
  • € 415.968,30 contributo concedibile alle aziende
  • 4 aree agricole comunali
  • € 2.584.130,00 per gli interventi pubblici
  • 4 edifici
  • 6 interventi su elementi di pregio culturale
  • 1 ponte sul Canale Tiel
  • 1 passerella sul Canale Brancolo
  • 30 stazioni di ricarica per la mobilità elettrica
  • 10 aree di sosta e di interscambio
  • 6 punti di sosta
  • 147,15 km di itinerari per la mobilità lenta
  • 5 km di strade poderali per il transito ciclopedonale
  • 10 Totem multimediali
  • 2 postazioni per ippovie
  • 1 contabici
  • € 3.000.000 di finanziamento totale richiesto

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In copertina, il Lungomare di Grado.

(Foto Ersa, ciclovia Alpe Adria e Grado.it)

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